mercoledì 22 luglio 2015

alta marea



Torni a casa tutto nero e spelacchiato.
Sei giorni di antibiotici e la tosse sembra passata, grazie ai farmaci, alla costa sarda e al riposo, in che ordine non si sa.
E al quel sole cocente, che ti ha abbronzato e spelacchiato.
Hai ripreso a correre da qualche giorno, e le gambe sembrano rifiutarsi ancora di rispondere ai comandi.
Peccato, sei in un ritardo incolmabile per una garetta da disputare domenica, ma soprattutto non sei riuscito a rispettare il proposito di allungare coi chilometri, nell'approssimarsi della tabella per la maratona di ottobre.

Torni a casa, un pò cotto e accaldato.
Qui hai trovato l'aria di casa, ora stai bene qui dove sei, e puoi pensare a quanti metri di mondo nuovo hai esplorato negli ultimi 15 giorni. E' tutto ancora negli occhi.
Ora puoi ritrovare quello che avevi lasciato, il tuo mondo che ti ha aspettato a braccia aperte.
Stai bene qui.
Certo, hai trovato un caldo molto meno sopportabile, temperatura percepita: oltre il limite umano per correre a mezzogiorno.
Si dice in giro che qualche pazzo podista della pausa pranzo sia finito in ospedale per disidratazione.

Sei rientrato a casa, tra vortici di pensieri e di emozioni.
Hai nuotato e vorresti continuare, hai voglia di provare nuove discipline, con la giusta compagnia.
E poi. Le immagini tanto straordinarie che ti girano per la testa vorrebbero essere elaborate e riportate su carta, con altri colori e altre forme.
Vorresti tu stesso rimanere stupito da come si può trasformare un fotogramma che hai memorizzato, quando cervello e mani ci mettono il loro tocco.

Di nuovo a casa, ti sei ricaricato.
Hai voglia di leggere libri di avventure, o di mistero, o storie di vita. Basterebbe ogni giorno avere qualche nuova pagina da farti raccontare da un libro.
Pensare che lo scaffale è lì, a disposizione tutto l'anno, e la routine quotidiana spesso non ti lascia la forza o l'umore adatto a raggiungerlo.

Torni a casa ma sei confuso e agitato.
Prima di tutto dovrai rimettere i pensieri in ordine, uno in fila all'altro.
Troppo caos nella testa e il lavoro non aiuta.
Avresti bisogno di riposare su un letto, del colore del mare. Una brezza marina e la voce di una sirena.
E magari, per un pò, non avere altro a cui pensare.


4 commenti:

  1. non avere pensieri.......questo è l'obbiettivo!
    ......io resisto ancora a correre a mezzogiorno, per fortuna

    RispondiElimina
  2. Non so davvero come riesci...so che dalle tue parti non è certo più fresco che qui...io a mezzogiorno faccio quasi fatica a camminare. Mi toccherà fare le levatacce.. :-(

    RispondiElimina
  3. da me anche di sera è un problema correre. 34/36 alle 19

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qui in genere queste giornate torride passano presto e lasciano spazio al freddo polare in men che non si dica....quindi evito di lamentarmi troppo. Oggi ho tentato la corsa a mezzogiorno e con le fontane a portata di mano, tutto sommato me la sono cavata..

      Elimina