domenica 1 novembre 2015

bad night runner


Sei al chilometro 18 e soffri.
Un lunghissimo da preparazione maratona, e ci siamo un'altra volta, a un mese dalla gara.
Inizia novembre, un lungo al sabato sera è tutta una scommessa, arriva il buio, farà freddo, riuscirò a tenere duro per i 34 chilometri programmati, mi starò allontanando troppo dalla mia macchina?
I dolori eccome, stanno arrivando e il difficile è non farci caso.
Implacabili.
È questo che dovrai imparare nei 29 giorni che hai davanti, a gestire i dolori articolari che sopraggiungono a un certo punto, che ti bloccano i movimenti delle gambe come se qualcuno ci infilasse dei tondini di ferro da cemento armato.
E dire che le condizioni esterne sono tutte a tuo favore, al punto che non trovi un modo che sia adeguato per dire grazie a ciò che ti circonda.
Non hai affatto freddo stasera.
Arriva il momento in cui proprio non riesci più a muovere un passo e il tuo ardore iniziale, quello da maratoneta da 4 a km, sparisce in un puff.
Non ci arrivi ai 34, fa tutto troppo male nei bassifondi del tuo corpo. A 31 suonati raggiungi la tua macchina come una madonna di lourdes e ti fermi con un sollievo difficilmente descrivibile.
Ora però bisogna fare i conti con la realtà, se la gara fosse stata oggi, gli scenari sarebbero stati un paio, ed entrambi poco gradevoli.
Un ritiro anticipato intorno a 35-36 km o un repentino rallentamento che avrebbe compromesso in modo imbarazzante la tua corsa. A Firenze ti avrebbero ripreso in 500, come minimo, e quel che è peggio, avresti chiuso la gara ben al di sopra delle 3 ore.
Quindi non ci sono scappatoie, hai ancora il tempo per correre ai ripari, devi usare tutte le armi che possiedi per tentare di far girare le cose a tuo favore.
Non sei mai stato un gran macinatore di chilometri.
Certo, non è una questione di vita o di morte, correre bene una maratona.
In realtà, se ci pensi bene, è solo un gioco a cui stai giocando con chi condividerai questa esperienza, e comunque vada, in fondo, sarà un evento speciale.
A dirla tutta, durante le due ore e mezza di allenamento, hai avuto il tempo di pensare a tutto, proprio a tutto, anche di pensare che quello che stai facendo sia assolutamente inutile.
O quanto meno sproporzionato all'obiettivo che in qualche modo ti sei prefissato.
Ma poi l'allenamento finisce, passa un altro giorno e hai tempo di riposarti.
E così decidi che il prossimo lungo dovrà essere corso meglio, molto meglio.
Che diamine, c'è poco tempo e devi imparare a correre una maratona ai 4, giusto?

2 commenti:

  1. Il tuo obiettivo della maratona a 4'/km è molto coraggioso,si è sempre spinti alla ricerca dei propri limiti naturali,cercare quei confini che ancora non conosciamo bene senza andare troppo oltre,te solo puoi sapere se quei confini sono raggiunti o meno e se questi dolori sono o no legati a quella "frontiera".

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    1. Temo proprio di si, che sia un obiettivo fin troppo ambizioso e che la mia carcassa si stia iniziando a ribellare... Penso che comunque non mollerò la presa fino alla fine. Confido nella mia capacità di saper gestire una situazione critica durante la gara...accorgermi con molto anticipo di non potercela fare e cambiare marcia...o almeno, spero di esserne capace...

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