martedì 7 maggio 2013

La guerra


Fra un pò di tempo compirò un anno. Di tribolazioni. 
Non è bello lamentarsi per nulla, dico solo che fra un fastidio e l'altro è ormai un anno che non riesco a svolgere la mia attività preferita, ovviamente rimanendo nel tema del tempo libero che dedico a me stesso.
Certo, nel poco tempo che rimane al di fuori del lavoro, ho molte altre passioni.
Per esempio mi piace leggere e scrivere, mi piace cimentarmi con i rudimenti dell'informatica, o provare altri sport.
Mi piace giocare coi miei bimbi e sentire che mi chiamano papà. Nell'attimo esatto in cui penso che è dura sentirsi all'altezza di un titolo così importante. Ce la farò?
Ma anche uscire a cena con Stè (in questo caso meglio senza bimbi...).
Mi piace bere birra, specialmente quella forte e in compagnia di uno o due amici, con in sottofondo un rock anni 70'. Questo poi è un residuo di antiche abitudini, che fortunatamente riesco ancora, sporadicamente, a conservare.
Vizi permettendo, mi piace condurre uno stile di vita che punti a una buona forma fisica, per piacere a me stesso e a chi deve sopportare la mia presenza tutti i giorni.
Ma quando corro. Quando corro come piace a me, il piacere è unico, perchè me lo porto dietro per tutta la giornata, e anche quella dopo. Ho scritto in altri post che la corsetta lenta e rilassata, in mezzo alla natura, non è niente male, ti riappacifica con il mondo che ti circonda.
In realtà non tutti i giorni sono uguali, oggi per esempio era uno di quei giorni in cui la pace e la tranquillità non mi interessavano.
Così sono uscito in pausa pranzo con il desiderio latente di correre forte. 
Oggi ho corso, ma non come piaceva a me. Non è che avessi grossi problemi, probabilmente è la fase calante di un'ennesima tendinite, che purtroppo credo sia una delle tante, fra quelle passate e quelle a venire, che mi porterò dietro.
Non che avessi grossi problemi a corricchiare, ma non potevo soddisfare il ritmo che le gambe mi chiedevano, tenevo il freno tirato perchè temevo il riacutizzarsi di questa ennesima fase di infiammazione calante in un'ennesima fase ascendente.
La soddisfazione per me non è essere il più veloce, non sono mica un fenomeno.
Infatti non ho mai provato, nè mai proverò un piacere particolare nel superare chiunque di voi, semmai ci riuscissi.
Il piacere oggi significava correre forte, così forte da sentire ogni muscolo tirato al massimo delle possibilità. La sfida è con me stesso, o anche, per meglio descriverla, con gli elementi che mi circondano. Vinci contro l'attrito, la gravità, vinci contro il vento e la temperatura, vinci contro la tua massa corporea, contro il dolore, la sete e la fatica e il gioco è fatto, hai raggiunto il massimo. Sei arrivato.
Semplice, no?

venerdì 19 aprile 2013

Stress


Giornata calda, di quelle da sudare.
Mattinata stressante, di quelle da sudare. 
Ore 12,20 il vaso è colmo, necessita la fuga. Esci dall'ufficio e corri a cambiarti, il cambio abiti è un rito.
Posi un'uniforme e ne metti un'altra. Maglietta e pantaloncini, che bella la primavera!
Riscaldamento e corsa lenta, silenzio, solo qualche macchina ogni tanto.
10 km sotto un sole caldo, ma un caldo sopportabile, circondato solo dalla natura.
Tutto il frastuono della mattinata di colpo si è trasformato in un'eco lontano che hai ancora nelle orecchie, ma solo perchè è cessato da poco.
E dopo qualche minuto non c'è più.
C'è il rumore delle scarpe sull'asfalto, il venticello, il frusciare delle foglie.
La fatica, il fiato.
E quando arrivi dalla galoppata sei rigenerato, di nuovo pronto ad affrontare qualche battaglia pomeridiana.

martedì 16 aprile 2013

La primavera

"Something ends, something begins"

Mi unisco ai blogger - podisti che oggi leggo in giro, in pratica ripeto ciò che già ho letto da altri. Ma la giornata di oggi porta così.
Non posso certo dire che avrei potuto esserci anch'io, ieri alla maratona di Boston, ma di certo mi ha fatto effetto vedere il filmato dello scoppio di due bombe nei pressi del traguardo.
Mi chiedo che diamine di senso abbia uccidere indistintamente gente di ogni età, razza e religione, unita in un giorno di festa e di sport. Ma sono parole al vento. 
A parte la pena e la rabbia per quei poveracci che sono stati ammazzati o mutilati, da assassini spinti da principi molto contorti
- mi piacerebbe capire qual'è il senso che li ha spinti a compiere un simile gesto -
oggi i podisti amatori di tutto il mondo si sentono un pò feriti nel profondo.
Già, perchè siamo solo dei dilettanti, proprio come dice la parola ci dedichiamo a questa attività nel tempo libero, con passione, sfruttando al meglio ciò che fisico, età, tempo a disposizione ci consentono di fare, per trovarci insieme a gareggiare quasi sempre in clima di amicizia, ottenendo delle grandi soddisfazioni personali dai nostri sforzi. Insomma, è un bel gioco. 
Oggi però no, si va a correre col pensiero stampato di una bomba che ci fa rotolare per terra sul traguardo, magari dopo quarantadue
- quarantadue! -
chilometri di corsa, circondati da persone che saltano in aria.
Bah.
Paradossalmente l'allenamento di oggi è andato bene dal lato fisico. Ho corso finalmente in tenuta estiva, in pausa pranzo sotto un bel sole, un leggero venticello e una temperatura che variava dal mite al caldo. Un lento di 10 chilometri senza nessun accenno di fastidio. 
Solo tanta fatica dovuta alla disidratazione, quella che ben conosco perchè arriva ogni anno, il primo giorno caldo di primavera, quando capisci che il freddo è veramente passato. Magari ti ritroverai a correre sotto piogge scroscianti, magari anche fra raffiche di vento. Ma il freddo per un pò di mesi non si farà più sentire.
E ben venga la primavera. Anche dentro di noi, che ne sentiamo il bisogno. Anche in America.

mercoledì 10 aprile 2013

Si torna dopo la Cuneo Michelin?



La pausa dalle corse di questi giorni non è stata troppo sofferta, grazie all'orribile situazione meteo che ci ha accompagnato nelle ultime settimane. 
Così sono riuscito a gestire, senza troppo malumore, questo nuovo inizio di infortunio all'achilleo sinistro, facendo solo qualche prova su strada che consisteva in una corsa molto lenta di poco più di un chilometro, da cui traevo le debite conclusioni: l'arcinoto fastidio compariva e io mi fermavo. Stop. Giunto a casa mi piazzavo sull'ellittica con le cuffie e mi sparavo un'ora di esercizio con lo scopo di mantenere almeno un buon livello cardio-aerobico.
Oggi è tornato il sole, in tutti i sensi spero...Ho tentato una corsetta in pausa pranzo e dopo 4 chilometri ancora tutto bene. Così ho deciso di fermarmi in via precauzionale e di rimandare un nuovo tentativo a venerdì.
Se le cose vanno come sembra, dovrei essere intervenuto in tempo nella fase acuta con la giusta cura, ovvero il riposo.
E se le cose vanno come spero, cioè se la prova di oggi non è stata solo un falso indicatore, si può ricominciare con gli allenamenti. 
Speriamo, perchè già questa domenica mi perdo la Cuneo - Michelin in versione 60.mo anniversario!




sabato 23 marzo 2013

Cronaca di Asti

L'idea era di pubblicare un post aggiornato in tempo reale, in base ai tweet in arrivo dai compagni di squadra, ma non sono riuscito per i vari impegni famigliari del sabato pomeriggio.
Va bè, mi accontento di fare un breve resoconto della staffetta a giochi fatti.
Dal mio personalissimo punto di vista: gara fortunata e al di sopra di ogni aspettativa.
In termini assoluti, niente di straordinario ma ho corso discretamente, per lo meno non ho compromesso il risultato finale.

Partito per Asti il mattino alle 7, con una pioggia incessante che mi ha accompagnato all'andata, al ritorno e durante la corsa. Senza sosta, implacabile.
La 24 ore di Asti crea sempre un pò di tensione, com'è immaginabile che sia nel contesto di una gara in cui hai in mano le sorti di 24 persone che giorno e notte hanno girato in pista prima e dopo di te. Insomma, devi presentarti lì puntuale e non devono esserci contrattempi.
Le aggravanti da brivido erano: reggeranno i miei talloni? reggerò una corsa di un'ora? La PAM era in bilico fra la 5.a e la 6.a posizione su ben 41 staffette, roba da record, roba da rovinare tutto.
Così mi sono studiato una preparazione come segue: doppie talloniere nelle mie saucony jazz che già hanno un offset di 12 mm. Insomma ero un bel ragazzo alto. O almeno, un ragazzo alto. Ok ero alto e basta...
Pensavo a una velocità di crociera sui 4'20", ma in pista il garmin toppa almeno di 12-13"/km, quindi dovevo buttarmi sui 4'10".
Poi ho optato per un riscaldamento prolungato. Già mezz'ora prima della partenza ero lì a corricchiare, più lentamente del solito e alternando a tratti di camminata. Alchè ho potuto constatare che i tendini non soffrivano, grazie anche ai tre giorni di scarico precedenti, agli integratori, al ghiaccio, ai massaggi, boh, forse a tutto l'insieme.
Quando sono partito stavo bene, i miei compagni PAM mi incitavano, sentivo le gambe girare senza fatica.
Così ho cambiato programma, ho deciso di andare a sensazione e senza guardare il garmin ho impostato un ritmo più veloce, seppure sostenibile a lungo. Non sapevo quanto a lungo, almeno mezz'oretta, poi si poteva sempre rallentare.
E la scelta è stata azzeccata. Gli achillei mi hanno risparmiato, così ho spinto fino alla fine al limite delle risorse che il mio fisico poco allenato poteva darmi.
E' stata una corsa a ritmo costante ai 3'57"/km, per un 49% grazie alla mia incoscienza, per il 51% grazie, e grazie di cuore, ai miei compagni di squadra. E chi dice che correre in pista è noioso, è perchè non ha mai provato la 24 ore di Asti, con il tifo dei "soci" ad ogni passaggio.
Risultato: 15,219 km, quarta posizione nella frazione. Non è il mio pb, è qualcosa di più, è una corsa che pensavo di non riuscire a correre.
La PAM è arrivata al quinto posto e credo sia un record, ma qui il merito è del gruppo, certo non mio, forse solo un po', anche mio.
Fatto sta che oggi sono stato contento di ritrovarmi fra amici, è proprio un bel gruppo.
Grazie a tutti.







mercoledì 20 marzo 2013

lentamente verso Asti


Finchè si può correre non lamentiamoci, le cose non vanno malaccio.
Certo, si può correre, anche se lentamente. Il momento in cui ho capito che non è ancora l'ora di forzare i ritmi è stato l'altro giorno, quando il mio goffo tentativo di impostare delle ripetute lunghe ha fatto cilecca e i talloni hanno fatto crik. 
Il tendine malato è guarito, il tendine sano è, diciamo, un pò arrabbiato. Uff...
Così in questi giorni ho rallentato il passo e i chilometri, abbandonando l'idea di raggiungere una forma adeguata per Asti. Ho chiesto anche la sostituzione ma è troppo tardi, devo esserci.
Correrò lo stesso la mia ora delle 24, per la precisione la ventunesima, domenica mattina dalle 10 alle 11.
Purtroppo dovrò correre molto piano, frenando per l'ennesima volta i miei impeti da velocista ed accettando la mia precaria condizione di tappabuchi, ma è giusto così. 
Ho provato ad eseguire dei lenti, ho visto che impostando un passo ai 4'30 non ho problemi, la pianura perfetta e un paio di spesse talloniere mi aiuteranno a sopportare un'ora di corsa senza danni.
Mi dispiace un pò per i miei compagni di squadra, chiedo scusa a tutti in anticipo per la deludente prestazione....



mercoledì 13 marzo 2013

Una giornata così così


Partito con la solita carica adrenalinica del Lazzaro che si è alzato per camminare, è felice, così felice che invece di camminare decide di correre.
Così Gesù vede che fa il furbo e decide di dargli una bastonata.
Sulle caviglie.
A Lazzaro non è andata proprio così, ma ieri, trasponendo la storia da un contesto evangelico alla mia misera persona, ho avuto un pò quell'impressione, nelle mie vesti di runner infortunato, ora nella nuova versione Podista 1.02.
Ero partito per un allenamento piuttosto pesante, le ripetute lunghe da 2 km, un allenamento che già temevo, solo per il nome: ripetute da 2000! Dopo tutto questo tempo ne sentivo un pò la paura, principalmente per il confronto con il Podista ver. 1.01.
Ma ormai da molto tempo non ho problemi al tendine, nelle ultime settimane ho svolto uscite piuttosto pesanti, ripetute brevi, allunghi, progressive, nessun problema...non c'era ragione di preoccuparsi più di tanto.
Parto col riscaldamento e sento un leggero fastidio all'achille sinistro, quello sano. Dev'essere solo un adattamento alla corsa, penso, e proseguo.
Decido di prolungare il riscaldamento finchè non scompare. E in effetti poco dopo non sento più nulla.
Parto con la prima ripetuta. Una gran fatica, troppa fatica per il ritmo che ho impostato, sui 3'45".
Una cosa è chiara, oggi non è giornata. Chiudo la prima a 3'52" e un certo sconforto.
Il recupero è in salita, 600 metri lenti che mi porteranno a una bella viuzza in pianura in mezzo ai prati, la Strada Gavazza Picchi, dove partire con la seconda ripetuta.
Quando il Garmin mi avvisa che è ora, parto con la seconda è il morale è pessimo, non so più come impostare il passo, decido di ritentare un ritmo ai 3'45".
Immediatamente sento fastidio all'achille sinistro, all'achille destro, ai muscoli delle gambe e a tutto ciò che è tangibile nel mio fragile essere. 
Risultato, ripetuta interrotta, inversione a U e rientro a casa a ritmo corsa lenta.
Gli Achilli hanno subito smesso di urlare, ai 4'30" tornano entrambi felici, ed io ho cercato di digerire l'inconveniente rimandando a domani la prova, magari mi ridimensiono a RM1000 o anche a RB500, ovviamente previo test sul buon funzionamento delle caviglie.
Di certo, ho bisogno di potenziare la muscolatura dei polpacci, inutile far finta di niente. 
Ma ci sono giorni in cui nulla può funzionare, bisogna affinare la capacità di riconoscere al volo la giornataccia e abbassare il tiro.
Il bello - e il difficile - è imparare ad adattarsi sul momento alle situazioni, mai seguire dei rigidi programmi di viaggio. Impara ragazzo.
Oggi si tocca ferro. Dall'esito di domani dipende se fra 11 giorni sarò in grado di fare l'ora in pista, o se  dovrò rimandare il momento di rimettermi la canotta Pam...


venerdì 8 marzo 2013

Le fatiche di ercole










Il fatto è che i programmi in calendario sono cambiati.
Le mie previsioni per il week end del 23 / 24 aprile erano: un lentissimo defaticante al sabato e la Tuttadritta di Torino la domenica, da correre in scioltezza e senza spingere troppo.
Invece ho ricevuto l'invito per la staffetta in pista della 24x1 ora di Asti e non sono riuscito a resistere al fascino di quella gara, che ho già corso due volte e mi piace moltissimo, principalmente per lo straordinario gioco di squadra che rende un'adrenalina veramente unica.
Il problema è che la cosa da un lato mi attrae e dall'altro mi spaventa, sono ben conscio di essere solo all'inizio della preparazione e di non poter puntare al risultato dell'anno scorso, vedasi pb sulla sinistra.
Ma la sfida è sfruttare i pochi giorni che mi separano dal 24 marzo per allenarmi al meglio, senza però incorrere in spiacevoli inconvenienti.
Rischio calcolato, s'intende: se fra una settimana mi accorgo di non potercela fare, mi farò sostituire, non voglio essere la causa di una brutta posizione in classifica della squadra..
La conseguenza è che in questi giorni, bruciando le tappe, ho provato a tirarmi un pò il collo.
Le ripetute brevi sono andate piuttosto bene, così ho provato a correre un medio, brioso e un pò più lungo del solito: Riscaldamento + Medio da 8 km a 4'03"/km + Defaticamento, in totale 11 km.
In un percorso a pendenza leggera, un medio corso sopra i 4'/km una volta non mi risultava così faticoso...invece stavolta alla fine ero decisamente cotto, con le gambe stanche e in acidosi.
Per fare un risultato decente dovrei correre almeno ai 4 e per un'ora intera, il che significa avere un'autonomia di 15 km ai 4/km. Accipicchia!
Il fattore positivo della pista è l'assenza di pendenze e il fondo ottimale, quello dovrebbe regalarmi un pò di secondi.
I fattori a mio sfavore per il momento sono: peso dell'atleta (grassone) e assenza di allenamento sui lunghi (pigrone).
Bè per quanto riguarda il grassone le cose stanno lentamente migliorando, in ogni caso vorrà dire che avrò meno bisogno di integratori prima della gara.
Per combattere il fattore pigrone, ho predisposto questa tabella:

Sabato 9: CL 13,5 km
Lunedì 11: Risc. 2,5 km + n°4 x RL2000 / Rec. 600mt
Mercoledì 13: Risc. 2,5 km + Medio 9 km + Defat. 0,5 km
Venerdì 15: CL 12 km + n°5 x Allunghi da 100 mt / Rec. 100 mt 
Domenica 17: Risc. 2,5 km + Progr. 11 km
Martedì 19: CL 15 km
Giovedì 21: Risc. 2,5 km + n°6 x RM1000 / Rec. 400mt
Sabato 23: CL 5 km + n°5 x Allunghi da 100 mt / Rec. 100 mt 
Domenica 25: Gara

Ancora da rivedere e limare. Anche stavolta, se passa di qui un personal trainer i consigli sono ben accetti!


lunedì 4 marzo 2013

Tabelle e Calendari


Questa settimana ho raggiunto un altro paio di traguardi abbastanza significativi, un lento da 11 km e qualche piccolo lavoro di potenza.
Svolgendo un medio da 7 km e un progressivo con km lanciato nel finale, ho potuto verificare la mia reale condizione atletica di questo post infortunio, che è davvero molto penalizzata da tutti questi mesi lontano dalle corse.
Oltretutto devo perdere peso, ho circa 4 kg di troppo da far fuori e il metabolismo deve ancora rendersi conto che sono di nuovo uno sportivo...
Per iniziare mi manca l'autonomia sul lungo, ma quello è il problema che mi preoccupa di meno, in fondo per quello è sufficiente uscire spesso e correre, correre, correre.
Il problema sono i ritmi, le gambe non reggono alle velocità sostenute e su quello c'è molto da lavorare.
Ieri ho corso 10 km a ritmo variato, quello che per semplicità ho battezzato "fartlek" ma che in realtà si è trattato di un allenamento a ritmi differenziati.
Quindi un riscaldamento di 2,5 km + Medio/veloce di 4 km + Recupero da 1 km + n°5 Allunghi da 100 mt con recuperi di pari distanza + Defaticamento da 1,5 km con finale in salita.
Gli obbiettivi erano riabituarsi alla fatica e nello stesso tempo dare un pò di brio alle gambe, per questo ci ho messo gli allunghi, con il proposito che per un pò li devo ripetere una volta alla settimana.
Ho rimesso mano alla tabella di allenamento e ho deciso per domani di tentare le prime ripetute, quindi opterò per una serie di brevi da 500 mt con recuperi da 300 mt, non molte per la verità perchè non voglio superare 10-11 km sul totale dell'allenamento.
Giovedì un medio e sabato un lungo lento, con tentativo di raggiungere i 12 km.
Come mi ero ripromesso, ho anche dato un'occhiata al calendario gare e mi sono fissato un paio di date:
- Esordio in una non competitiva da 10 km a Varazze il 17 marzo (senza nessuna velleità da classifica);
- Gara a Rossana il 23 marzo o in alternativa la Tuttadritta del 24 a Torino. Anche in questo caso, tenendo a freno vani istinti competitivi!
Il tendine non si è più fatto sentire e me ne rallegro, mi preoccupa invece quella piccola borsite, sempre causata dalla vecchia infiammazione, che correndo non mi dà nessun problema ma si fa sentire il giorno dopo con una specie di pizzicotto. Spero che anche quella non decida di crearmi dei fastidi. Per ora continuo a metterci del ghiaccio. Per assurdo, il momento in cui la percepisco di più è guidando, si vede che non gradisce l'inclinazione del piede sull'acceleratore.
Chissà se qualcuno ha esperienza in fatto di borsiti...spero che anche per quella non mi dicano di dovermi fermare, non reggerei il colpo!

lunedì 25 febbraio 2013

10 km e clap clap

Ieri sono arrivato a correre un lento di 10 km senza problemi fisici, seppure con la consapevolezza di non essere ancora del tutto guarito.
Procedendo con gli allenamenti, di giorno in giorno mi accorgo di poter correre un po' più a lungo della volta precedente, ma anche di raggiungere un limite che, se superato, darebbe origine a nuovi fastidi.
Generalmente non amo nè la retorica e neppure chi si compiace dei propri risultati, oltretutto correre 10 km non è certo un'impresa. Ma oggi decido che posso concedermi una licenza premio.
Mentre sto per raggiungere il fatidico decimo penso che sono stato proprio bravo a tenere duro per 8 mesi e non perdere di vista l'obbiettivo.

Perchè chi la dura la vince. O forse anche no, ma chi non la dura di sicuro non la vince.
Quindi bravo bravissimo e pensiamo avanti, ovvero: prometto solennemente che fino al primo marzo non darò neanche una sbirciatina al calendario gare...
...che ho già scaricato sul desktop.

giovedì 21 febbraio 2013

La rivincita del medio


Il medio è il genere di allenamento che più di ogni altro ti permette di farti un'idea precisa del tuo grado di preparazione. Gare a parte, ovviamente.
Durante la corsa devi mantenere per un lungo periodo di tempo un ritmo costante, sostenuto e ad una frequenza cardiaca piuttosto alta. 
Il medio non perdona, perchè ti dà il responso del grado di sofferenza a cui riesci a sottoporre il tuo fisico, impostando un ritmo che dovrai mantenere, senza tirarti troppo il collo, per 10 km o più. Molto allenante, quindi, forse anche più dal lato mentale che da quello fisico, in quanto abitua il podista a sopportare la fatica.
Personalmente sono convinto che un'attività del genere abbia anche positive ripercussioni di autocontrollo nella vita di tutti i giorni, ma questo è un altro discorso.
Un dato di fatto che ho imparato con l'esperienza è questo: se è vero che il ritmo sul medio va impostato a circa 15-20 secondi più lento della velocità di soglia, è anche vero il contrario. Ovvero, in un periodo di digiuno da gare, se sei esperto e sai riconoscere lo sforzo tipico di una corsa al ritmo del medio, saprai anche a che ritmo impostare una gara, perchè potrai facilmente ricavare il valore della tua soglia anaerobica.
Tutto sto preambolo per arrivare al mio ultimo allenamento:
Riscaldamento 2,5 km + Medio 6 km a 4'09/km + Defaticamento 1,5 km. Totale 9,5 km
E cerco di ricavarci qualche dato utile.
C'è da dire che essendo in una fase di riabilitazione ho svolto un medio di soli 6 km, cosa che a molti podisti farà ridere....non so se sarei stato in grado di arrivare a 10 km perchè ho interrotto volutamente prima, ovviamente ci devo arrivare per gradi.
Ma supponendo di raggiungere 10 km mantenendo quel ritmo, che sentivo essere un medio pur non avendo dietro un cardiofrequenzimetro, nella migliore delle ipotesi la mia soglia si è alzata di circa 20''/km, nonostante gli altri sport svolti nel frattempo, ovvero bici e ellittica.
Il che non è così tragico, ovviamente, perchè se avrò la fortuna di proseguire nella preparazione, nel giro di due o tre mesi potrei recuperare buona parte del gap.
Quindi l'obbiettivo numero uno, al momento, è di raggiungere un'autonomia chilometrica decente, diciamo 13 o 14 km senza doloretti vari.
Dopodichè si potrà pensare a iniziare qualche lavoro di potenziamento, iniziando da allunghi, poi progressivi ed infine ripetute a diverse lunghezze. Non vedo l'ora!

sabato 16 febbraio 2013

Ma che scarpe mi compro?

E' passato più di un anno dall'ultima volta che mi sono posto questo problema, e oggi mi rendo conto che in un anno il mercato ha fatto passi da gigante.
E' il momento di salutare le Asics Landreth 7, quindi redigo la mia recensione personale:
Ottima scarpa d'allenamento per podisti medio-leggeri. cat. A/3, peso 320 grammi la taglia 9,5 USA.
Ben ammortizzata ma anche molto reattiva. Si presta per qualunque tipo di allenamento, anche per le ripetute. In gara personalmente preferivo qualcosa di più grintoso, ma in teoria va bene anche per le competizioni medio lunghe.
La calzata al tallone è ottima, purtroppo ha l'avampiede piuttosto largo, ma quella è una questione molto soggettiva, io ero abituato alla calzata avvolgente delle Saucony Triumph e il passaggio alle Landreth mi ha dato qualche problema.
In ogni caso è anche molto resistente, le mie hanno 800 km e non mi sembrano del tutto scariche.
Bisogna dire che sono le scarpe con cui ho corricchiato durante tutto il mio infortunio, per cui le ho usate a ritmi quasi sempre lenti.
Non sono certamente queste scarpe la causa dell'infortunio, perchè sono molto protettive: la causa è la mia testa cocciuta e non devo trovare capri espiatori...
Molto originale il disegno dell'allacciatura, il taglio è obliquo rispetto all'asse della scarpa.
In conclusione le consiglierei a un podista già un po "navigato" e non pesante, con piede largo, come scarpa da allenamento.

E adesso, per gli allenamenti quotidiani che scarpe mi compro?
Sono indeciso fra questi modelli:
New Balance 1080 v2
Adidas Air Pegasus 29
Saucony Triumph 10 (ma ogni tanto devi cambiare marca!)
Brooks Ghost...?

Sarei felice se qualcuno potesse darmi qualche dritta.

mercoledì 13 febbraio 2013

Per correre sempre così voterei perfino il Berlusca












Giornata trionfale quella di ieri, l'umore è alle stelle.
Ovviamente il titolo è uno scherzo, non voterò mai Berlusconi. Mai.
Premetto che non ho niente contro chi vota Berlusconi, ma io non l'ho mai fatto e mai lo farò.
Diciamolo pure: piuttosto di votare Berlusconi correrei una maratona tutto nudo e con le superga ai piedi. Tanto per rendere l'idea.
Comunque, ho corso bene, senza problemi e mi sono pure permesso di allungare il passo. Stavolta non ho resistito al richiamo delle gambe, che giravano bene e mi chiedevano di forzare un pò l'andatura. Così ho trasformato il solito lento in un medio, che seppure molto breve, seppure a ritmo blando, ho dovuto battezzare "medio" perchè il fiatone mi diceva che stavo correndo un medio.
Mi sono dato solo un limite sulla distanza, che forzatamente ho interrotto a 8 km per non rovinare la festa.
Resoconto:


Riscaldamento km 2,500
CM km 4,000 a 4'14/km (oggi per me è il ritmo del medio)
Defaticamento km 1,500
Totale km 8,000


Ho anche raggiunto il secondo obbiettivo, ovvero ho trovato il coraggio di abbassare il doppio rialzo al tallone, mantenendo una sola talloniera in silicone, anche in quello nessun problema.

Giornata perfetta, insomma, come capita alle volte, quando sembra che niente e nessuno ti possa scalfire.
Il programma ora mi impone di provare ad allungare un pò i km, di conseguenza proverò a farlo la prossima volta (domani?), cercando di raggiungere più o meno 8,5-9 km totali.
Il che implica anche che non dovrò farmi trascinare dalla foga della velocità, devo concentrarmi a rimanere poco sotto i 5', comunque mai più veloce di 4'30.
Come sempre, il tutto se la fortuna mi assiste.

venerdì 8 febbraio 2013

Giudizio finale

E' bello ricevere un invito dal mio team per correre una gara a squadre, un cross a Pinerolo.
Purtroppo ancora per stavolta ho dovuto dare forfait, stanno sicuramente mettendo su una squadra velocissima e io non sono di certo nella condizione di dare una mano.
Ma con un pò di fortuna per la primavera potrei tornare competitivo, chissà.
A presto, quindi!
Segue il responso del Doc. dell'ecografia di ieri pomeriggio:


"L'esame muscolo - tendineo del tendine d'Achille di dx eseguito con scansioni comparative ha evidenziato lieve tendinosi del tendine nel suo tratto distale: il diametro massimo è di circa 6 mm rispetto ai 4 mm del controlaterale. Non si osservano segni di lesione parziale, calcificazioni o segni di peritenonite. Modesto versamento nella borsa retrocalcaneare dx. Assenza di vascolarizzazione significativa al power e al color doppler. Utile visita specialistica fisiatrica per le cure del caso. Assenza di calcificazioni inserzionali sul calcagno"

mercoledì 6 febbraio 2013

Cogito ergo sum


Allenamento di lunedì:
Risc. 2,5 km + CL 4,5 km a 4'29/km, totale 7 km

L'impressione è positiva, può darsi che fosse solo una giornata più favorevole delle altre, ma quel fastidio che si presentava dopo il quinto chilometro non si è più fatto sentire. 
C'era una sensazione quasi impercettibile di fragilità, un piccolo sentore che mi consigliava di non aumentare i chilometri.

In compenso ho aumentato il passo, il ritmo di 4'29/km si avvicina già abbastanza al mio ritmo naturale sul lento.
Per stasera quindi mi pongo come obbiettivo di raggiungere i 7 km (salvo complicazioni) e se l'istinto è quello di proseguire, assecondarlo fino a un limite massimo di 8 km, non di più. Pian pianino devo rifarmi gambe e fiato sulle "lunghe" distanze.
Il secondo test della giornata sarà l'abbassamento del tallone: eliminerò uno dei ben 2 spessori che ho infilato nelle scarpe e proverò a vedere se con un solo sottile rialzo in silicone riesco ugualmente a correre senza problemi.
Il tutto sempre salvo complicazioni e in una prospettiva molto ottimistica.
Ma bisogna essere ottimisti, altrimenti che ci stiamo a fare??

giovedì 31 gennaio 2013

Fauna selvatica e il test del fifone

Vedendo i ritmi di corsa con cui si allenano molti colleghi blogger, mi rendo conto di una cosa. 
Quelli che seguono sono gli animali che più si confanno alla mia attuale condizione di runner.
numero uno:
numero due:

 
e numero tre:
 
Sono tutte bestioline piuttosto simpatiche, per cui non intendo prendermi gioco della loro, più che naturale, lentezza nei movimenti. Anzi, mi sento così vicino a loro che quasi quasi non mi dispiace continuare ad emularle ancora per un pò.
Detto questo, guardiamo avanti.
Il sito di Albanesi, nella pagina dedicata al recupero da infortuni propone un test di guarigione, secondo cui io sarei verosimilmente collocato fra il livello 2 e il livello 3, in una scala che va da 0 a 4, ovvero:

Livello 2 (test del riscaldamento) - Correte 1 km a 5'30" + 1 km a 5' + 1 km a 4'30" (sempre 30" in più se valete più di 21' sui 5000). Come sopra, se sentite qualcosa: STOP. 
Livello 3 (test del lento) - Correre 6 km al ritmo del vostro fondo lento + 1 km al ritmo del 10000. Come sopra, se sentite qualcosa: STOP. 


Sempre prendendo per buono quello che dice, io ho corso, nelle ultime tre uscite, dei lenti che andavano da 6 a 6,8 km senza nessun sintomo.
Sarebbe il momento di superare il livello 3, ovvero dopo i fatidici 6 km provare ad accelerare il passo e correre un km veloce.
Il primo problema è che non so più quanto valgo sui 10km, prima dell'infortunio (un anno fa) correvo i 10.000 a 3'38''/km, se ci provassi adesso potrei aspettarmi un infarto, o quanto meno uno strappo muscolare. Non è il caso.
Potrei semplicemente tentare un km ad un ritmo svelto ma sostenibile, un pò a sensazione.
Il secondo problema è che ho paura di un test del genere. Ho paura di "sentire qualcosa e STOP", avvertire una fitta correndo veloce temo che mi possa compromettere la guarigione. 
Quindi credo che opterò per 500 mt svelti, nella migliore delle ipotesi, ovvero se superati i 6 km non avrò percepito fastidi.
Quindi lo battezzerò: Livello 2 e 1/2 (test del fifone).


venerdì 25 gennaio 2013

Corsetta del venerdì

CL 6,00 km in 29'29'' a 4'55''/km
Questo ad oggi è il limite che mi è concesso.
Quindi












non canto
ma

fischietto!
Buon week!

martedì 22 gennaio 2013

Grandi citazioni

Correre
(finalmente un lento di 6 km senza nessun problema dopo tutto sto tempo!!)
è un pò come volare!


Ieri sera sembrava che nulla potesse andare male, sono partito con la certezza che questa volta non avrei ricevuto segnali dal caro vecchio achille acciaccato. E così è stato.
Il momento critico solitamente arriva dopo il terzo chilometro, ma questa volta non sentivo nulla. E stranamente mi aspettavo di non sentire nulla, come se ci fossimo messi d'accordo prima della partenza.
Quando ero già sufficientemente riscaldato sentivo naturale anche accelerare un pò il ritmo. Ho dovuto frenarmi solo per il timore di spezzare l'incantesimo.
Dalla gioia ho dirottato il percorso nel centro di Mondovì, sorridendo alle persone che incontravo. Gente che non capiva che ci stava a fare un podista, con un sorriso ebete stampato sulla faccia, sotto i portici di corso Statuto.
Ma a me non importava, ero troppo felice per questa situazione di apparente e improbabile guarigione, che mi permetteva finalmente di farmi una corsa col solo piacere di correre, senza altri pensieri.
Sono arrivato a casa e il Forerunner mi diceva: 5,90 km. Avrei potuto fare cifra tonda, ma l'ho fermato lì. Stop. Per un infantile istinto scaramantico che ogni tanto mi salta fuori.
Lo so, non sono guarito, il tendine è infido e beffardo, lo conosco bene. 
Mi ha dato un giorno di tregua, ma per me che sono un inguaribile ottimista è un segnale di miglioramento, lento, lentissimo ma inesorabile.
Ora è il momento di stare coi piedi per terra. In tutti i sensi.

Corsa di ieri: CL km 5,90 in 27'40'' - ritmo 4'41''/km

lunedì 21 gennaio 2013

Mega

Durante il pomeriggio di ieri, una pigrissima domenica caratterizzata da una copiosa nevicata, bimbi influenzati e scarse possibilità d'azione, ho avuto come unico sfogo la tv, che è rimasta accesa praticamente tutto il giorno. Caso più unico che raro, per me.
Da RaiNews24 ho appreso la notizia di quel tizio di nome Kim Dotcom, Neozelandese, informatico, che dopo una lunga serie di grane con la giustizia per aver messo su un sito di file sharing che permetteva di scaricare video protetti da diritti d'autore, si è buttato ora sul file hosting.
E mica roba da poco: ha creato un sito che già dal nome rivela le sue manie di grandezza: "Mega" e l'indirizzo è http://mega.co.nz
Nome proporzionato, tra l'altro, alla stazza del personaggio.
L'iscrizione gratuita concede a chiunque lo sbalorditivo spazio di 50Gb di hosting, che volendo pagare qualcosa si ampliano a 500Gb, ma non è il mio caso.
Per chi, come me, è abituato a DropBox (2,5Gb), è come passare da un CD a un hard disk su internet, comodissimo, gratuito e sempre a disposizione.
Perfettamente legale, perchè l'utente registrato è responsabile di ciò che ci mette su.
I singoli file e le cartelle sono condivisibili con chiunque, ovviamente solo rivelando un'apposita key di crittografia al destinatario del documento.
Letta la notizia, mi sono fiondato al pc e ho tentato la registrazione, senza successo perchè nella giornata inaugurale il sito era preso d'assalto.
Stamattina però ci sono riuscito senza problemi, e ora sono un nuovo utente di Mega.
Sto per sperimentare il funzionamento...consigliatissimo a tutti.


sabato 19 gennaio 2013

Lesson Uan

Prima di un'intensa attività aerobica, è fondamentale un'alimentazione a base di carboidrati.

giovedì 17 gennaio 2013

Blogger










Anno nuovo (ormai già da qualche giorno), blog nuovo (da oggi).
Ho deciso di passare a Blogger perchè mi sembra molto più bello e funzionale di IoBloggo.
Peccato che nell'importazione ho perso tutti i commenti ai post...
Che comunque rimangono qui.
Cercherò almeno di sistemare tutto il resto.

Corsa di ieri:
CL km 4,87 in 23'40'' ritmo 4'55/km

lunedì 14 gennaio 2013

Pensiero del giorno

Ancora un paio di mesi e qualunque attività all'aria aperta sarà più bella. In attesa di (forse) riprendere a correre con continuità, potrò abbandonare temporaneamente l'ellittica per dedicarmi a qualcosa di più divertente.
La bici non è il mio sport preferito, ma ogni volta che mi sarà possibile andrò a lavorare pedalando. La mia postazione di lavoro dista 11km da casa, e qualunque strada scelga di fare c'è di mezzo una collina piuttosto ardua da superare, il che garantisce ogni volta un giro da 22km e due colline, fra l'andata del mattino ed il ritorno della sera. Abbastanza allenante per un non-ciclista come me.
Mi piacerebbe provare un paio di roller in linea, certo è che le possibilità d'impiego diminuiscono drasticamente in quanto non tutte le strade si prestano a questo sport, è sicuramente più adatto da praticare durante i week end, famiglia permettendo...
Come pure andare al mare e noleggiare una tavola da SUP, l'ho testata una sola volta e sono rimasto stupito dalle potenzialità dell'attrezzo: si attivano tutti i muscoli del corpo, soprattutto le gambe, i battiti sono costantemente in un range medio alto per la continua fatica nel tentativo - spesso vano - di restare in piedi. E per lo stesso motivo, la difficoltà di mantenere l'equilibrio rimanendo in posizione ritta e a piedi fermi costituisce un'eccezionale ginnastica propriocettiva, un toccasana per la muscolatura delle caviglie e la riabilitazione all'achilleo.
Peccato che sia piuttosto costosa, peccato soprattutto per la difficoltà di trovarne usate. Dipende dal fatto che in Italia questo sport si è diffuso da pochi anni e chi ce l'ha, per ora, se la tiene.
A contrario della corsa, anche il nuoto mi risulta molto più facile da praticare con le temperature più miti: mentre correrei (e correvo) anche sotto una nevicata e col fondo scivoloso, col freddo trovo molto faticoso vincere la pigrizia e uscire di casa per andare in piscina.
Certo, a prescindere dalla stagione, le attività che ho elencato si prestano molto di più nei week end. E questo mi riporta drasticamente al solito discorso: amo correre, anche perchè puoi farlo nei ritagli di tempo.

Quindi, resoconto della corsa di ieri:
CL 4,85 km in 24'44'', media di 5'06''/km

martedì 8 gennaio 2013

Il testardo




Sempre sulla scorta dei consigli di amici runners "live" e online, faccio tesoro di questi ormai 7 mesi di tribolazioni e riprovo con un timoroso e reverenziale approccio alla corsa su strada.
L'ecografia è fissata per il 7 febbraio, in attesa del responso corricchio a giorni alterni, o anche più di rado se è il caso, per ora 4 km a un ritmo di 5'/km, cioè il ritmo che a inizio 2012 era più o meno quello del riscaldamento.
Nonostante questa condizione, per il momento non certo ideale rispetto alle mie ambizioni da podista...e nonostante ben 5 kg di ciccia messi su in 7 mesi di scarsa attività, faccio tesoro di quello che potrebbe essere un insegnamento valido in ogni attività: accontentarsi di quello che si ha.
Quindi mi sforzo di non pensare alle "glorie" del passato e vado a correre. Pochi chilometri, lentamente, guardandomi intorno e apprezzando quella bella sensazione che mi dà sentire il corpo che si scalda con il gelo fuori.
Sono contento di quello che riesco a fare, sono ancora più contento perchè non mollo il tiro. Ascolto i doloretti, sperimento tutto quanto possibile per migliorare la condizione e per cercare di aumentare, col tempo, il ritmo e il chilometraggio.
Non sono sicuro che la cosa mi passerà ma continuerò a provarci. Alla peggio so che posso andare in bici e nuotare, se proprio il 2013 non mi permetterà di correre.
Nel frattempo, però, ho rinnovato la tessera Fidal.....

martedì 1 gennaio 2013

Amletico




Da 30 giorni mi dico:
"non correrò per un mese, si ricomincia il 1/1/13"
Visto che da un mese, non correndo, non ho nessun sintomo al mio povero tendine, sarebbe proprio il caso di mettere le scarpe e provare.
Ma il timore di una ricaduta è così forte, che...non ho il coraggio.
Ieri la scusa ufficiale era: "l'influenza è appena passata, datti ancora qualche giorno".
Oggi la scusa ufficiale è: "forse prima merita fare un'ecografia"
E domani?