lunedì 22 giugno 2015

mille frazioni in una



Staffetta Marene Valmala, Partiamo dai numeri.
Frazione n. 2 con percorso da Savigliano a Suniglia, 6,4 km corsi in 22' e 26'' a circa 3'32''/km.

Ancora una volta con quel pezzo di legno in mano, sarà il millesimo anno di fila che ti ritrovi, un giorno ogni tanto, a correre con quel coso.
Molto allenato, molto sicuro di te. Molto più sicuro di te di quanto non lo fossi ieri, o solo stanotte, poche ore fa.
Finisce che quando il testimone arriva, parti e sei caldo e non hai più paura. 
Corri e senti quella sensazione magica di quando ricomincia una stupenda sfida con te stesso, quel genere di sfida, forse l'unico, che ti senti in grado di dominare.
Cavalcando l'onda di uno stato di forma assurdo, che non avevi anni fa e che hai ora, quasi ci fossero sostanze dopanti, nel caffè e nella liquirizia che hai consumato stamattina.
Con questo spirito affronti le gare in questo 2015 anno domini, e oggi vivi questo nuovo contesto in questo vecchio paesaggio, programmando una ottimistica velocità di crociera, ovvero quella che speri di mantenere fino alla fine della gara.
Hai faticato, sofferto dolori e calori, in questi giorni di preparazione, e oggi sei qui a pensare che anche stavolta vivi sulle ali di un cartoon perbenista alla walt disney. Del tipo.
I buoni vincono sempre. Si raccoglie il seminato.
E così via, e mentre partecipi a questo bel talent show dove la cattiva sorte non è contemplata, approfitti della velocità di crociera per rifugiarti nei tuoi favolosi pensieri.
Mille volte la stessa gara e ogni volta, in realtà, un contesto ben diverso dal precedente.
Accidenti come cambiano in fretta i copioni, seppure recitati sullo stesso palco, a poco tempo di distanza l'uno dall'altro.
L'altr'anno, come fosse ieri, non eravamo affatto in questo stato di grazia e non c'era ancora tutta questa spinta motrice, che ti fa correre a ritmo Highway Star. 
Realizzi che è spuntata in un attimo, come un incontro inatteso.
No, l'anno scorso eri reduce da infortuni, facevi parte di una staffetta master ed eri praticamente rassegnato a correre per il resto dei tuoi giorni a ritmo Credence Clearwater Revival.
Rolling, rolling, rolling on the river.
Mica male, per carità. Certo, meno adrenalina, ma una piacevole melodia all'orecchio.
L'anno prima eri infortunato, peccato.
Fermo ai box con l'impossibilità di fare un passo di corsa davanti all'altro. Requiem di Mozart.
L'anno ancora prima eri proprio in corso di infortunio, in questo preciso istante stavi correndo una staffetta col dolore acuto.
Calpestavi un tallone indemoniato. Ma che ci potevi fare, ormai la gara era organizzata.
C'era Jimmy Page che cantava Babe, i'm gonna leave you.
L'anno prima eri in forma e correvi la frazione più lunga, emozionatissimo. Il Presidente Luigi passava in macchina e ti spronava. 
Arrivi in fondo al tuo percorso e devi mettere un punto e a capo ai pensieri.
Cedi il bastone al collega di staffetta, come a liberarti di un ferro incandescente dalle mani, e con quel poco di lucidità che ti rimane scorgi entrambi, podista e testimone, allontanarsi a razzo.
E ti appoggi a un muro a riprendere fiato.
L'anno prossimo, di certo, non sarà più come oggi, e chissà dove sarai, cosa farai, chi ci sarà dalle tue parti.


6 commenti:

  1. complimenti, davvero, più che per il risultato, per l'impegno.
    E' vero, ogni anno non può essere uguale all'altro, ma se si arriva con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile non può esserci delusione e sconfitta: la sfida con se stessi, quella più importante, è vinta comunque.

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    1. Grazie Pia! Per quest'anno è andata...è anche strano pensare a come i contesti cambino radicalmente e all'improvviso, senza che quasi ci rendiamo conto della causa scatenante nel momento in cui si verifica. Comunque hai ragione, di qualunque sfida si tratti, l'importante è aver fatto tutto il possibile perché il risultato sia quello sperato.

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  2. ogni istante mai uguale a quello prima, e nel succedersi di infiniti istanti, il nostro corso esistenziale
    mantieni la rotta presa alain, le vele sono bene aperte e stanno prendendo più aria possibile, se come marinaio sai anche dove andare, tutto il resto son dettagli
    complimenti per il crono, io me lo sogno!!!

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    1. Grazie! la volontà di mantenere la rotta c'è, eccome... Ma spero di avere anche la capacità di intuire il momento in cui il vento cambi, e soprattutto di accettarlo senza grosse delusioni! Il pensiero positivo in questi casi dovrebbe essere: quel che è fatto, rimane...

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  3. Eccellente Alain! Certo correre al ritmo Deep Purple è un'altra cosa rispetto all'arrancare dei Creedence Clearwater Revival... Di "Proud Mary", però, l'interpretazione cover di Tina Turner (del 1971) è un concentrato di energia ancora inesplosa... Ti auguro di sentire (dentro) tanta musica, per tanta strada ancora da per-correre! Alla prossima!

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    1. Molto bene, non potrò certo ignorare uno spunto musicale con nomi di questa portata...grazie, è un augurio che giro a tutti ... noi!!

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