domenica 20 settembre 2015

Demonte



Ci sei di nuovo, nel bel mezzo di una staffetta master.
Stai correndo su una strada saliscendi lungo il fondo di una valle spettacolare, fra le montagne di Demonte e di Vinadio. Stupendo, pensi.
Quella sensazione di sforzo massimo tremendissimo è di nuovo lì, ma che ci vuoi fare.
Sei partito con certe aspettative, tue e dei tuoi compagni di quadra. Questa era una staffetta con gente forte, con ambizioni da podio, e allora che si fa, si corre forte.
E per l'ennesima millesima infinitesima volta provi quella sensazione di fatica dirompente, lo scotto che devi pagare per rimanere lì davanti, nei primi dieci, nei primi sei assoluti, nei primi due di categoria.
Porti a casa il risultato, devastato dallo sforzo, pronto un'altra volta ad un paio di giorni di convalescenza.
Porti a casa un'idea in testa, quella che è nata più o meno al terzo dei 10 km percorsi stamattina, l'idea che ti suggerisce un cambio di marcia.
Un sacco di gare corse a spron battuto, forse, ti hanno insegnato a mettere tutto sulla bilancia, e nelle bilance di una volta c'erano due piatti, come nella classica raffigurazione della dea giustizia.
La soddisfazione del risultato ha un suo perché, e chi lo mette in dubbio. La classifica stampata il giorno dopo, un certo senso di esaltazione, quello che ti regala la consapevolezza di avere un buon motore che ti spinge avanti, nei tuoi passi veloci.
Ma vediamo, oggi, cosa ti sei perso.
Eri immerso in un paradiso, paragonabile solo al mare sardo di qualche tempo fa, e non hai quasi mai alzato lo sguardo dalla strada, se non un paio di volte per distrarti dallo sforzo insopportabile.
E finita la gara, tornando a piedi alla partenza, a quel punto troppo stanco per goderti il panorama, incrociavi gruppi di runner che ancora corricchiavano allegri e spensierati verso il traguardo.
Incombevano forti sensazioni e ricordi di allenamenti recenti, in cui il bello della corsa si scopre nel piacere dello stare insieme in buona compagnia e immersi in sempre suggestivi contesti naturali.
Bè, per ora la bilancia è in equilibrio, per cui sai che continuerai a fare quello che ti viene più spontaneo, gareggiare al massimo.
Ma solo finché, se e quando, pesi e misure non dovessero cambiare.


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