sabato 14 novembre 2015

imprevedibile




Per qualcuno sarebbe ridicolo vedere un tizio che se ne sta in casa, in pieno relax, con addosso un paio di scarpe da correre appena comprate.
Come un bambino col suo giocattolo nuovo.
Chiunque trovi ridicola la scena non è un runner, e non sa che le scarpe nuove devono abituarsi al piede, e anche un pò viceversa, e che se compri delle scarpe da correre devi abituarle a poco a poco alla tua forma.
E viceversa.
In pratica, non si corrono 30 km con delle scarpe appena comprate.
Questo è il primo dei tuoi adempimenti a cui ottemperi, con ligio senso del dovere, in un sabato sera casalingo pre-maratona.
Poi però, ci sono fattori meno tangibili nella tua scatoletta di casetta, forse impalpabili ma galleggiano nell'aria, quelli che in nessun caso avresti potuto prevedere.
È difficile far fronte a fatti incontrollabili, in quanto non dipendenti dalla tua volontà. Per esempio.
Una vicenda di cronaca nera che sconvolge il mondo, ecco. Questo è un evento che fa mutare d'improvviso l'ordine di priorità di tutto quanto ti circonda.
E in effetti sí, forse questa è una di quelle faccende che ti aprono gli occhi e che finalmente confermano una tua teoria riguardo all'importanza che può rivestire una corsa podistica nella tua vita.
Che ti induce a pensare che una corsa in direzione maratona di Firenze potrebbe essere solo un tentativo di fuga.
Espandere i chilometri potrebbe essere solo un patetico tentativo di superare orizzonti troppo vicini e troppo obbligati.
Allargare gli angoli di veduta ad affascinanti quanto improbabili estensioni.
E va bene, ti senti allo stretto, ma c'è che devi prendere un treno per Firenze. 
Con ogni probabilità, dovrai fare i conti con la bellezza di un'esperienza unica, un regalo inaspettato.
Sarà di certo in ritardo, come spesso lo sono i treni da queste parti.
Un ritardo di dieci anni, sulla carta potrebbe essere davvero seccante, ma per fortuna davvero, per questa volta non puoi attribuirti alcuna colpa.
Fa parte dei fattori incontrollabili, non avresti potuto prevederlo in alcun modo.

2 commenti:

  1. non fa una piega
    non sappiamo perchè corriamo, perchè facciamo le gare, perchè decidiamo di andare a correre a qualsiasi ora con la pioggia, il freddo, il vento gelido e che pure urta contro
    nessuna risposta ma solo piscine in cui affogare il nostro inesauribile desiderio di .........non lo so descrivere a parole.......
    forse stato euforico, di felicità, di illusione, di inafferrabile verità

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    1. Forse è un modo come qualsiasi altro per sentirsi vivo...sarebbe bello se esistessero molti altri campi in cui trovare una tale soddisfazione. Ognuno ha qualche attività in cui trova questa valvola di sfogo e per il momento è proprio così, devo ammettere che non ho mai trovato sensazioni così immediate come nella corsa.
      Ma mi sto guardando in giro...

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