giovedì 11 giugno 2015

la non corsa



Sorseggiando una Super del Baladin nell'unico locale di Mondovì, credo, che la serva in bottiglia.
Questo sarebbe il mio post da twitter o da facebook o da chissà che altro, se fossi un fruitore di social, uno di quelli che devono raccontare ogni tiramento gli passi per la testa.
Ma siccome sono molto peggio, ovvero un blogger di quelli che raccontano profusamente di passi di corsa e di qualcos'altro che a questi gira intorno, non mi posso certo limitare ad un tweet.
Sono un prolisso orso bruno.
La Super è sul tavolo, il cameriere mi porta un vasetto di patatine e se ne va soddisfatto, ignaro del fatto che a breve dovrà tornare a trovarmi al tavolo, ancora almeno un paio di giri.
Lo vuoi un bel voto su tripadvisor.
La birra potente, capita che mi aiuti a pensare a quello che più desidero, depurato da ciò che infastidisce i pensieri.
Quindi, in attesa di un amico che verrà a sedersi qui fra poco, a raccontarmi delle sue vicissitudini in questi ultimi tre, quattro mesi in cui non ci siamo visti, penso ai miei allenamenti più recenti.
E mi piace.
Come mi piace pensare che sto andando forte, che mi alleno bene, che gareggio proprio come vorrei.
Tutta questa roba può finire domani stesso, ma la corsa è fatta così, è proprio una di quelle attività da archiviare di volta in volta. 
Prendi e porta a casa, scrivitelo da qualche parte, quello che è fatto è fatto.
C'è del resto, c'è qualcosa di piu' in fondo, oltre a un cronometro e una posizione in classifica, che speri persista in questo nuovo ciclo di buoni risultati.
Certe esperienze non sono fatte di numeri e non puoi registrarle in nessun modo, non si misurano perché non esistono metri tarati su unità dimensionali idonee.
Hanno il vantaggio, però, che non sempre sono così fugaci, come può esserlo la classifica di una gara corsa solo pochi giorni fa.
Mica devi lavorare solo di gambe, visto che c'è un cuore, un cervello, e tutto ciò che ricopre le ossa.
Mica devi sempre gareggiare, soprattutto quando ti rendi conto che oggi non stai affatto correndo.
  


2 commenti:

  1. cavalcare l'onda è sempre una cosa piacevole e auguro perduri il più possibile
    il nostro essere umani........un misto di così tante cose.......indescrivibili, spesso inutili, contraddittorie, che non riusciamo a identificare molte volte
    ma sembra proprio che l'uomo abbia bisogno di fare un pò di cose inutili durante la giornata, forse, per staccare la spina a questo cervello che continua ininterrottamente ad elaborare e rimuginare
    in questo fardello, spesso, alcuni piaceri non possono mancare,
    irresistibile.......birrrrrra dopo un allenamento d'estate

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  2. giusto, ogni tanto è proprio necessario fermarsi un attimo, birra o non birra, una sosta con sè stessi ci vuole.
    serve a discernere proprio ciò che è inutile e contraddittorio, come dici tu, da ciò che è utile e di valore...o almeno, ci si prova...

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