mercoledì 27 maggio 2015

di Luigi che se n'è andato



Ma sì, qui dentro mi sono sempre riproposto di scribacchiare per lo piu' di corsa, ovvero di quello che per me da anni rappresenta una piacevole passione a cui dedicare il tempo libero.
Da queste parti, Mondovì e dintorni, il pensiero della corsa amatoriale si rifà naturalmente ad un'unica persona, il presidente Luigi, vulcanico e coinvolgente personaggio, fondatore della PAM e leader indiscusso da più di trent'anni.
Quindi non posso non parlare di Luigi, che oggi se n'è andato.
Non amo la retorica, soprattutto quella facile, strappalacrime e gratuita, che oggi sarebbe davvero la grande protagonista di un post dalla metrica prosaica e facilona.
Non sarebbe un post scritto con un briciolo di sincerità.
A proposito di sincerità, appunto, mi preme chiarire un paio di concetti.
Il primo è che, da non credente, ho sempre una certa difficoltà a rapportarmi al concetto di morte, perché a contrario della maggior parte delle persone che conosco, non sono capace di attribuire un senso ultraterreno alla vita.
Può darsi che la cosa mi sia utile per dare un valore aggiunto alla vita terrena, ma non ne sono sicuro, per cui qui mi fermo.
Il secondo è che, in fondo, ho mentito.
Non sono affatto un runner, né almost né full, sono solo un amatore, come la maggior parte degli amatori.
Ho iniziato a correre molto tardi, per dimagrire, per smettere di fumare, per iniziare a volermi bene.
Credo proprio che questo valga per molti di noi.
Sono entrato nella PAM Mondovì dalla porta secondaria, mi ero iscritto grazie ad un paio di amici che mi ci avevano trascinato.
Sono rimasto nella PAM, questo sì è fuor di dubbio, grazie a Luigi Caldano, che era un gran trascinatore.
La sua forza era nella semplicità, per questo, e senza scopi bellicosi, ha tirato su un gruppo numericamente considerevole ed eterogeneo.
Di certo era più divertente correre quando lui era a bordo strada, piazzato ad incitare dal primo all'ultimo dei suoi corridori, perché era un capo di quelli che ti fanno sentire importante.
Verrebbe da dire che in fondo basta poco, basta una persona semplice, a fare il Presidente. 
Uno che ti vuole nel gruppo perché così ci sarai anche tu e si potrà gareggiare tutti insieme.
Una festa.
Che altro dev'essere, in fondo?
Siccome è stato un Presidente molto amato, proprio per la sua semplicità, lascio a chi di dovere il pensiero di dove possa trovarsi in questo momento, o domani o dopodomani.
Dal canto mio, non posso che augurarmi che il suo spirito, quello terreno, sia d'esempio un pò per tutti quelli che l'hanno apprezzato per le sue qualità.
Podisti o meno, me compreso.


2 commenti:

  1. Ho avuto la fortuna di conoscerlo anche io, seppur per un momento davvero breve, e non posso non condividere ogni parola da te scritta.
    La sua eredità non sarà sicuramente facile da raccogliere perché riuscire a coniugare tante doti in tanta semplicità non è da tutti.
    Spero però che ognuno di noi, io per prima, sia in grado di cogliere almeno una piccola parte del suo grande esempio...

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    1. E' vero, siamo stati fortunati a conoscere, grazie a lui, l'aspetto piu' sano dello sport amatoriale...ogni tanto bisognerà ripensare al suo stile, ricordarci di quanto sia utile correre in compagnia senza prendersi troppo sul serio... :-)

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