lunedì 8 giugno 2015

Alla Ferrero di Alba



Caldo, ma un caldo.
Uno di quei giorni che diresti, con un caldo come questo mica mi toccherà correre?
Mica mi toccherà correre una gara.
E invece sì, sei nel bel mezzo di un immenso piazzale pieno di auto parcheggiate, a ripetere per l’ennesima volta il rituale, divisa scarpette pettorale, dentro una specie di atmosfera ovattata.
Ne hai corse di gare sotto il sole, ma probabilmente questa volta potrai raggiungere il pb della gara più calda in assoluto.
Te ne accorgi dal fatto che i pensieri vanno a rilento e anche l’idea di pianificare uno straccio di strategia di gara è troppo impegnativa per essere attuabile.
Quindi non ti interessa, ti metti in mezzo ai compagni di squadra, vicino alla linea di partenza, e subisci l’ultimo colpo di calore, quello che emana la folla intorno a te.
Riesci a dire qualche in bocca al lupo, poi la partenza è un sollievo, e parti a spron battuto, così forte che capisci in un attimo che quello non è il tuo ritmo, vai troppo veloce.
Ma che importa.
Lo capisci anche dal fatto che l’orologio arancio e grigio al polso destro dice che stai correndo a 3’30.
Poi a 3’34. Poi a 3’32.
Ma che importa.
Lo capisci anche dal fatto che la tua anima non riesce a tenere il ritmo del corpo.
3’38, 3’34.
Superi gente che ha un aspetto piuttosto agile. Ma non t’importa, vai.
Un respiro che diventa rumoroso, ricorda, inspira ogni due passi, espira ogni due passi.
Una strada polverosa ed un ghiaione. Non pensi. O forse sogni.
Ma la tua anima sarà ormai un 5 - 6 metri dietro al resto della carcassa.
Il sole che ti si proietta sulla faccia equivale a quel calore che esce fuori dal forno ventilato quando tiri fuori una pizza.
E la musica? Tace. Oggi la solita cassa acustica che in genere ti accompagna, preferisce tacere.
Forse teme di prendere fuoco.
Il sole equivale a quei binari ferroviari in liguria, quelle piccole stazioni senza ombra, quando un treno non arrivava mai, e le cicale se la ridevano tutto intorno.
Provi a scrutare quei signori che ti corrono davanti. Avranno caldo anche loro?
Fuori dal fuoco del tuo obiettivo, l’orizzonte è tutto tremulo dall’aria calda.
Il sole sulla tua nuca ti rimanda a un paio di scarpe, piu’ indietro, a chi era nel parcheggio con te, poco fa in quell’ovatta, a chi ora starà cercando di combattere contro questa giornata fuori dalla logica.
Verso la fine della gara, la tua anima si è persa, il resto, ossa e qualcosa intorno, è molto più vicino alla morte clinica di quanto tu abbia potuto sperimentare nelle occasioni più critiche della tua carriera podistica.
Quattro, cinque podisti si riprendono la posizione che gli appartiene, quella davanti a te.
Ma arrivi alla fine in 36 minuti e 10, anche grazie al fatto di aver intrapreso una gara a ritmi incoscienti.
Posizione assoluta: 17, che strano numero ti sta inseguendo ultimamente, il secondo risultato consecutivo. Con in mezzo un sogno assurdo, con protagonista un biglietto del lotto, e sempre quel numero.
Ma lo sai bene, i numeri dipendono dal caso, proprio come il meteo, o gli eventi della vita.

12 commenti:

  1. io sto da dio con questo caldo
    certo che dare un 36:10 su un 10k....penso, in questo periodo
    tanto di cappello, spero fosse la sera

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    1. eh no...al mattino dalle 9,30 in avanti...ma fortunatamente sono ancora a raccontarlo ;-)

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  2. ...complimenti davvero... non tanto per il tempo...più che per il risultato in sè, per il coraggio di affrontare quegli allenamenti sull'asfalto rovente dell'ora di pranzo.
    Io non ne ho avuto il coraggio, e si sono visti i risultati ;-)

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    1. Grazie, Pia. In realtà tu hai fatto quello che ti eri programmata, cioè rispettare la tua tabella da triatleta, che non prevedeva di correre fuori dal seminato....vedrai che i tuoi risultati arriveranno in altra sede :-)

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  3. bravo alain! il caldo non mi fa paura,... ma il caldo umido mi distrugge.

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    1. Ciao Frank! mi aspettavo quasi quasi di incontrarti lì...davanti ovviamente!
      effettivamente le condizioni erano piuttosto...estreme.

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  4. corro sempre molto volentieri in provincia di cuneo,... ma domenica ho lavorato. e poi in questo periodo sto cercando di fare salite per l'imminente valdifassa, cercherò di mettere qualche garetta per sostitutie i lavori di qualita. alla prossima!

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    1. ok alla prossima allora! ...chissà, se non ti allontani troppo potresti anche tagliarmi un pò l'aria ;-)

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  5. Grandissimo Alain. Ti ho visto distintamente, con l'immaginazione, "verso la fine della gara" con "l'anima che si è persa", mentre il resto, ossa e qualcosa intorno, è "molto vicino alla morte clinica...". Subito dopo la fine, l'anima si trova a ricomporre il puzzle del corpo. E' il suo mandato. Più fatica e più è stato umano. Spesso ci sono altre anime che arrivano in soccorso. Ed è questa collaborazione non fisica, con presenti o assenti, che spinge a continuare la sfida. Con se stessi o contro se stessi, nessuno l'ha ancora capito fino in fondo... :-)

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    1. Grazie Mariano! da questo tuo commento deduco che ho messo l'accento nei posti giusti...e sono riuscito a rendere l'idea, perlomeno delle temperature con abbiamo dovuto correre domenica.. :-) .... quanto alle anime che accorrono in soccorso in caso di necessità, certo, quelle sì sono fondamentali!

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  6. Ammazza che tempo!!.....non parlo di quello atmosferico ma del riscontro cronometrico :-))

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    1. ...davvero non me lo spiego quello...;-)

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