giovedì 22 ottobre 2015

bilance e bilanci



Da una parte c'è la condizione di forma, nel senso del livello di allenamento.
La velocità, la potenza, la resistenza, si trovano sul piatto buono.
Tutti gli indicatori possibili, la velocità nelle ripetute, il livello di sopportazione della fatica, la rapidità di recupero...la tenuta nei ritmi medi, tutte quante, se le traduco in numeri fanno un bell'effetto.
Sono sicuramente più veloce rispetto a Treviso, 5-10 secondi a chilometro.
Sarà anche per il fatto che quella preparazione era stata svolta interamente nel periodo invernale, mentre oggi parto da una condizione già efficiente, dopo una stagione di gare più che positiva.
Sull'altro piatto, quello cattivo, ci sono i dolori.
Sono reduce da una stagione di gare - positive - e massacranti per l'apparato tendineo e muscolare.
E la tabella che seguo non è da meno.
I chilometri settimanali sono aumentati repentinamente, l'ambizione anche.
Se fra i due piatti non troverò il giusto equilibrio la mia maratona andrà a farsi benedire, ma per ora non è questo a fermarmi.
Le gambe girano ancora, seppure molto minacciose.
Dolori agli achillei in partenza, dolori sparsi fra ginocchia e glutei nel finale.
Molto minacciose le gambe, come una spada di damocle puntata sulla capoccia.
Sul piatto positivo ci metto anche l'idea di non aver altro da perdere, se non un tempo peggiore di quello di Treviso, o anche un ritiro.
Il tempo ormai ce l'ho, l'ho fatto e ce l'ho in tasca, chi me lo toglie.
Sarebbe stupido, mi dico, non rischiare il tutto per tutto.
Quindi finché i due piatti rimangono più o meno in equilibrio, finché un passo dopo l'altro riesco a portare a temine gli allenamenti, non mollo.

6 commenti:

  1. mi puzza da, salto non salto, dopo scopro quando profondo era il burrone.
    siamo maledettamente testardi e non mollare è indicativo di forza
    ma se poi questo vale un fermo di mesi?????
    io sono anche più testardo di te e il consiglio che ti dò è di continuare così, ma se avverti la bilancia troppo fuori asse, non esitare a riportarla in equilibrio
    quando e quale è la maratona?

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    1. Firenze a fine novembre...
      ho già in programma un paio di settimane di riposo...a dicembre però! per ora solo sul filo dell'infortunio, me ne rendo ben conto. Ma ormai non posso fermarmi...

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  2. Nella preparazione di una corsa così lunga il fisico mostra sempre dei segnali che possono preoccupare,domenica scorsa ho corso la maratona collinare del Chianti e nel mese precendente ad essa ero esattamente come te,condizione buona,anzi ottima,ma dolori sparsi che indicavano che ero al limite,fastidi all'achilleo sinistro,un altro in corrispondenza del retto addominale(che ho tutt'ora) e vari dolorini...il punto/problema è sempre quello e cioè se fermarsi o no...ma vince sempre il no,giustamente poi nel punto dove ti ritrovi ora,ad un mese dalla gara come si fà a fermarsi? Inoltre tra poco inizierà lo scarico....

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    1. È esattamente quello che sta accadendo a me, per la terza volta in vita mia sperimento le difficoltà della preparazione di una maratona e questa volta sto dando veramente tutto...c'è solo da incrociare le dita e senza dubbio andare avanti a testa bassa...

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  3. non so se le conosci, ma ti consiglio le solette noene AC2
    cambia completamente il concetto di fatica, una volta provate, le AC2 ti raccomando, non potri più farne a meno
    costano 45 euri, e io sono sempre stato scettico, ma ti assicuro che non è pura pubblicità
    vedi anche
    http://www.albanesi.it/medsport/test_noene.htm

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    1. Grazie del consiglio, vado a vedere...anche perchè le devo provare tutte ormai...in una manciata di giorni mi gioco tutto...

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