domenica 31 maggio 2015

faccia a faccia col grillo



Saranno circa le 10,15 di domenica mattina e stai guardando un grillo negli occhi, a una distanza di circa 15 cm.
Sembra piuttosto infastidito dalla tua presenza e dopo pochi istanti salta via.
Uccellini che cantano, il fruscio del vento nell'erba.
Mentalmente stai cercando di ricostruire la scena degli ultimi 20 secondi, eri li' che correvi, saltellando nell'erba alta, alta quasi fino alle tue spalle, e devi aver messo il piede in un avvallamento lungo il sentiero.
O perlomeno, il tracciato del Garmin stava cercando di convincerti che stavi percorrendo un sentiero.
Il piede messo male, una bella storta e una goffa caduta, come un sacco di patate.
La vegetazione, tra l'altro, sembra un tantino ostile da queste parti.
Hai smesso di massaggiarti il collo quanto ti sei reso conto che stavi diffondendo una sostanza urticante in giro sulla pelle.
Niente di serio.
Infatti ridi, al pensiero di rivedere una scena simile alla moviola. 
Ridi forte e nessuno ti sente, e ringrazi di poterti ancora rialzare e riprendere la strada, considerato che lí in mezzo, dai 5 metri in poi di distanza da te, nessuno potrebbe vederti. Chissà quando ti avrebbero ritrovato?
E' la prima esperienza di un trailer solitario, uno che è temporaneamente in fuga dall'asfalto.
L'impressione è che per quanto possa impegnarti, ti sono del tutto inibite le corse veloci a cui sei abituato.
L'altra, quella immediatamente successiva, è una scoperta. 
Ti sei perso in un luogo dove non ti troverebbero mai.
Fantastico.

4 commenti:

  1. Per fortuna niente di grave.....
    Nelle mie solitarie e numerose uscite da trailer,ho sempre pensato al fatto che se mi succedesse qualcosa,chissà chi e quando potrebbero soccorrermi,sappiamo che il rischio c'è ed io preferisco "correrlo".

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    1. Ovviamente anch'io... Solo stavo pensando seriamente ad attrezzarmi di zainetto. In fin dei conti bastano poiché cose, tipo un cellulare e una borraccia, per sentirsi già più tranquilli. Devo ancora rendermi conto che non sto facendo delle ripetute, un piccolo fardello sulla schiena non compromette nulla ;-)

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  2. Ciao Alain, vedo con piacere che stai muovendoti verso nuovi orizzonti. Ci sono zainetti (tipo Salomon) veramente adatti per la corsa. Alcuni hanno le borraccette morbide che non fanno neppure sentire il fluido che si muove. Corricchiare sulla terra diventa presto appagante molto più di quando lo sia sull'asfalto di una strada o sulla pista di un campo d'atletica, anche se più lento. Nel vero "trail", poi, l'orizzont(al)e è anche un po' vertic(al)e. La corsa in tale ambiente acquista una nuova dimensione che permette una visione più generale dello stato fisico. Esiste la strada da scoprire, la salita da affrontare, il tempo che scorre diversamente. Animali, insetti, piante... sono coreografie naturali in mezzo alle quali si recita un inno alla vita ed alla sua espressione dinamica... Insomma, si diventa protagonisti esploratori, anche di un nuovo mondo interiore!
    A presto!

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    1. Ciao Mariano. E' proprio grazie ai racconti degli altri, come i vostri che leggo in giro per i blog, come questo stesso commento che hai lasciato, che mi è venuta una gran voglia di uscire di lato e prendere per la natura. Trovo che sia una sfida molto stimolante da affrontare, per molteplici motivi, in primo luogo per quello che tu descrivi come scoperta interiore. Anche per ragioni molto piu' pratiche, per esempio la necessità di evitare di esagerare con l'asfalto in quanto troppo traumatico. Non vedo l'ora di essere di nuovo là in mezzo, sperando di mantenere l'equilibrio...gli equilibri ;-) A presto!

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