lunedì 31 marzo 2014

24x1 ora Asti


Quarta esperienza ad Asti, una delle gare a cui sono più affezionato, per l'atmosfera che si respira, diversa da ogni altra gara.
Un'altra prova per valutare il mio grado di forma, quella più indicativa di tutte forse, in quanto, per l'appunto, si corre in pista.
Diversi i fattori esterni, però: intanto per la prima volta non ho corso al mattino presto, ma in orario serale.
Per la prima volta avevo con me Stefania e Ale, non Fabio perchè è ancora troppo piccolo per poterlo tenere a bada a bordo campo.
Un grandissimo tifo di Ale, che era esaltato dalla situazione, forse perchè da tempo non mi vedeva correre e mi ha sostenuto con l'entusiasmo che solo un bimbo di 6 anni ti può regalare, nell'età in cui si vede ancora il papà forte come Tony Stark quando indossa la Mark IV.
La mia condizione fisica. Una fase in cui, passati gli acciacchi, sto lentamente riprendendo una forma accettabile, ma con tutte le incognite che derivano dal ritorno alle gare, quando dopo qualche mese di allenamento devi tornare a correre fra lupi affamati di personal best.
La corsa in pista prevede che il podista abbia chiaro in mente un unico dato ben preciso: il ritmo da impostare e mantenere. E io non avevo nessuna idea in proposito.
"Alè!"
Partenza, nella mia batteria c'è anche il nuovo amico Mariano, che se possibile è ancora più incerto di me, alla prima esperienza e con un problema ad un ginocchio.
Qui c'è una sua formidabile recensione della gara, scritta in un'impareggiabile metrica...bravo!
Sono andato assolutamente a caso, ma non riuscivo a togliermi di dosso la voglia di strafare, di correre veloce come avrei potuto fare quando ero ben più in forma di oggi. E ho pagato con la sofferenza l'impeto della velocità, la solita vecchia storia che tutti i podisti ben conoscono, la regola numero uno: se finisci la benzina soffri le pene dell'inferno.


Dopo 35 dei 60 minuti da correre, la benzina era finita.
"Sto mollando"
"Sto mollando!"
Le misure da adottare sono: abbassare il consumo dei movimenti, spegnere il cervello, guardare in basso e lasciare andare le gambe, fino a che si può.
Il mio ritmo è calato di 5 - 6 secondi a giro, e sono riuscito a portare avanti questo passo fino alla fine.
Odioso, l'orologio piazzato sulla linea dello start. Quel maledetto non andava avanti, manco avesse delle batterie speciali che volessero farlo girare al rallentatore.
"Se esco vivo da qui lo spacco".
Sono riuscito a terminare la gara, ma nel peggiore dei modi, cioè facendomi rimontare di tre posizioni, negli ultimi 20 minuti, da podisti ben più meritevoli di me.
A fini puramente statistici, questa la mia prestazione:
6° nella mia batteria con il chilometraggio di 15.442 metri sull'ora,
250 metri meglio del 2013, quando soffrivo di tendinite;
600 metri peggio del 2012, quando ho segnato la mia prestazione migliore,
200 metri peggio del 2011, quando ero ancora in fase di miglioramento.
9 sono i secondi a km che dovrei recuperare, in generale, per tornare al meglio.
La PAM, la mia squadra, ha posizionato la sua unica staffetta al 6° posto assoluto, e non è niente male.
Grazie a tutti, e chissà, all'anno prossimo!

6 commenti:

  1. In queste occasioni con quell'orologio sempre sotto gli occhi entra in gioco fortemente la componente psicologica,oltre al fatto che correre in una pista richiede già lei una certa dose "mentale" ma tant'è.....è positivo il fatto che non hai avuto risentimenti tendinei,forse per te in questo momento è il tuo obiettivo principale.

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  2. Un podista esperto come te in condizioni normali non avrebbe violato la sacra regola di "non partire ad un ritmo che non è il tuo", ma tu sei al rientro e la tua voglia di riprendere e "sfogarti" in gara è stata troppo forte.
    Cmq penso che il tempo finale ti dia delle buona indicazioni: i 12" di Busca sono già diventati 9!
    La foto con tuo figlio è qualcosa di spettacolare, in quel momento non c'era nessun Tony Stark che tenesse, in quel momento c'èra il suo vero eroe, quello reale: il suo papà!

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  3. E' davvero una sofferenza quando finiscono le scorte.. mentali e proseguire per forza per il bene della squadra è un dovere, ma anche una gran sofferenza. Questa esperienza ti renderà comunque più forte!

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  4. Ciao Alain, mi hai sorpassato con scioltezza la prima volta. Ho chiuso gli occhi mentre rispondevo al tuo saluto e quando li ho riaperti eri già sparito al fondo della curva, una delle troppe di questa gara. Al secondo doppiaggio ho capito che anche tu soffrivi, mentre i nostri sguardi non avevano più occhi per parlare... Anche se le tue gambe ancora se ne volevano andare... :-)

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  5. @save: è vero, la cosa migliore è esserne usciti sano e salvo...ma se avessi corso con meno impeto iniziale mi sarei divertito di più, un vero errore da novellino!
    @saverioba74: quella foto andrà negli annali, ha avuto un tale successo che l'ho messa come sfondo in ufficio!
    @fausto: errori che compie un inesperto o un neo-inesperto come me! dovrò imparare di nuovo l'abc!
    @mariano: ci vediamo alla tuttadritta? questa volta vorrei augurare a entrambi una gara meno sofferta di questa...

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    1. Ok, appuntamento alla tuttadritta! Sperando in una più tranquilla mattina...e come diceva Svicolone (il puma rosa con il cravattino e l'accento bolognese): "svicolo tutto a dritta" e poi tutto a mancina! Ciao!

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