giovedì 25 giugno 2015

calma piatta



Tutto nella norma.
Ti sei svestito dai panni da ufficio, sobria maglietta senza fronzoli e soliti pantaloni, e sei andato a correre a mezzogiorno.
Oggi andrà bene bel un lento tranquillo, nella solita strada da metà settimana, preferibile il giovedì.
Hai innestato la marcia avanti lento, e tutto ti sembra così carino.
Fai il tuo riscaldamento in una strada alberata e poi prevedi di corricchiare in mezzo a un grande silenzio. Che pace.
Che silenzio.
Una musica che non parte non è certo un brutto segno, si tratta semplicemente di un giorno tranquillo.
Che strano silenzio però, senza vento, senza sole, senza caldo e senza freddo.
Che bello correre: nessun rapace a disturbare i tuoi pensieri, avanti lento.
Senza emozioni, inquietante.
Quel passo un pò piu' rapido ti è venuto bene, ti fa pensare che potresti farne altri, più lunghi e più veloci.
Più bello di prima, allungare il passo e vedere che hai voglia di correre.
Cioè, hai voglia di correre più veloce.
C'è un uccellaccio sopra di te, è lei, è arrivata.
Hai voglia di guardarla, di correre forte, di sudare e sapere che c'è lei lì dalle tue parti.
Guardi l'orologio al polso e premi velocemente una sequenza di tasti.
Parti con le ripetute da mille, le tue preferite, e la solita strada, quella sicura e tranquilla, quella da metà settimana, è diventata di colpo il tuo campo di battaglia.
L'uccellaccio svolazza lì sopra e tu, ora, hai tutto a disposizione.
C'è del sole e una musica che ti spacca le orecchie, e ridi.
Sì è alzato anche il vento, stai sudando e sei davvero al tuo posto. Adesso.


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