sabato 1 agosto 2015

correre o volare

"Ma cosa intendi quando parli di volare?"
"Cosa vorrebbe dire darti un paio di ali, cosa ne vorresti fare?"

Provo a farti qualche esempio.
c'è Bruce Springsteen live in Toronto 1984, che scatena la sua rabbia in Born in the USA davanti a un pubblico estasiato.
Ma c'è una mia collega che con due colpi di pennello, due di numero, ha disegnato due colline e tre fiumi.
C'è un mio amico che senza fatica ha corso la Tre Rifugi.
C'è qualche pagina speciale di Gabriel Garcia Marquez in "Cent'anni di solitudine"
Un tizio che conosco, oggi fa il lavoro che ha sempre desiderato, in piena crisi economica.
E un altro mio amico, senza paura se n'è andato da solo per il mondo.
E ci sono anch'io, proprio come te, in qualche raro istante delle nostre vite.

Non è a quello, che voglio puntare, anche se mi capita di guardare in alto, di tanto in tanto.
Sì, in qualche istante ho volato, spesso anche in questo 2015.
Davvero molto spesso invero, ma si tratta di istanti che non vanno inseguiti di proposito. 
Non è lo scopo del gioco, lo scopo è correre in libertà.
Il volo è sporadico e ingovernabile, è solo una bella sorpresa che può arrivare quando meno te l'aspetti.
Quando tu hai voluto, fortemente, semplicemente, correre come piace a te.






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