venerdì 6 marzo 2015

vento e dolori





Ieri ho corso col vento, era uno di quei venti forti che mettono ansia.
Ancora non avevo idea dei disastri che stavano accadendo nel centro Italia. Correvo piano, con i miei acciacchi da dopo gara, e il vento mi spostava a destra e a sinistra, disturbando la mia andatura già incerta.
Faceva quasi volare via un grosso telo che riparava un mucchio di fieno, nel campo lungo la strada, e ondeggiando emetteva un suono inquietante, rompendo il silenzio con colpi secchi e lugubri, a intervalli regolari.
Rabbrividendo di freddo, sotto la luce del sole, pensavo al tipico luogo comune sulle mezze stagioni. Ma sapevo che non era il freddo, in quel momento, a entrarmi nelle ossa, ma il vento.
D'altra parte, quante corse a temperature sotto zero mi sono toccate questo inverno, alla domenica mattina, o anche in ore serali, quanta aria gelida ho respirato?
No, da queste parti il freddo è normale, il vento forte no, e se ti trovi lungo una strada ti accorgi che una forza laterale è una componente completamente nuova nel paesaggio.
Per un abitudinario come me, un vento di una tale portata è difficile da dimenticare.
Stanotte il vento si è fermato del tutto. È una notte serena di luna piena, se ascoltassi l'istinto infilerei le scarpe e uscirei a correre in un bosco, come un lupo.
La colonna sonora, solo per stanotte, me la suonerebbero i Metallica: Of wolf and man.
Un ritmo sufficientemente frenetico da assecondare i miei passi. Una corsa rapida, abbastanza veloce da sincronizzarsi con il ritmo dei pensieri che affollano la mia mente, stanotte.
Se vivessi in un film, potrei pensare che il vento si è placato perchè ha trovato in me una vittima ideale in cui andare a rifugiarsi.
Sono un lupo di fronte a una luna gialla come un grosso, tondo limone.
Non servono luci artificiali, perchè c'è una lampadina naturale che si fa strada fra le fronde degli alberi e mi dipinge la faccia - o muso? - di giallo vivo.

Splende la luna, alta nel cielo stellato
la brezza è gelida, fredda come l'acciaio, stanotte
Ci muoviamo
Richiamo selvaggio
La paura nei tuoi occhi
È più tardi di quanto tu ti sia reso conto

Cambio di forma, naso al vento
Cambio di forma, sento di esistere
Rapido movimento, tutti i sensi attenti
Dono della terra, ritorno al significato della vita

(Metallica: traduzione da "Of wolf and man")

4 commenti:

  1. ...ammetto che sono quasi stufo di scrivere "complimenti per quel che scrivi"...ma più che altro non vedo l'ora di leggere un nuovo racconto...
    Il giorno che decidi di scrivere un libro, o una raccolta delle tue "memorie delle tue sensazioni", fammelo sapere perchè sarà mia premura acquistarne almeno una copia.
    saluti.
    Boby

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    1. :-))).... Troppo gentile Boby, in realtà mi piacerebbe saper scrivere come chi è capace...ma sono solo un povero geo... senza mancare di rispetto alla categoria...;-)

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  2. Alain, mi hai fatto sentire il vento. Bravo! E pure la musica, condivido. Nell'impasto tra il testo ed il suono si può ritrovare la profondità dell'Essere, le tracce dell'inconscio (lasciate) quando correre era scappare via...Ora, da cresciuti, è "un ricercare" continuo di quelle tracce...

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    1. Prof. Mariano, è un vero piacere sentirti! E mi inchino a questo commento, che da solo vale piu' di tutto il post. Spero di rifarmi ad Asti ;-)

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