giovedì 30 luglio 2015

thriller in Argentiera

Potrebbe essere un sogno.
Ti sei di nuovo perso durante una gara di trail.
Sembrava facile facile finché correvi in gruppo, e poi.
Poi ti sei trovato da solo, tutto ad un tratto non c'era più traccia di runners lungo la strada.
Guardi avanti, ti volti indietro. Nessuno.

Maledizione, ti sei perso un'altra volta, che figura barbina. Come farai stavolta a spiegare a tutti che sei talmente distratto che ogni volta che partecipi ad un trail perdi la strada giusta? Quella che tutti gli altri percorrono tranquillamente fino al traguardo.
Ti ritrovi in un paese, piccolo, scosceso e densamente edificato, a picco sul mare.
All'apparenza poco ospitale.





La tua corsa si fa via via più incerta, rallenti e quasi ti fermi.
Quasi. Perché insisti nel mantenere un apparente aspetto da podista convinto di correre una gara.
Timida insistenza, per convincere te stesso, e chi ti vede correre che no, non è vero che ti sei perso.
Che hai voluto cambiare strada per puro divertimento e fra poco ritornerai in carreggiata, con gli altri.
Ma chi ti vede?
Le case sembrano vuote, non abitate.



Alcune case sono prive di finestre, hanno solo grossi tendoni che svolazzano al vento, fuori e dentro.
Alcune hanno le finestre, ma sono circondate da giardini abbandonati, mestamente lasciati a sé stessi, in una luce cupa e inquietante
Anche il sole ha perso la voglia di illuminare vecchi edifici silenziosi e deserti.
Sei fermo e ti guardi intorno.



Un tempo questo era un paese vitale, strade, locali, aziende, c'era tutto l'occorrente per un nucleo abitato.



Ma ora. Ora vedi solo i resti di un vecchio impianto di carico di una miniera.
Una ex miniera d'argento.



Che diamine sarà successo?
E cosa ti ha spinto a perderti, quasi volontariamente, in questo posto? Fra grosse tende svolazzanti. E strade fantasma.



Entri in un antro, e ti trovi in un magazzino in penombra senza porte, solo vani aperti privi di finestre, da cui riesci a scorgere altre costruzioni, che prima non avevi notato, all'esterno.






Ci sono figure che abitano una casa lì vicino, si muovono e parlano.
Ma come esci per chiamare aiuto, ti accorgi che la casa non esiste più. O forse sbagli punto di vista, ti sembrava di averla localizzata, ma se torni in strada non si vede null'altro che un monte stepposo.
Rientri e rivedi tutto, casa, e abitanti. Parlano, alcuni parlano forte.
Parlano di te.
Uno si è girato a guardarti, ti fissa sorridendo, dall'interno di una vecchia veranda.



Ti sta dicendo che non hai sbagliato strada, questa è la tua strada.
"eh?...Cosa??"
Ma non sente la tua voce. O forse dalla tua gola non esce alcun suono.
Questa è la tua strada. Era la tua strada. Non hai fatto errori, sei semplicemente arrivato alla fine della tua strada.


2 commenti:

  1. Bello, visionario, rilassante: un oniric-trail, direi. Oppure un leggero affondare sulla memory foam di un'infanzia estiva; una sospensione delicata prima del ritorno alla solita stiva... ;-)

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    1. Grazie...Argentiera è un luogo che ho trovato davvero suggestivo. Mi piaceva l'idea di catturare e enfatizzare le immagini più caratteristiche ...e di inserirle in un contesto un po' allucinato...tanto per provare... ;-)

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