martedì 7 maggio 2013

La guerra


Fra un pò di tempo compirò un anno. Di tribolazioni. 
Non è bello lamentarsi per nulla, dico solo che fra un fastidio e l'altro è ormai un anno che non riesco a svolgere la mia attività preferita, ovviamente rimanendo nel tema del tempo libero che dedico a me stesso.
Certo, nel poco tempo che rimane al di fuori del lavoro, ho molte altre passioni.
Per esempio mi piace leggere e scrivere, mi piace cimentarmi con i rudimenti dell'informatica, o provare altri sport.
Mi piace giocare coi miei bimbi e sentire che mi chiamano papà. Nell'attimo esatto in cui penso che è dura sentirsi all'altezza di un titolo così importante. Ce la farò?
Ma anche uscire a cena con Stè (in questo caso meglio senza bimbi...).
Mi piace bere birra, specialmente quella forte e in compagnia di uno o due amici, con in sottofondo un rock anni 70'. Questo poi è un residuo di antiche abitudini, che fortunatamente riesco ancora, sporadicamente, a conservare.
Vizi permettendo, mi piace condurre uno stile di vita che punti a una buona forma fisica, per piacere a me stesso e a chi deve sopportare la mia presenza tutti i giorni.
Ma quando corro. Quando corro come piace a me, il piacere è unico, perchè me lo porto dietro per tutta la giornata, e anche quella dopo. Ho scritto in altri post che la corsetta lenta e rilassata, in mezzo alla natura, non è niente male, ti riappacifica con il mondo che ti circonda.
In realtà non tutti i giorni sono uguali, oggi per esempio era uno di quei giorni in cui la pace e la tranquillità non mi interessavano.
Così sono uscito in pausa pranzo con il desiderio latente di correre forte. 
Oggi ho corso, ma non come piaceva a me. Non è che avessi grossi problemi, probabilmente è la fase calante di un'ennesima tendinite, che purtroppo credo sia una delle tante, fra quelle passate e quelle a venire, che mi porterò dietro.
Non che avessi grossi problemi a corricchiare, ma non potevo soddisfare il ritmo che le gambe mi chiedevano, tenevo il freno tirato perchè temevo il riacutizzarsi di questa ennesima fase di infiammazione calante in un'ennesima fase ascendente.
La soddisfazione per me non è essere il più veloce, non sono mica un fenomeno.
Infatti non ho mai provato, nè mai proverò un piacere particolare nel superare chiunque di voi, semmai ci riuscissi.
Il piacere oggi significava correre forte, così forte da sentire ogni muscolo tirato al massimo delle possibilità. La sfida è con me stesso, o anche, per meglio descriverla, con gli elementi che mi circondano. Vinci contro l'attrito, la gravità, vinci contro il vento e la temperatura, vinci contro la tua massa corporea, contro il dolore, la sete e la fatica e il gioco è fatto, hai raggiunto il massimo. Sei arrivato.
Semplice, no?