giovedì 16 luglio 2015

la spiaggia perfetta



Sembra quasi vera la teoria beffarda secondo cui i desideri si avverano quando non è il momento.
Tieni presente la raffigurazione della tua spiaggia perfetta. Quella che quando la raggiungi deve essere tua, devi viverla, devi immergerti in un'acqua mai vista prima.
Potresti anche morire lì, non importa.
Devi essere l'unico protagonista del film, quello che viene inquadrato di schiena mentre si tuffa in un mare talmente incantevole da non essere vero. 
Lui fa il suo splash e va giu', e non lo vedrai riemergere, perchè nel frattempo lo spettatore è talmente estasiato che corre obbligo cambiare scena.
La musica, per uno della tua generazione, purtroppo sarebbe rovinata dalla memoria di melodie anni 80, cretinotte tipo quella di "Paradise".
Ma tu non sei in Paradise, sei piuttosto un pirata inquieto, che si sveglia davanti a un orizzonte infinito, scende in spiaggia e si butta in mare, conscio di un passato con segreti indicibili.
Con la consapevolezza di un futuro irto di ostacoli insormontabili.
E la musica a quel punto la puoi scegliere tu.
Oggi, ad esempio, c'era un tango flamenco a volume vivo, avrebbe coperto anche il suono dello splash.
Questo sei. 
O almeno, così ti sei sentito, quando dal finestrino della jeep che ti trasportava in giro per l'Asinara, svoltando dietro un costone di roccia ti si è presentata una spiaggia del genere.
Eri talmente stupefatto da quei colori del mare che non ingannano, perchè da lontano c'è dell'oltremare, del turchese e del celeste, a strati nitidi e ben delineati, spalmati dal pennello preferito di Monet.
E da vicino tutto è esattamente uguale, per la prima volta hai visto colori che non ingannano.
Volevi entrarci, e l'acqua non era troppo fredda, non era troppo calda.
Era un cristallo di trasparenza, fra pesci che non si curavano della tua presenza e suoni che da mille anni si ripetevano, senza interruzioni nè interferenze.
Ma tu oggi non avresti potuto nuotare lì dentro, almeno non come avresti voluto. Vietato.
Avresti voluto passare il resto della tua giornata in questa spiaggia, che fra tutte quelle che hai visto in vita tua, era proprio la più bella.
Inutile continuare a fissare quel palco, dal sipario orgogliosamente spalancato davanti ai tuoi occhi.
Sarebbe come innamorarsi della donna più bella del mondo, la più bella delle attrici, con la lucida consapevolezza che non potrai mai averla.
Da stupidi, come quasi stupido e fastidioso risulta insistere nella contemplazione.
Però torni a casa e pensi.
L'ho vista, una spiaggia tanto bella da farmi sembrare immortale. E so dove ritrovarla.
Come diceva quel solito fisico che spesso si menziona, lo spazio e il tempo vanno a braccetto. Non è facile comprendere una teoria tanto difficilmente raffigurabile dalle nostre menti.
In mancanza d'altro possiamo affidarci alla fortuna, o anche alla nostra perseveranza, perché no.
Per far sì che ci si trovi, un certo bel giorno, il giorno giusto proprio lì, al posto giusto.


2 commenti:

  1. Alain, quella foto è di cala Sabina!
    Se torni a Stintino e poi tiri una riga orizzontale che taglia la Sardegna, alla costa est trovi cala Brandinchi, poco sopra la grande spiaggia bianca di San Teodoro: questi sono altri due paradisi da vedere se ti piacciono le piccole variazioni del turchese...
    Dici bene a proposito di estasi dell'anima che come una ragnatela, e così delicata, si è incollata al ricordo di bellezza, e al tuo ricordo per sempre... Un certo bel giorno, il giorno giusto al posto giusto, un insetto metafisico farà vibrare ancora quella tela. E chissà che ragno se lo papperà... ;-) Buona vacanza!!!

    RispondiElimina
  2. Ciao Mariano! Proprio lei, cala Sabina...e quasi mi dispiace pensare che esistano altri posti di bellezza paragonabile a questa, e non avere il tempo, almeno per quest'anno, di poterli vedere.
    In fondo forse é meglio così, almeno quando sarò di nuovo in Piemonte portò pensare a nuovi viaggi senza rassegnarmi all' idea che spiagge più belle di questa non possano esistere!

    RispondiElimina