mercoledì 24 giugno 2015

animali nascosti



Passata la temibile staffetta, posso raccontare di essermela cavata. E guardiamo avanti.

Sabato 27 gara dal titolo "Per...correndo le mura di Ceva", per la prima volta in veste competitiva.
E mi sono iscritto, in previsione di terminare il mese e poi partire da luglio con una nuova tabella pro maratona di Torino.

Nei giorni seguenti alla staffetta ho notato che le gambe stavolta non hanno sofferto troppo la gara.
Ma in via cautelativa, oggi non ho voluto forzare i ritmi con una seduta di ripetute, ripiegando su una più morbida corsa in progressione, in modo da limitare i ritmi più veloci all'ultimo chilometro e mezzo.
Domani, se le gambe consentiranno, forse potrei improvvisare un allenamento più deciso.

Ora, che siamo a metà pomeriggio, mi chiedo se sia un orario adeguato a poter registrare qualche nuova esperienza. Proviamo, e proviamo a non mentire.

Quello che ho imparato oggi.
Uno.
Una corsa da svogliato è usa corsa che produce poco allenamento, favorisce l'infortunio e causa stanchezza.
Ma questa è una bugia: non l'ho imparato oggi.
Ho semplicemente rivissuto e reiterato un'esperienza già ben nota.
Due.
Un orso bruno come me cerca la fuga in luoghi solitari e inesplorati.
Ma questa è un'altra bugia: non in senso assoluto, per esempio non oggi.
In un giorno sottotono, già previsto e annunciato, mi è mancato un compagno di corse, il podista a fianco con cui condividere un allenamento, giusto o sbagliato che fosse.
Non c'era la poiana, né il capriolo, manco a parlare di cervi o di lepri.
O forse invece c'erano, lì a guardarmi passare e io, per mera distrazione o pigrizia, non mi sono accorto della loro presenza, dietro le frasche.
Tre.
Affrontare una giornata sottotono con il giusto spirito fortifica lo spirito e consolida la consapevolezza delle proprie risorse.
Sì, questa non è una bugia, quindi è sufficiente innestare una marcia avanti piano.
E proseguire, magari rimandando il meglio a domani.


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