lunedì 25 maggio 2015

formule da mezza



Dritto nella top ten.
E ovviamente non parli della la tua posizione in classifica, anche se stavolta ti ci sei avvicinato un po' più del solito.

La giornata di ieri è stata una di quelle che non si possono governare.
Probabilmente non trovandoti al volante, non hai la possibilità di indirizzare autonomamente gli eventi: forze esterne dettano l'ordine delle cose.
Solo che mentre sei lì, con gli occhi spenti a riempire la tua borsa, e poi esci di casa, incontri persone, viaggi verso Torino, cioè mentre la vivi, non te ne puoi accorgere.
Dovrai attendere il giorno dopo, quando a mente fredda ti renderai conto che la musica non la stavi affatto suonando tu, quando sulla A6, direzione nord, pensavi che stranamente non percepivi la solita adrenalina da gara.
L'unica certezza, ieri, era che avevi dormito poco e che ti sentivi molto stanco, tutto li'.
Non avevi certo focalizzato l'attenzione su ciò che ti stava girando intorno.
Ora sì lo vedi, quell'alone di luce, colori e musica, che ti accompagnava verso la linea di partenza di una gara podistica, o meglio, verso una giornata da top ten.

La cronaca della gara, in breve.
Alla partenza, tutta la stanchezza fisica era sparita, rimaneva solo la voglia di far girare le gambe.
Ma questo è facilmente spiegabile visto che, alla fine, una gara dà sempre una certa adrenalina.
Il lungo Po.
Costeggi il Po in direzione di valle, e ti pare di salire. Però sei fresco e riposato. Attraversi il ponte e cambi direzione.
Costeggi il Po verso monte, e tu sei in discesa. O la strada, oppure le gambe, una delle due ti stanno aiutando.
Il Po è un fiume in controtendenza. Forse solo oggi, o forse sei tu ad esserlo.
Corri a ritmo costante per tutta la gara.
L'ultimo tratto, da Nichelino al Valentino, è indubbiamente, inesorabilmente in salita.
Ti ritrovi solo solissimo in un corso della periferia torinese, di quelle strade in mezzo ai palazzi, di quelle in cui hai sempre solo transitato in auto da o verso il centro.
Il podista davanti a te è cosi' lontano che una parte delle tue energie è rivolta ad accertarsi di non sbagliare strada.
Pensi che questo sia uno dei modi piu' emblematici ed efficaci per sperimentare un senso assoluto di solitudine.
Ma poi incroci lo sguardo di un tizio dello staff, fra il brusio ti dice: "dai che sei ....ettesimo"
"sessantasette?"
"diciassette"
"ah!"
E al n.17 chiudi la tua gara.
1 ora 18 minuti 19 secondi.
Record personale, da non crederci.

Ieri. Oggi però ci credi. Cos'hai imparato oggi?
Una lezione importante è che ciò che ti circonda, fuori dal perimetro delle tue ossa, è fondamentale nella riuscita delle tue azioni.
Che tu stesso sarai importante per altri, se lo vorrai.
Tutti abbiamo questo grande potere, volendo possiamo usarlo al meglio.

Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
(da Subsonica: "Il cielo su Torino" - 2003)


6 commenti:

  1. Grande Alain,sono veramente contento per te,dopo tutti i tuoi guai fisici questo pb penso abbia un sapore ancor più dolce per te,immagino con che gioia tu abbia aggiornato quei numeri in alto a sinistra del tuo Blog :-D

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  2. E' bello davvero, Saverio, lo auguro a tutti voi...
    Mi hai dato l'ispirazione, credo che stavolta mi posso concedere un regalo...il mio primo paio di scarpe da trail... ;-)

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  3. tanto ma tanto di cappello, le cose spesso accadano favorevolmente quando smettiamo di essere razionali e tentiamo invano di controllare sempre tutto.
    da rifletterci molto, ma non troppo.........
    grande alain, superare sè stessi è una questione di.......lasciarsi andare per togliere i freni che limitano le nostre potenzialità

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    1. In fondo, per chi è abituato a procedere a calcoli e tabelle, non è facile lasciarsi trasportare dal vento e cedere all'improvvisazione. Ovviamente la preparazione è necessaria..ma poi di volta in volta trovi componenti esterne, mai le stesse, mai controllabili...che talvolta possono riservare sorprese molto piacevoli!

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  4. Complimenti.
    Finalmente si corre senza nessun infortunio e questo è un buon inizio.

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    1. Grazie...finché dura proverò a cavalcare l'onda...

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