lunedì 9 febbraio 2015

Filosofia spicciola

Il motivo principale dev'essere che mi somiglia, la faccenda del correre.
Avere un sacco di dubbi nella vita è perfettamente compatibile con la pratica del running, anche se di certo non aiuta a dare delle risposte, e neanche a renderti piu' sicuro di te.
Semplicemente ti mette alla prova, e per la gran parte delle volte infligge una bella bastonata alla tua ricerca di sicurezze.
Quindi quale potrà essere il motivo che mi fa spendere tante energie nella corsa? Concretizzare le mie paure in una dimensione fisica e tangibile?
Probabile.
Quello che non mi manca, già ho avuto modo di dirlo, è la cocciutaggine, piu' o meno quella che mi spinge a ritrovarmi in una gelida domenica di febbraio, da solo, lungo una strada nebbiosa, che neanche conosco, per uno scopo, obiettivamente, poco invitante.
Iniziare a correre con quella sensazione, leggermente alienata, sapendo di dover trascorrere le successive 3 ore in un'impresa un po' piu' grande di me.
Però parto, vado.
Fortunatamente mi sono preparato bene per affrontare una temperatura di meno cinque. Sono adeguatamente imbottito, con sciarpaguantiberrettoburrocacao.
Cuffie nelle orecchie, i radiohead. Un rock leggermente sommesso, molto in tema. Ma gli auricolari che ho trovato in cantina gracchiano, danno un fastidio insopportabile. Spengo la musica. Dovrò correre in silenzio, ad ascoltare la natura.
La pianura di Morozzo è carina, per carità, ma con tutta questa neve intorno, non ha molti suoni da propormi. Per di piu' non ho una visibilità superiore ai 50 metri, per la foschia e per la lacrimazione degli occhi, che al gelo mi fanno piangere come un bambino.
La mia strada è uno squarcio in un lenzuolo bianco.
Percorro stradine di campagna, costeggio case con cancelli e cortili, nessun umano in vista, molti cani che sentendo i miei passi di corsa iniziano ad abbaiare. Ogni cane di ogni casa o cascina avvisa il cane della casa successiva, che si fa trovare pronto al mio arrivo.
Nessun passante da incrociare, da salutare o anche solo da scorgere a distanza. Niente.
Trovo cani liberi davanti a me, lungo la strada. Ho paura dei cani, so che i cani non sopportano i podisti. Quindi torno indietro e poi riprovo.
Mi aspetto orsi bianchi. Vichinghi. Foche monache. Ma poi la strada è libera.
Mi dico che è davvero da molto tempo che non provo questo tipo di solitudine, cosi' focalizzo questo semplice concetto. La vera solitudine si prova quando, per qualunque diamine di motivo 1-sei solo e 2-sei solo e a disagio.
Sono a 6-7 km percorsi e devo raggiungere i 37-38. Devo. Nessuno mi obbliga a proseguire, semplicemente è indispensabile se voglio correre la maratona.
Mancano 21 giorni. Vuoi farla? Procedi. Testone.
Fra due ore dovrei riuscire a raggiungere un ritrovo di podisti, percorrere insieme a loro gli ultimi chilometri di questo allenamento che, inutile nasconderlo, oggi non mi diverte.
Mangio una caramella di gelatina e penso a quanto sarà bello tornare a casa col pensiero della missione compiuta.
Sempre che il lungo lunghissimo non mi procuri qualche infortunio, caspiterina. Non è cosi' difficile concludere, in fondo, che si fa un pò quello che si deve fare, perchè ci tocca.


4 commenti:

  1. il succo è mettersi in discussione, fulcro fondamentale per crescere, attraverso continue crisi
    mi dispiace questo sottofondo di "dover" fare, poi il "perchè ci tocca", spero che nel tempo non si trasformi in un rigurgito
    io a 47 suonati sto sempre più escludendo quello che....non mi piace...sarà l'età
    per ora la cima mi piace sempre raggiungerla
    buona fortuna per la maratona, sarà un successo di sicuro, ma comincia a staccare, per gradi
    ma arriva con tanta voglia di farli questi 42

    RispondiElimina
  2. aggiungo che l'avere un sacco di dubbi è il punto di partenza della conoscenza di sè stessi, basta che non prevalgano sul quotidiano chiaramente
    quindi se ti senti in un mare di dubbi, sei sulla buona strada
    io sono dalla tua!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Andrea, sono consigli di un vero sportivo e ne farò tesoro. Questo è un tipo di preparazione a cui non sono abituato, molto piu' impegnativa del "normale" e quindi anche molto piu' coinvolgente. Il motivo che mi spinge a farla è proprio la difficoltà che comporta, soprattutto per un fisico come il mio, forse non proprio da maratoneta...

      Elimina
    2. proprio in questo sta la tua crescita personale, e di tutti quelli che decidono di intraprendere una sfida, l'importante è decidere di prenderla
      e non è da tutti credimi!!!!!!!

      Elimina