venerdì 15 gennaio 2016

escape



Dev'esserci stato un momento preciso, in questi ultimi quindici anni, in cui hai raggiunto la consapevolezza che la burocrazia ti avrebbe rosicchiato l'anima.
Una specie di patto col diavolo. Vincerai un concorso, otterrai un posto di lavoro, e lo pagherai caro.
Sei uno di quegli attori che devono rendere conto al pubblico pagante.
Sei uno di quei piccoli funzionari inseriti a far parte di una macchina complessa, costruita con pezzi di recupero e raffazzonata da mille diverse mani.
Non se ne viene a capo, quasi mai.
Mesi di adempimenti fatti di questionari e tabelle, giornate poco produttive trascorse a tentare di sbloccare qualche sito internet ministeriale, nell'attesa che torni ad essere più amichevole, a seconda del decreto legge in corso.
E il risultato, dopo anni, è qualche metro di strada asfaltata, o similare.
C'è chi in questo tipo di vortice trova una ragione d'esistere, l'abilità nel saper intercettare la sentenza del TAR contro o a favore, viene senz'altro premiata, dalle tue parti.
A questo pensi, mentre nella pausa pranzo esci a correre, un po' sbigottito.
E se pensi anche che sei tu, quello che mediamente va considerato fra i privilegiati del posto fisso, allora capisci che ti trovi a vivere in un ambiente mediamente poco ospitale.
Devi tornare ai filmati d'epoca di Rai Storia, ai documentari sulla ricostruzione post bellica, per capire quanto hanno dovuto patire i tuoi bisnonni.
Però.
Chissà se nel loro sudore, nelle loro tribolazioni, nelle loro mani callose, non avessero un senso della vita più alto di questo. Certo che ce l'avevano.
Insegna ai tuoi figli una cosa che, almeno quella, hai imparato bene.
Il ritmo della vita non deve lasciarsi fermare da incombenze odiose, apertamente ostili, che la burocrazia ti vorrebbe imporre.
Non cercare un colpevole, non lo troverai, piuttosto reagisci con una dose di buon senso, quella che ti riesce.
E quando serve...esci, riprenditi ciò che ti spetta...il mondo reale è fuori di qui.

2 commenti:

  1. Se non troviamo un colpevole per l'inutile burocrazia che ci tormenta (che può anche essere "il tempo della follia collettiva di una generazione post-benessere") giustificheremo temo la distruzione per esasperazione di tutte le regole, indistintamente. Ciò che accade nel mondo è un triste segnale di imbarbarimento.

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    1. E' verissimo, e mi congratulo con te per la tua capacità di esprimere così efficacemente, in quelle pochissime parole messe fra virgolette, il senso di fastidio che avrei voluto spiegare...

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