venerdì 24 luglio 2015

terraferma



Torni alle tue corse e ritrovi i tuoi ritmi.
La Sardegna non ti ha mai permesso di correre forte, neanche una volta, chissà perché.
Forse perché quel mare che ti abbracciava e ti avvolgeva e ti accecava era talmente imponente da lasciarti lì, a zampettare come una minuscola formica.
O ti sentivi troppo lontano e irraggiungibile dai tuoi luoghi, da chi quotidianamente accompagna la tua corsa, quella vera.
Correre lungo la costa sarda non era reale, era un sogno dai contorni sfocati.
Era un paradiso che provavi a percorrere in veste di essere umano, senza la giusta preparazione.
Una strada troppo morbida e cedevole per consentire lo slancio.
Un'aria troppo inebriante e profumata, da poter contenere la giusta quantità di ossigeno.
E una solitudine troppo reale, per te, abituato a cercarla per brevi lassi di tempo, lungo strade vuote.
Distanze incolmabili, un grande senso di impotenza, per un podista che corre con le sue sole gambe su un'isola.
Sì, è stato davvero bello vederlo, quel mare dai tre colori, è stato bello viverlo da turista.
Però la tua giornata è lunga, non puoi essere turista a tempo pieno, hai bisogno di ritrovare il tuo ritmo.
E il tuo rimo lo ritrovi solo qui, vicino a quello a cui tieni, fra le voci familiari, gli incontri di tutti i giorni.
Anche sotto un sole cocente, che importa.


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