venerdì 30 gennaio 2015

Meno trenta a Treviso, dica trentatrè

E passato un bel po' di tempo, sono di nuovo qui.
Non ho ancora capito bene quale sia il meccanismo che spinge una persona a cimentarsi in imprese, sportive o meno, che di per sè non costituiscono niente di particolarmente anormale, anzi.
Per esempio, quante decine di migliaia di persone, in questo paese, corrono maratone a livello amatoriale?
Per l'inverno 2014/15 mi sono fissato l'obbiettivo di preparare la seconda maratona della mia vita, di prepararla bene, tabella sotto braccio.
Ci ho pensato a lungo, la sfida è con se stessi e basta. No, non c'è un fine sensato, se lo vedi con gli occhi del mondo che ti sta attorno, se non quello ormai troppo banale di dimostrare, a chi non ha mai corso, che la maratona è alla portata di tutti.
Nel mio caso, mi tocca lottare contro i fantasmi della mia mente. Dovrò essere un pò piu' veloce del me stesso della mia prima maratona, cioè dovrò correrla in meno di 3 ore e 20.
Ma dovrò anche terminare un altro mese di allenamenti piuttosto pesanti che sono impostati per chiudere la gara sotto le tre ore. Quindi 3.19.00 non è un punto d'arrivo. E' molto importante stare sotto le tre ore.
Il nemico da tenere a bada, intanto, è il mio tendine achilleo sinistro, che continua da due anni a darmi fastidio, a dispetto del destro che a suo tempo smise di fare capricci.
Ogni volta che si accorge che ho svolto un lungo troppo lungo, lui minaccia dolori acuti, di quelli che potrebbero anche bloccarti per settimane. Significherebbe dover abbandonare i giochi.
La sfida forse è anche contro gli anni trascorsi dalla precedente maratona.
A mente fredda però, penso che la vera sfida sia preparare come si deve l'evento, piu' ancora che vivere l'evento in sè. Cosa c'è di meglio, in fondo, della consapevolezza di aver svolto per bene tutti i compiti a casa, a dispetto della sfortuna in agguato?
Fatte le premesse, oggi mancano 30 giorni a Treviso e trovo che le mie condizioni fisiche siano promettenti dal punto di vista della potenza aerobica. A meno trenta, sono già a 34 km coi lunghi e abbastanza ben avvezzo alle ripetute lunghe a ritmi soddisfacenti.
Oggi il problema è il tendine, visto che sto pagando le conseguenze di un rapido incremento nelle percorrenze chilometriche. Potrebbe davvero bloccarmi, soprattutto perchè non posso permettermi di mettermi a riposo proprio ora. Come ho fatto molte volte in precedenza, non sarò cauto nè calcolatore.
Meno trenta e un muro da scalare. Sfida interessante.