domenica 19 aprile 2015

Saluzzo e dintorni



Partiamo dalla fine.
Sei nelle ultime tre curve della mezza di Saluzzo e guardi il garmin. Mediando fra la distanza che indica il quadrante e il solito gap che riscontri con le chilometriche stradali, hai stimato che manca veramente poco all'arrivo e ce la farai, a stare sotto l'ora e venti. Chiudi in 1.19.36.
Se fossi nel filmetto americano anni 80 con Michael J. Fox diresti che hai realizzato il sogno, hai avuto la tua rivincita. Dopo tre anni dall'ultima maratonina, la pazienza e la testardaggine ti hanno ripagato, ficcando un bel calcio in culo alle tendiniti, correndo in un tempo che hai superato una volta sola in vita tua. Hai anche sconfitto la bestia dell'ora e 20 che ti ha sempre assillato.
Ma però.
Uscendo dal filmetto americano, torniamo indietro di qualche chilometro, temporalmente circa 15 minuti prima.
La domenica mattina a Manta di Saluzzo, in primavera, c'è un grande silenzio, ci sono le villette dei paesotti di periferia, i campanili che annunciano la messa e tanta sonnecchiosa campagna.
Passa il cordone dei podisti della maratonina e sembra quasi un evento. Gli abitanti delle villette sono scesi per strada a guardare. Altri curiosi spiano dalle finestre.
La corsa è uno sport silenzioso, qualche rumore di passi gommosi sull'asfalto non impressiona nessuno.
Però accendiamo una telecamera che veda coi tuoi occhi, una colonna sonora che suoni con la musica che hai dentro.
I Metallica stanno suonando Harvester Of Sorrow a un volume pazzesco e ti bombardano l'anima. Il cuore batte a ritmi vorticosi, cerchi disperatamente di convincerti in tutti i modi che il ritmo con cui fai girare le gambe potrà essere mantenuto fino alla fine di questa cavalcata massacrante.
Mantenere un ritmo feroce.
Come tante altre volte in passato, torni a chiederti perchè, in fondo, tocca anche oggi portare il tuo fisico in condizioni estreme, visto che sei un podista amatore.
La risposta ufficiale, perlomeno quella diplomatica, è che per mantenersi in forma bisogna fare sport. Per fare sport bisogna darsi degli obiettivi.
La risposta ufficiale cela alcune recondite verità, sotterrate talmente bene che tu stesso quasi mai, se non in determinate occasioni, riesci a ricordare.
Misuri la distanza che ti separa dal podista che hai davanti e capisci che puoi prenderlo. Sono antichi dolori, quelli che ti aiutano a raggiungerlo e a lasciartelo dietro, come un ricordo.
Corri contro il tempo che hai davanti, soffri per la strada che devi ancora percorrere.
Corri fortissimo verso la paura di quello che ancora non conosci, credi che piu' correrai forte e meno penserai al male che potrà farti. Vola.
Non ci saranno alternative, in questo sogno tutto italiano, dove si soffre ma senza avere un premio, dove si vince contro sè stessi ma anche un pò contro gli altri, dove tutto è sempre poco delineato, dove la tendinite non c'è piu' ma forse ancora un pò. Una specie di eterno ma però.
Oggi hai vinto la tua gara, è stata una vittoria di quelle senza scopo, come sempre.
Molto piacevole non essere nel filmetto, ma in una vorticosa realtà.

10 commenti:

  1. Semplicemente esilarante.
    Tutto il resto chiacchere, sei andato forte, straforte!!!!!
    21k a 3:46 !!!
    Come è andato il piano di attacco, secondo previsione?

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    1. Grazie! Tutto secondo previsione, nonostante l'imbottigliamento iniziale....la difficoltà era solo gestire la prima metà del percorso in leggera salita e conservare un pò di forze per il finale. E' andata!

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  2. Lo scopo c'è, eccome, ed è lo stare bene con se stessi.
    Perché quando sei abituato a fare tutto nel miglior modo possibile non hai alternative, e lo sai, ogni qual volta ti guardi allo specchio.

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    1. Sì la soddisfazione in questi casi non manca mai! A volte, però, è necessario ripetersi che i risultati sono importanti solo per se stessi, che non bisogna cercare altri significati particolari. Vale per le gare amatoriali, come per molte altre cose che facciamo tutti i giorni....ma questo sicuramente lo sai meglio di me!

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  3. Semplicemente grande Alain! Prestazione eccellente! E mi fai riflettere: condivido la necessità degli obbiettivi; condivido anche che "la risposta ufficiale (al perché del duro allenamento) nasconde verità sotterrate molto bene". Che si tratti di tesori inconsci o di scheletri immaginari, però, l'importante è prendere una torcia e andarlo a scoprire (continuando gli allenamenti). No?

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    1. L'azione stessa del correre è quella che piu' mette in mostra i tuoi limiti fisici, quale attività è migliore di questa per mettersi in gioco...dal corpo alla mente, credo che la conoscenza di se stessi sia un lavoro piu' o meno simile, solo svolto su livelli differenti. Grazie, è andata, anche per stavolta sono sano e salvo...forse, piu' o meno... ;-)

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  4. Grandeeee! Simply the best (Tina Turner Docet).
    Immagino la tua felicità nel compiere quel tempo ma forse ancor di più per quel calcione....
    Alla fine è stato un "vice Pb?".

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    1. Ciao Save! Un gran bel vice pb ... vale quasi un pb!

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