lunedì 17 dicembre 2012




Grazie alla compassione di Stè, che un tempo mi vedeva un felice runner e ora sopporta un sottomesso "pedalatore" da ellittica, ho trovato un sistema per svolgere dei "lunghi" domenicali sul "surrogato", senza morire di noia.
Ha scoperto che esiste una compilation creata appositamente dal Dj Linus chiamata "Marathon", e me l'ha caricata sull'Ipod. Credo che siano tracciati musicali studiati per un tipo ben preciso di allenamento, cioè i lunghissimi pre-maratona, perchè la compilation dura parecchio e i ritmi non sono di quelli super adrenalinici, ma alternano rock vivaci a musica pop più rilassante.
Sono tutti pezzi di prim'ordine, tanto per spiegarmi passi dal famosissimo e energetico "born to be wild" (che tra l'altro chiunque segue Aldo Rock ben conosce...) che spinge ad aumentare un pò il passo, ad un altro come "I will survive", versione con voce maschile che, almeno a me, suscita l'effetto rilassante del correre immerso nella natura.
Ora, probabilmente ho gusti musicali molto simili a quelli di Linus, forse perchè la mia generazione si avvicina abbastanza alla sua da apprezzare il rock anni 70 e 80. In realtà mi sono fatto aggiungere qualche altro pezzo dei deep purple e degli ACDC, altra musica immortale che non poteva mancare nel mio repertorio...
Sono dei pezzi che mi permettono di trascorrere un'oretta con la massima soddisfazione possibile, fermo restando che, come ho già detto in precedenza, quando corro fuori non amo sentire la musica perchè sono troppo concentrato nell'esecuzione dell'allenamento.
La lista originale si trova facilmente sul web, in ogni caso la riporto qui per chi fosse interessato.

Steppenwolf – “Born to be wild”
Muse – “Time is running out”
Joey Ramone – “What a wonderful world”
ZZ Top – “La grange”
Bob Dylan – “Highway 61 revisited”
Black Rebel Motorcycle Club – “Stop”
Cake – “I will survive”
Ben Harper – “Diamonds on the inside”
The Clash – “Train in vain”
R.E.M. – “It’s the end of the world as we know it (and I feel fine)”
Friends od Dean Martinez – “All the pretty horses”
Sid Vicious – “My way”
Fatboy Slim – “The rockafeller skank”
The Ataris – “The boys of summer”
Soul Asylum – “Runaway train”
Daniel Lanois – “Falling at your feet”
U2 – “Where the streets have no name”
Joe Strummer and The Mescaleros – “Ministrel boy”

lunedì 10 dicembre 2012

Lettera a Babbo Natale



Caro Babbo Natale,
prendendo spunto dai miei figli, anch'io quest'anno vorrei mandarti una letterina.
Sarò un pò egoista? Sì, perchè dall'alto dei miei quarantun anni forse sarebbe ora di farmi da parte ed evitare di disturbarti proprio in questo periodo, così impegnativo, che devi dedicare ai bambini di tutto il mondo.
Però se permetti vorrei farti anch'io qualche richiesta, considera che i regali che ti chiedo non sono solo per me, ma anche per i miei figli e per i figli dei miei amici, dei parenti e perchè no, dei figli di tutti i papà che conosco. I figli di tutti i papà della mia città, anzi di tutta Italia, del Mondo intero.
Infatti non voglio chiederti una promozione nel lavoro, perchè con questa benedetta crisi dicono che sia meglio tacere e lavorare a testa bassa. Non ti chiedo neanche una pronta guarigione dalla mia tendinite, cercherò di curarmela da solo. E se non guarisce, va bè, mi darò al nuoto o a qualcos'altro che non si faccia correndo.
Non ti chiedo di mantenere la felicità nella mia casa per tutto l'anno che viene, non sarebbe carino nei confronti di chi non sta bene già oggi, per quello cercherò di barcamenarmi. Come si suol dire, uno spera e confida nella buona sorte.
Vorrei chiederti però di concederci dei sonni tranquilli, da non dover ogni tanto trovarci nel cuore della notte a pensare che siamo nei guai, che i guai non sono finiti.
Si dice in giro che il peggio debba ancora arrivare. Che uno di questi mesi lo stipendio non ce lo daranno più, forse a cominciare dalla tredicesima di qualche sventurato dicembre, o forse il premio produzione, o chissà cos'altro.
Vorrei non dover vedere, ogni santo giorno, amici e colleghi spaventati per il futuro, il lunedì perchè forse aumenta di nuovo la benzina, il martedì perchè sembra che ci taglino il TFR, il mercoledì perchè forse la pensione non arriverà mai.
E non dover accendere il giornale radio già con il groppo in gola, prima ancora di sentire la prima notizia di politica economica.
E vorrei non vedere più, mai più una buona volta, le facce serie e compite alla tv di quei faccendieri che ancora una volta tramano i loro giochetti alle nostre spalle per il loro tornaconto.
Glielo spieghi tu, visto che non lo capiscono, che loro vita è una vita mortale, esattamente come la nostra, anche se anticipano le elezioni? Anche se rubano soldi e occupano incarichi di prestigio? Glielo spieghi tu che tutto ha una fine, e quando un privilegio finisce non rimane altro che il nulla?
Caro Babbo, non voglio dire che loro siano la causa di tutti i nostri mali, di certo sono una delle cause dell'incapacità di questo Paese di tirarsi su le braghe.
E caro Babbo, la loro mancanza di pudore è un insulto alla nostra dignità, o almeno a quella poca dignità che ci hanno lasciato.
Quindi se puoi, e lo dico sforzandomi di frenare un rancore fin troppo facile, se puoi dai un calcio nel sedere a quella gente, impedisci a quei loschi figuri di mettere su un altro teatrino, fai rinsavire la coscienza dei cittadini, svegliaci, facci alzare la voce, facci gridare un pò.
Magari anche a Natale, ma anche prima e anche dopo.
In fin dei conti, è questo è il regalo che ti chiedo: dacci ancora la voglia di uscire dalla nostra stanza imbottita, dalla nostra rassegnazione cronica. Dacci la voglia di alzare la testa e farci sentire, confrontarci, parlare, ricordarci che siamo noi quelli che dovremmo, tutti insieme, decidere del nostro futuro, non quei pochi (troppi) bifolchi che ci fanno cadere dall'alto le loro sentenze.
Quando Gaber l'ha scritto, nel '72 cioè esattamente 40 anni fa, io avevo un anno, ora spero di non dimenticarmelo più.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

lunedì 3 dicembre 2012

Surrogati

Alla fine ho ceduto. Devo riposare ancora un pò prima di poter sperare di riprendere a correre. Il clima freddo di questi giorni aiuta a non patire così tanto l'astinenza dagli allenamenti.


Così sono finito in uno di quei supermercati e lei era lì che mi aspettava, l'ho guardata con diffidenza e poi ho ceduto, l'ho presa.


Veramente la guardo con diffidenza anche ora che è parcheggiata in camera, ma ora che l'ho provata non è così malaccio. L'ellittica ti permette di faticare, mantenere i battiti al range desiderato e per la durata che vuoi, solleciti, almeno in parte, la muscolatura delle gambe ed eviti completamente i traumi da appoggio.


Soprattutto non dai la tipica "frustata" alla caviglia che causa l'infiammazione al tendine, in quanto i piedi non si staccano dalle pedane.


Quanto ai lati negativi, è perfino inutile stare lì ad elencarli, è uno sport noiosissimo, sempre che si possa parlare di sport. Mi sto attrezzando con una compilation di musica rock, adatta per la corsa. Altra novità per me: non ho mai amato correre con la musica, mi piace sentire i rumori della natura o al limite il silenzio assoluto. Le cuffie mi danno anche un pò di preoccupazione per il traffico.


Mentre in camera non rischi di farti mettere sotto da nessuno, in camera pedali guardando un muro, senti musica, grondi sudore.


E speri di guarire molto, molto presto.