mercoledì 20 maggio 2015

Voglia di trail



Questa qui sopra non è una schiena di donna.
Qui si tratta del bisogno di tagliare di lato e uscire dal nastro bitumato: bisogno o necessità.
Come al solito hai seguito questa tua fastidiosa mania di voler preparare una gara con grande puntiglio, questa volta aiutato anche dalle circostanze, che ti hanno permesso di correre piu' strada del dovuto.
Al punto che le tue articolazioni si fanno sentire, a ricordarti che sei un animale da terra. Hai smesso di ascoltarle da troppo tempo.
E loro, hai voglia a mandarti segnali che un sordo non sente: fatica, dolori.
Quindi, non che volessi metterti a scribacchiare frasi erotiche, viste e riviste, trite e ritrite, con tanto di immagine femminile scaricata dal web e inserita a puntino per stuzzicare chissà quale istinto pruriginoso.
Il pensiero del giorno è legato piuttosto a quel che è bello, in senso lato.
Oppure no, anche solo alla bellezza del correre nella natura, visto che non è facile resistere alla meraviglia di certe giornate di maggio.
Se però vuoi evocare il più immediato concetto di bello devi riferirti alla forma, e se vuoi farlo dal tuo punto di vista, che tuo malgrado è condizionato da istinti maschili, il più immediato fra tutti i messaggi è quello del corpo femminile.
Strano collegamento mentale, oltretutto involontario, ma è andata proprio come segue.
Guidavi e ammiravi colline primaverili di prati e boschi, rallentavi e scrutavi in cerca dei sentieri nascosti, da esplorare appena ne avessi avuto il tempo.
Rientri a casa, e nell'attesa di poter partire per qualche escursione, ti butti alla ricerca di immagini sul web.
L'idea era di cercare il verde, le querce, i raggi del sole che penetrano tra le foglie.
Un paesaggio fantastico popolato da elfi.
L'inghippo dev'essere stato quando, cercando un tronco d'albero, la ricerca su google della parola "trunk" o "tronco" o "torso" o qualcosa del genere, ti ha restituito l'immagine di una bella schiena di donna.
La cosa ti ha colpito per la quantità di analogie che passano fra due immagini apparentemente così diverse , una schiena di donna e un bel panorama naturale in cui correre.
Le pendenze.
Un saliscendi collinare, nulla di pericoloso, nulla di troppo arduo da percorrere. Puoi correre lungo la più ripida di queste salite con la consapevolezza che certamente presto troverai una discesa, il tutto con moto accondiscendente, senza secchi cambi di pendio. Una carezza.
Il fondo. La morbidezza.
Scappare dal cemento. Altro che scarpe ammortizzate, un territorio naturale.
Dove la vita animale e quella vegetale hanno proliferato per millenni, sotto i tuoi piedi non troverai mai uno strato duro come una strada, ma qualcosa di morbido. Come la pelle.
L'imprevisto.
Cosa c'è di piu' attraente del percorrere territori di cui non puoi sapere cosa arriva dopo, quello che nè l'occhio, nè il pensiero, possono scorgere.
Una schiena di donna, che in teoria nasconde una donna.
E qui ce ne sarebbe.


6 commenti:

  1. Ottimo post,non ti resta che mettere in pratica quello che il tuo cuore e la tua testa vogliono....
    il divertimento è assicurato,le emozioni anche.

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    1. Grazie Savé! Direi proprio che e' ora di provare... Magari comincerò da un giretto ogni tanto.. Spero anche che la cosa mi aiuti a eliminare definitivamente i doloretti da asfalto ;-)

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  2. la tua zona offre parecchie spunti offroad! buoni sentieri!

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    1. Sì è vero, qui c'è solo l'imbarazzo della scelta...e quasi tutto ancora da esplorare, per lo meno di corsa!

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  3. la vita, non ci sono salite senza discese, e viceversa, e in questo susseguirsi....il nostro divenire
    come al solito post da lode

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    1. ...e questo è un nuovo modo per affrontare saliscendi.
      salite, discese, e tutto da imparare. E' il massimo direi ;-)

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