lunedì 16 febbraio 2015

Di musica correndo

"Le frenate degli aerei in cielo 
mi fanno l'occhiolino 
è qualcuno che mi pensa da vicino 
la sola nuvola di questo mattino 
E' una giornata perfetta 
nella giardinetta che ci aspetta 
vestito da pic nic 
modello spic e span 
anche le fronde ridono 
dagli alberi sorridono" 

da: "Una Giornata Perfetta" (Vinicio Capossela)

Questo preambolo, non certo farina del mio sacco, ma di penna ben piu' autorevole, non è una poesia.
Cioè non solo, è parte di una canzone di un autore che ancora non conosco bene, ma che voglio senz'altro approfondire.
Dopo un certo numero di corse lunghe in preparazione di una maratona, mi rendo conto del perchè i miei conoscenti che hanno corso solo un paio di maratone, in genere ne sono usciti fuori con un grado di stress piuttosto elevato. Basta maratone per un pò, questo dicono.
I super lunghi lunghissimi danno effettivamente un pò di disagio. In genere non è che ti venga cosi naturale partire, spesso in solitudine, a correre per due ore e mezza, con tutti i rischi connessi per le tue articolazioni.
Cosi' è necessario attivare qualche accorgimento che ti aiuti a rendere il tutto più facile, esattamente come facciamo tutti i giorni con le nostre piccole difficoltà quotidiane.

Ma è il fantasma delle 3 
che mi prende con la mano 
calda forte e misteriosa 
e se dicessi una parola 
o i pensieri che ho da sola 
no il silenzio è un grande amico 
mentre mi prende con un dito 
è la lingua di un serpente 
facciamo finta che è l'amore 
che entra forte ed esce piano 
col fantasma delle 3

da: "Il fantasma delle tre" (Vinicio Capossela)


Non avrei voluto svelare subito il nome di questo, peraltro famosissimo, cantautore. Devo farlo per il rispetto del copyright.
In prima istanza avevo provato anche la musica nelle orecchie, proprio come si usa facendo jogging, e inizialmente la cosa funzionava. 
Da sempre amo il rock. Ogni pezzo rock anni 70-80 è una colonna sonora che accompagna un ricordo della mia vita.  
Ma trascorsa una mezz'ora la cosa diventava pesante, la musica distrae dai rumori della strada e con l'insorgere della fatica, cominciavo a sopportare poco qualunque elemento di disturbo.
Proseguendo con la tabella, le uscite da 30 e più chilometri diventano molte, e ci si addomestica a chiudere il mondo fuori dal berretto e a pensare.
Pensare a un pò di tutto, a quello che ti è successo il giorno prima, a chi hai incontrato.
Alle idee che nascono.
A frasi che hai sentito, a versi di canzoni, è tutto dentro la tua testa ed esce fuori quando gli concedi lo spazio. Non mi era mai riuscito cosi' bene, prima di questa esperienza.

che cos'è l'amor 
è un sasso nella scarpa 
che punge il passo lento di bolero 
con l'amazzone straniera 
stringere per finta 
un'estranea cavaliera 
è il rito di ogni sera 
perso al caldo del pois di san soucì 

da: "Che coss'è l'amor" (Vinicio Capossela)


Nessun commento:

Posta un commento