lunedì 19 ottobre 2015

azzardo



C'è una cosa che nonostante il bagaglio di esperienza tu possa avere, riesce sempre difficile.
Riuscire a spingere i propri sforzi fino al crinale.
Trovare il punto esatto in cui devi smettere di caricare i nervi, perché un impegno ancora superiore sarebbe eccessivo e darebbe risultati negativi.
Corri un lunghissimo a ritmi alternati, veloci e lenti, veloci per una maratona e lenti per una maratona.
Veloci non troppo veloci, soprattutto lenti non troppo lenti, per una corsa eternamente lunga e quasi continuamente sotto sforzo.
Devi abituare il tuo corpo alla fatica prolungata nel tempo, e la fatica deve essere rapportata al risultato che vuoi ottenere.
Grandi risultati, grande fatica. Grandi emozioni, col tuo angelo propiziatorio che ti scorta per tutto il tempo.
Cosi ti ritrovi, verso la fine del tuo lungo, a cercare di completare il lavoro nel migliore dei modi, consapevole di avere speso quasi tutte le energie, col dubbio di aver tenuto fin'ora dei ritmi troppo elevati, con le gambe in acidosi che minacciano il blocco.
E' questione di minuti, poi sarai bloccato come in una morsa.
Il pensiero di ritrovarsi in gara in quelle condizioni ti dà i brividi e sperimenti in anteprima l'agonia di una corsa, quasi a voler simulare la disfatta in maratona.
Forse è meglio simulare prima, forse il lunghissimo massacrante non ha solo la funzione di abituarti a macinare tanti chilometri.
Forse serve anche ad insegnarti qualcosa sul ritmo da tenere in gara.
O anche a conoscere i campanelli d'allarme che preannunciano l'arrivo di un problema, e le misure da adottare per affrontare ogni inconveniente.
Acido lattico e capacità aerobica. Carenza di energie e rifornimenti.
Tendini e talloni, dolori, lunghezza del passo e postura.
È un gioco d'azzardo e ti rendi perfettamente conto di quanto tu stia azzardando, stavolta.
L'entità dell'azzardo, è facile da misurare.
Proporzionata ai brividi che ti sta regalando questa avventura.

2 commenti:

  1. Ciao Alain. Così stai preparando una maratona? Alla grande, quale?

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    1. Ciao Giuseppe! Firenze...all'inizio puntavo su Torino, poi ho avuto qualche inconveniente di troppo. Ci provo di nuovo...

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