martedì 27 novembre 2012

Scenografia del film

Piove. Sta arrivando il freddo, anche se quest'anno l'autunno è stato piuttosto mite.


Ma ormai ci siamo, le previsioni dicono che il gelo è in arrivo, implacabile. In attesa del momento in cui il fisico mi consenta nuovamente un minimo di programmazione, continuo a fare un pò di jogging. E correre con dei ritmi lenti e poco impegnativi, mi permette di godere dei panorami che mi circondano.


Che molto spesso sono questi.



 


Certo, correre in mezzo a questa natura è una bella cosa, però in questi anni ho corso in altri luoghi altrettanto apprezzabili, niente di esotico, diciamo ambientazioni differenti, come questa


 



o questa



o anche queste


 


e chi corre sa cosa vuol dire sentirsi parte del mondo che hai attorno.

venerdì 23 novembre 2012

grazie Orlando

In cerca di consigli preziosi, soprattutto di consigli incoraggianti, ho provato anche a chiedere a Pizzolato, in quanto seguendo il suo blog sapevo che in passato ha sofferto di tendiniti.


In realtà non è che mi aspettassi una risposta, peraltro potevo aspettarmi una di quelle risposte fac-simile destinate a tutti gli scocciatori che chiedono consigli al di fuori dei canali tradizionali, come il forum presente sul suo sito.


 



 


Invece mi ha risposto, e la sua risposta è stata puntuale, cortese ed esauriente, la risposta di chi legge con pazienza la domanda di un perfetto sconosciuto. Il che ha scaturito due pensieri nella mia testolina.


Primo: è una bella persona, proprio come può apparire al pubblico che lo segue. Oltre a tutti gli impegni che comporta la sua attuale occupazione di sportivo, personal trainer, cronista e mi pare anche consulente finanziario - nonchè personaggio pubblico - si rende disponibile a perdere un pò del suo tempo per dare una mano al prossimo, insomma, non è da tutti di questi tempi.


E secondo: il bello del running è che anche i personaggi ai vertici della categoria non si comportano da star ma da semplici sportivi, persone normali. Al contrario di ciò che avviene in altri sport più blasonati.


Ovviamente anche nel podismo ci saranno le eccezioni, ma quelle le trovi anche nella vita di tutti i giorni.


Ora, la risposta che ho ricevuto è la più difficile da digerire, diciamo che mi ha messo davanti alla dura realtà. Quella però la tengo per me, dovrò farci i conti nei prossimi giorni...


 


 

mercoledì 21 novembre 2012

lenta lenta ripresa



Una giornata sottotono, di quelle che si risolvono per lo più quando, forzatamente, ti cacci a letto troppo presto perchè anche se non hai sonno vuoi andare a dormire.
Girare pagina, passare al giorno dopo, che sarà sicuramente migliore.
Al contrario, dal punto di vista della riabilitazione motoria, è stata una giornata positiva.
Il mio programma era di prolungare la solita corsa lenta fino alla comparsa del solito fastidio al tallone, con un limite massimo di 6km. Bene, il fastidio si è presentato solo al quarto km e in forma appena percettibile. Per cui ho tirato avanti senza problemi fino al sesto. Bene.
Fra due o tre giorni riduco di nuovo a 5 km, e se tutto procede bene programmo un leggero aumento della distanza a partire dalla prossima settimana.

lunedì 19 novembre 2012

Il bello del Running

 


Ieri mattina ho seguito la maratona di Torino in diretta tv.


Messa a parte l'invidia per quei 4 mila e rotti podisti che stavano compiendo, ognuno per le proprie possibilità, un'impresa che avrebbero ricordato per tutta la vita, perchè la maratona non è solo una gara, ma il frutto di mesi e mesi di lavoro che si conclude in una prova tutta da giocare, nella quale nulla è scontato, una sfida con se stessi, con il coraggio, con le proprie possibilità fisiche, con la propria capacità di gestire le difficoltà....


Messa a parte l'invidia, guardare alla tv tutti e  4000 i miei "compagni" runners, mi ha fatto bene.


C'era l'atmosfera di Torino, Piazza Castello, gremita di gente, c'erano i top runners in prima fila, c'erano gli amatori, quelli come me, nelle retrovie, tutti quanti con la voglia di partire per la grande avventura.


C'erano le telecamere sperimentali montate sugli elicotterini, c'era Pizzolato in bici a seguire il gruppetto dei Keniani davanti a tutti.


E poi, i più forti maratoneti Italiani, e anche diversi miei compagni di squadra della PAM.



Il bello del running è questo, il simbolo di questa gara: è la Valeria Straneo che attende Emma Quaglia all'arrivo per un abbraccio liberatorio, entrambe ai vertici della maratona nazionale, lanciate verso i mondiali. Ma poi, intervistate, a parlare come si parla fra amici, con i figli lì dietro che le tiravano i capelli.


Il bello è lo strappo finale del keniano che negli ultimi 300 metri cade a terra stremato dalla fatica, per una corsa troppo tirata, forse per tenere il passo dei suoi connazionali, che quando viene soccorso dice no, no punta il dito avanti verso il traguardo, si alza e si trascina fino alla fine della sua gara.


Tutto questo mi ha fatto bene, mi sono reso conto che ormai sono uno di loro, anche se ho fatto una sola maratona in vita mia e che al momento il mio obiettivo è riuscire a correre 6 km senza avere dolori.


Non è retorica, è semplicemente un concetto: non sei un runner quando riesci a correre per 42 chilometri. Sei un runner quando hai la consapevolezza esserlo diventato, quando hai dentro lo spirito della corsa.


 


 

giovedì 15 novembre 2012

Step by step (parte 2)

 


Fino allo scorso giugno la percorrenza media dei miei allenamenti era di 14 km, compresi riscaldamento e defaticamento, e la frequenza era di un giorno ogni due.


Oggi, dopo cinque mesi di tribolazioni, sono felicissimo di poter correre 5 km interamente al ritmo che un tempo era quello del riscaldamento. Io che sono un fanatico della programmazione e catalogazione, ho smesso di registrare le mie corse separando le fasi riscaldamento / lavoro / defaticamento, almeno finchè non sarò in grado di poter aumentare distanze e ritmi.


La soddisfazione di oggi è quella di poter dire "non ho sentito nulla" per tutti i 5 km.


Che tra l'altro è una mezza bugia....le sensazioni reali sono queste:


partenza, leggero falsopiano a salire: "oggi non sento nulla, come se fossi guarito!"


km 1: "non sento nulla!"


km 2: "...non è dolore, non è fastidio, ma..."


km 2,5 giro di boa: "ma qualcosa c'è, una specie di tensione"


km 4: "ora è quasi sparita!"


km 5: "non sento più nulla"


stretching: "eh già, mi dà un pò fastidio"


Così rientro a casa e inserisco questi dati nel mio "personalissimo" software dedicato al running:


  



 


Prossima tappa magari sabato mattina, comunque si torna a 4 km.

martedì 13 novembre 2012

Autunno

 Domenica pomeriggio mi sono trovato davanti a questa luce:



Ovvero il paesaggio di Murazzano, sull'alta Langa, in una giornata autunnale particolarmente favorevole.


Impossibile non scattare una foto.

domenica 11 novembre 2012

Step by step


 


Mini - allenamento effettuato. Il test mi ha permesso di percorrere 4 km senza problemi.


Non posso però dire di non aver avvertito nessun sintomo, non si tratta di dolore e in realtà neanche di un fastidio, lo chiamerei piuttosto un solletico. Probabilmente anche la componente psicologica, dovuta alla corsa col pensiero fisso rivolto alle sensazioni sul tendine.


Nel complesso l'esperienza è positiva, continuando con gli esercizi eccentrici si può pensare di programmare un'uscita ogni due o tre giorni e se la situazione non peggiora, magari, prevedere un incremento sulla distanza di un 10% settimanale.


Prossimo obbiettivo: lunedì pomeriggio, corsa con limite massimo di 4 km.


Cercando di dimenticare che esattamente un anno fa ero reduce dalla maratona... 

venerdì 9 novembre 2012

Pazienza

è la parola d'ordine.


Ho deciso di cancellare tutti i post più vecchi, perchè mi fa un pò male leggere delle mie antiche soddisfazioni legate a gare e risultati.


Dopo 5 mesi di tendinite all'achilleo, mi ritrovo fermo come un palo. Quindi non è il momento di guardarsi indietro, nè di provare invidia per i compagni di squadra fortunati che stanno correndo alla grande.


No, adesso bisogna essere così bravi da tenere duro con la testa, cioè pazientare e non abbandonare l'idea di riprendere a correre, un giorno. Domattina mi è concesso un test di due, tre chilometri lenti, per vedere se la prima settimana di esercizi eccentrici, può aver dato qualche frutto.


Già un traguardo l'ho raggiunto: fino a qualche tempo fa gli esercizi al gradino mi davano troppo fastidio, così li ho eliminati dal programma di recupero.


Al primo segnale di fastidio: stop. A casa camminando. Prometto.


A un patto: sorriso e buoni propositi, niente sconforto. La mia forza si misura anche da questo.


Perchè tanto il programma riabilitativo prevede la prosecuzione degli esercizi a oltranza, i risultati dovrebbero farsi sentire fra più di un mese. Se poi domani mi accorgo che tre chilometri non mi danno fastidio, meglio ancora.