mercoledì 18 marzo 2015

La corsa del Cocco


Corsa lenta sotto una pioggia gelata.
Se fosse fine ottobre, con questo freddo e la roba addosso tutta bagnata, oggi sarebbe quel giorno che arriva tutti gli anni, un bel momento, ad annunciarti che è finita: un'altra stagione calda se n'è andata ed è ora di farsi coraggio perchè arrivano quelle giornate corte, buie e poco accoglienti.
Passeranno pure quelle, un giorno, ma fatti coraggio perchè ce ne vuole.
"Yesterday" o "October". A libera scelta.
Ma non è ottobre, siamo quasi in primavera, e quella che oggi mi si rovescia addosso è una di quelle giornate che il meteo di solito chiama "colpo di coda dell'inverno".
Non basterebbe dire che è una giornata fredda e piovosa? Tutti gli anni c'è uno stupido "colpo di coda dell'inverno", non cambiano mai il disco.
Cosi' mi rassegno anche quest'anno a raffigurarmi questo inverno come un grosso coccodrillo che facendo dietro front dà una bella scudisciata con il suo codone.
Stamattina, sul mio posto di lavoro, c'era chi mi guardava stupito preparare la roba da correre.
Ma perchè c'è ancora tanta gente che non capisce che un runner deve fare il runner? 
Strano che non capiscano che non siamo molto diversi da chi ogni mattina alle 6 porta a spasso il cane.
Certo, oggi la pioggia-quasi neve-gelata era davvero opprimente e la coda del cocco ha fatto proprio di tutto per convincermi che non è veramente marzo.
Ma sono tanti anni che corro, cosi' mi sento di poter dire: sono un runner...tronfio d'orgoglio, quasi pensando ad alta voce.
Un vero runner ama quello che fa, non si lascia vincere dai fattori ambientali. Ama quello che lo circonda, la strada è sua, anche solo per una mezz'ora.
Forse amare vuol dire semplicemente seguire la bellezza che senti intorno a te.
Si partecipa a tante gare per conoscere un pò meglio il mondo che ci sta intorno, ma il vero runner mica si iscrive solo a quelle che può vincere.
Anche perchè certe strade a volte sembrano cosi' difficili da percorrere... montagne rocciose da scalare. Ma si butta in mezzo alla mischia perchè sa che il bello è proprio quello.
Troverai sempre qualcuno che ti dirà: sei matto. Bè, io risponderei, forse hai ragione. Ma in fondo oggi ero sulla mia strada a fare la mia corsa, proprio quello che mi andava di fare. Tu?




6 commenti:

  1. sotto sotto c'è un dilemma ben più profondo, che fa capo alle relazioni di noi con tutti quelli che ci circondano, a partire da quelli più intimamente legati
    rispetto le tue emozioni, le tue abitudini, il tuo "essere", perchè fa parte di te, in questo atteggiamento si fondano tutte le premesse per un rapport equilibrato e duraturo
    ci vuole esercizio anche in questo, riuscire a separare il mio sentire e vivere da quello altrui

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    1. E la cosa deve servire da esempio anche a noi, in fondo...imparare a tollerare le differenze. Poi probabilmente, se non corressi, anche a me farebbe impressione un runner sotto la pioggia...

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    2. io non riesco a capire la differenza
      quando sei completamente sudato, la situazione è identica, sei completamente fradicio
      il fatto che piova o no è totalmente indifferente, anzi rende tutto molto più bello a volte
      le domande che ci fanno sono così ......tipicamente umane
      a me infastidisce molto di più il vento, sopratutto quello freddo!

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    3. Anche a me il vento da molto più fastidio, rallenta e deconcentra...

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  2. Sono della tua identica idea Alain,il vento infastidisce maggiormente di una pioggia anche battente ed inoltre (almeno personalmente) lascia postumi d'infreddolimento molto maggiori, oltre a renderti particolarmente nervoso.

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    1. Nervoso? Altrochè Save....non ti dico a me ;-)

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