venerdì 22 maggio 2015

Come Harrison Ford?

Fra due giorni una mezza maratona, e due giorni fa una corsa disastrosa che ha evidenziato preoccupanti sintomi di sovrallenamento.
In ordine decrescente: stanchezza, dolori tendinei, approccio negativo alla corsa.
Dopo una giornata di riposo, ti dedichi al solito allenamento di scarico pre-gara, ma stavolta non con lo spirito positivo che in genere dipinge un week end avventuroso. 
Il film, oggi, è di quelli da cuore in gola. Sei Harrison Ford in Frantic. Parigi, 1987.
Un americano alla ricerca di una donna rapita, un intrigo internazionale legato allo scambio di valigie all'aeroporto Charles de Gaulle, smarrimento di un microchip nascosto in un souvenir di ceramica a forma, indovina un pò, di statua della libertà, il monumento che accomuna New York a Parigi.
Uomo braccato. Ricerca e fuga allo stesso tempo. Gran parte del film si svolge lungo la Senna.
La colonna sonora del film, bella e martellante, è "Libertango". La calda voce di Grace Jones sembra creata appositamente per il film.




Sei su una strada e devi correre, perché se ti fermi anche oggi, non avrai concluso il tuo lavoro. 
Se corri troppo veloce, arriverai stanco all'appuntamento.
Ti tocca correre, ma se sentirai dolore la gara è compromessa. Sarà ugualmente compromessa se non fai girare un pò le gambe. 



"Strano, ho già visto questo viso prima d’ora,
l’ho visto camminare avanti e indietro fuori dalla mia porta
come un falco che insegue la sua preda
come la notte che aspetta il giorno"

Devi improvvisare un allenamento e opti per un lento con allunghi a sforzo non massimale, con uno sguardo alla postura, un pò di salita per richiamare di tanto in tanto lo sforzo da gara. Una cosa soft, insomma.
L'achilleo sinistro, vecchia, vecchissima conoscenza, oggi è ancora sveglio, ma non morde come l'altro ieri. 
Fino al chilometro 2 non si era neanche fatto vivo, ma ora lo senti, lui non urla quasi mai, come i cani che non abbaiano.
Ti lascia correre sogghignando minaccioso fino al chilometro 6,5 , quando decidi che la tua salita è terminata e inverti la direzione. Poi, forse si assopisce, forse si apposta dietro un angolo.


"Strano, mi ha seguito come un’ombra fino a casa
i passi facevano eco sul selciato
notti di pioggia nel Boulevard Haussmann
musica parigina esce dai bar"

Il film non è di quelli a lieto fine. Il buon Harrison, all'epoca molto più giovane e atletico, smette di correre in giro per Parigi e se ne torna a casa, con la donna ritrovata, ma senza sorriso.
Rientri con circospezione, ascoltando i segnali, pensando che il Po non è la Senna e tu certamente non sei Harrison Ford. 
Non devi ritrovare una forma che tutto sommato hai già, ti serve solo un altro giorno di riposo, dopodiché correrai la tua mezza, magari in buona compagnia, magari anche con discreti risultati, senza per forza pensare a prestazioni eccelse. 
Solo un pò di fortuna e sarà una bella giornata.


2 commenti:

  1. In bocca al lupo...e stai tranquillo...comunque vada...non potevi prepararla meglio!

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    1. Grazie Pia, tu sai che alla vigilia di una gara tendo a drammatizzare un pochino... un incoraggiamento come il tuo é davvero il benvenuto ;-)

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