mercoledì 25 marzo 2015

thriller. delle corse che cominciano




Una scena da film su misura per te, ti metterà alla prova. Impari il copione a memoria.
Devi correre sotto la pioggia. Sarai un atleta, dovrai correre in progressione in mezzo a una campagna autunnale. Il film inizia cosi', e dovrai tirare fuori la tua capacità espressiva nei primi piani. Al resto pensa il regista.
Via. 
Giornata piovosa. Campo lunghissimo su una vallata e una strada, su questa un punto semovente a lunga distanza.
Primo piano ad altezza piedi, carrellata sull'asfalto in movimento, le scarpe del corridore compaiono sullo schermo; dietro, sfocati, restano gli alberi e il torrente.
Il passo scandito dai talloni del podista, che spuntano ritmati sulla destra dell'inquadratura, e i titoli iniziali compaiono su una sigla a ritmo dissonante, inaspettatamente lento. "Al otro lado del rio" di Jorge Dextler:

Clavo mi remo en el agua
Llevo tu remo en el mío
Creo que he visto una luz al otro lado del río ....


Campo lungo alle spalle dell'attore, capelli fradici dalla pioggia, strada nebbiosa.
Primo piano sul viso. Le emozioni non traspaiono dalla sua espressione, ma dal contesto.
La corsa iniziale deve essere lenta, i muscoli del viso rilassati, ma gli occhi inquieti. E' una strada sconosciuta, i tuoi fantasmi affiorano.
Non i tuoi, i fantasmi dell'attore, del personaggio che incarna.
La colonna sonora cambia, cambia il ritmo, che stavolta segue con percussioni ritmate il battito del cuore del corridore. O il tonfo dei passi sull'asfalto, non importa, deciderà lo spettatore. Rainbow: "Man On The Silver Mountain":

I'm a wheel, I'm a wheel
I can roll, I can feel
And you can't stop me turning
Cause I'm the sun, I'm the sun
I can move, I can run
But you'll never stop me burning


Dalla scena deve trasparire una paura causata da qualcosa che il personaggio ha vissuto, quello che dovrà condizionare le sue azioni nel seguito del film.
Ma ora fai solo questa piccola parte, il seguito lo leggerai nel copione che ti verrà dato domani.
L'attore deve bucare lo schermo, far sentire al pubblico le ombre dal passato del protagonista, che lo condizionano nei movimenti, nel ritmo crescente.
Le tue debolezze che si stemperano nel fiato affannoso, una corsa impegnativa, un movimento cadenzato.
Non le tue, s'intende. Le debolezze del personaggio, del protagonista.
Carrellata lenta a ruotare di 360 gradi, la telecamera balzella accompagnando lo sguardo del corridore, da sinistra a destra. Alberi, strada, pioggia, torrente. Di nuovo il viso con nuvoletta del fiato, temperature fredde quasi invernali.
Un senso di insicurezza traspare dal movimento degli occhi, che scorrono rapidamente dalla strada ai rami al tuo fianco, raffigurando al pubblico il timore che di lato spunti qualcosa di inaspettato.
La colonna sonora deve prendere una piega più cupa, accompagnare una sensazione di ansia crescente. Saxon: "To hell and back again"

Will I make the morning
To see another day
The Gods may come at midnight
They're taking me away
I'm waiting here on death row
I pray for my reprieve



Li sente ma non li vede. Gli spettri guardano il personaggio nascosti dietro i cespugli. Sono almeno tre. Il senso di inadeguatezza. La paura della notte. Le situazioni pericolose. Qualcosa che torna dal passato? Qualcosa in arrivo dal futuro. Per ora sta allo spettatore supporre di cosa, di chi si tratti.
Se dei tuoi spettri, degli spettri dell'attore, o del personaggio protagonista.

3 commenti:

  1. mmmm un bel girotondo narrativo che lascia al lettore la scelta in chi immedesimarsi,
    in questo cammino, traspare il tentativo del protagonista di affrontare il suo sentire presente e passato
    non ha meta, perchè in realtà non esiste una meta da raggiungere,
    ci illudiamo esista per avere una spinta, ma l'ansia nel volerla raggiungere ci distoglie spesso dal nostro sentire, perchè ci spaventa
    proprio per questo abbiamo bisogno di continue false mete, e questo, la nostra società dei consumi lo sa bene
    ma la corsa ci riporta agli istinti primordiali e al sentire ...se lo vogliamo senza una meta, sta a noi decidere cosa vogliamo dal momento, illusione o realtà

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    1. Grazie! In effetti mi diverte inserire tutte le problematiche più recondite in un contesto legato alla corsa. Sarà forse che durante una corsa capita spesso di trovarsi in una dimensione piu' intima, che ti permette di dedicarti completamente a te stesso.

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