lunedì 19 novembre 2012

Il bello del Running

 


Ieri mattina ho seguito la maratona di Torino in diretta tv.


Messa a parte l'invidia per quei 4 mila e rotti podisti che stavano compiendo, ognuno per le proprie possibilità, un'impresa che avrebbero ricordato per tutta la vita, perchè la maratona non è solo una gara, ma il frutto di mesi e mesi di lavoro che si conclude in una prova tutta da giocare, nella quale nulla è scontato, una sfida con se stessi, con il coraggio, con le proprie possibilità fisiche, con la propria capacità di gestire le difficoltà....


Messa a parte l'invidia, guardare alla tv tutti e  4000 i miei "compagni" runners, mi ha fatto bene.


C'era l'atmosfera di Torino, Piazza Castello, gremita di gente, c'erano i top runners in prima fila, c'erano gli amatori, quelli come me, nelle retrovie, tutti quanti con la voglia di partire per la grande avventura.


C'erano le telecamere sperimentali montate sugli elicotterini, c'era Pizzolato in bici a seguire il gruppetto dei Keniani davanti a tutti.


E poi, i più forti maratoneti Italiani, e anche diversi miei compagni di squadra della PAM.



Il bello del running è questo, il simbolo di questa gara: è la Valeria Straneo che attende Emma Quaglia all'arrivo per un abbraccio liberatorio, entrambe ai vertici della maratona nazionale, lanciate verso i mondiali. Ma poi, intervistate, a parlare come si parla fra amici, con i figli lì dietro che le tiravano i capelli.


Il bello è lo strappo finale del keniano che negli ultimi 300 metri cade a terra stremato dalla fatica, per una corsa troppo tirata, forse per tenere il passo dei suoi connazionali, che quando viene soccorso dice no, no punta il dito avanti verso il traguardo, si alza e si trascina fino alla fine della sua gara.


Tutto questo mi ha fatto bene, mi sono reso conto che ormai sono uno di loro, anche se ho fatto una sola maratona in vita mia e che al momento il mio obiettivo è riuscire a correre 6 km senza avere dolori.


Non è retorica, è semplicemente un concetto: non sei un runner quando riesci a correre per 42 chilometri. Sei un runner quando hai la consapevolezza esserlo diventato, quando hai dentro lo spirito della corsa.


 


 

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