martedì 10 marzo 2015

D'Alema, Veltroni, anni vecchi e anni buoni


Poco "Almost a Runner", stasera, serata piuttosto impegnativa.
Tutto è iniziato vedendo Veltroni su La7 intervistato da Floris. Si parla della vicenda di Tosi contro Salvini, si mette nei panni di questa povera destra in crisi, che tanto a lui non piace e che chiama "quella roba li'". Poi parla, forse anche più controvoglia, del suo alleato Renzi, che si vede benissimo, rispetta con odio. Dice che oggi Renzi ha approvato riforme difficili ma indispensabili.
Il buon vecchio Veltroni è effettivamente diventato vecchio, bianco e ingobbito.
Ti dispiace vedere Veltroni con pochi capelli bianchi, piegato al peso degli anni, dopo tutto questo tempo in cui ogni tanto lo vedevi comparire nelle sue intenzioni belle positive e propositive.
Ricordi gli anni 90, quando Veltroni, capello nero e quell'aria da giovanotto entusiasta, rispettava e sosteneva, sempre con odio, quel gran furbetto di D'Alema con quel baffetto grigio scuro sogghignante.
E gli anni 2000, quando si parlava di Pd e lui, Walter, rientrava dall'Africa, per aiutare la sinistra a fondare, finalmente anche in Italia, il Partito Democratico insieme al baffetto grigio/bianco di D'Alema e a Bersani, e tutti e tre, vicendevolmente, si odiavano con tanta amicizia.
Vent'anni, trent'anni, in cui tanta gente sprofondava lentamente nel baratro senza averne una vera consapevolezza, perchè chi non amava Berlusconi confidava in una rinascita della sinistra e perchè magari il Walter e il Baffetto chissà, prima o poi avrebbero vinto le elezioni. 
In fondo Berlinguer ce l'aveva fatta, solo qualche anno prima.
E invece no, la tua generazione, quella nata negli anni 70, è rimasta delusa da tutto, sia dagli avversari sempre al comando, sia dai tuoi, sempre perdenti, litigiosi e incompetenti.
Quando il microfono passa a Mario Giordano, il direttore del tg4, di qualunque colore abbia capelli baffi o barba, capisci che è ora di cambiare canale.
Ora.
Al di là della politica, il tuo problema, stasera, è vedere la gente che invecchia. E qui si passa allo sport. Running.
Il Grande Vecchio è davvero un esempio, lo è stato e lo è tuttora per tanta gente e per svariate imprese. Ed è un bene che Olmo sia fonte d'ispirazione per persone sedentarie, magari già di una certa età, che anche grazie a lui decidono di mettere le scarpette ed uscire a rimettersi in forma.
Ma perchè l'esempio piu' esaltante deve arrivare da un ultrasessantenne e non da un qualunque altro sportivo, magari di trent'anni? 
In fondo ti capita quotidianamente di raffrontarti a gente di tutte le età, impegnata nella preparazione di imprese sportive a tutti i livelli, ognuna di esse è meritevole di attenzione e di ispirazione per persone che mai hanno avuto il coraggio di mettersi alla prova, il messaggio è: puoi farlo anche tu.
Temi che la risposta sia sempre la stessa, la paura di invecchiare. Temi che il fatto di prediligere uno sportivo piu' avanti negli anni, sia legato a una sorta di illusione di eternità, di cui probabilmente sentiamo un bisogno latente.
Nelle poche occasioni in cui hai incontrato Marco Olmo, che è una persona bella e intelligente, hai scoperto il distacco con cui vive le attenzioni mediatiche che lo circondano, probabilmente perchè sa di essere un semplice sportivo, forte e d'esempio per tanta gente, ma solo uno sportivo, non una divinità.
E qui si torna da capo. Chi ha una fede religiosa, non ha nulla da temere. 
Ma un ateo, come te, come diamine può dare un senso alla vecchiaia, la tua e quella altrui? E al trascorrere del tempo, dei politici che sbiancano nelle teste e nelle barbe e nei baffetti, e tu che li segui a ruota, in decenni di trasmissioni televisive?
A volte ci provi, a darti una risposta, e tutto sommato qualche idea convincente te la sei fatta. 
Forse, quel nulla che senti di essere in realtà è tutto, perchè sei parte integrante della natura. Mentre corri e guardi l'aria limpida e sorridi, con le poiane che volano sulla tua testa. Nel momento in cui il tuo corpo e la tua mente si fondono con un altro...E anche quando le tue ceneri volano nel vento. Non c'è dubbio che qualcosa di te rimarrà sempre qua intorno.
Quindi vale sempre la pena dare il meglio di sè, non bisogna mai avere paura di dare il meglio.
Piu' ci pensi e piu' ti convinci che dev'essere cosi'...


2 commenti:

  1. è proprio così
    la sola valida alternativa per la felicità, prima motivazione dell'esistenza, è
    dare il meglio di sè,
    non preoccuparsi di milioni di cose che comunque non riuscirai a fare, e rinunciare al controllo di eventi che non puoi controllare
    altrimenti saremo in eterna frustazione
    Questo chiaramente non vuol dire non darsi degli obbiettivi, ma definirli il giusto metro.

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  2. Non pensavo di ricevere commenti a questo post...fuori tema. D'accordo con te!

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