lunedì 25 gennaio 2016

del tempo che si ferma



Fra le cose che ti fanno perdere la cognizione del tempo ce ne sono alcune che hai scoperto solo da una dozzina d'anni a questa parte.
Trovarti in un luogo dove la natura offre ambienti particolari. Se vogliamo essere pignoli, dovresti anche essere nel mezzo di una corsa, una corsa lenta, che ti faccia sentire immerso, parte integrante del contesto.
Entrare in una libreria e perderti fra titoli e prefazioni di libri.
Bé, questo da un lato ti rammenta violentemente quanto tu sia a corto di lettura, ma dall'altro ti regala quel particolare senso di libertà, la libertà di poter curiosare fra mille nuove storie che si raccontano nel mondo, come avere a disposizione una ricchezza infinita.
E' sufficiente aprire uno qualsiasi dei libri che trovi davanti, e avrai immediatamente un nuovo viaggio da intraprendere.
Ognuno di essi è una scatola che contiene una sorpresa, proprio come il bambino che spacchetta i regali di Natale.
Ci sono altre cose, invece, che conosci da sempre, o perlomeno da quando hai memoria.
Trovarti in un luogo che ti regala una musica bellissima e inaspettata, una di quelle che sparano dritto allo stomaco, quando ti accorgi che accompagnano precisamente il tuo stato d'animo, quale che sia.
Poi ti capita di scoprirne una nuova, una che riguarda i maestri del colore.
Solo oggi ti rendi conto del perché tu sia sempre stato così attratto dalla pittura, in particolar modo dagli impressionisti.
Certo lo sapevi, sono quadri bellissimi, colori e paesaggi suggestivi...ma non avevi mai visto, dal vero, i lavori dell'impressionista per eccellenza.
Ti avvicini al Disgelo e vedi delle spesse pennellate ad olio, a toni sbiaditi.
Bello, però...
Ti allontani e lo guardi, ti allontani un altro pò e lo riguardi.
Quella è la distanza giusta, e quello è il Disgelo.
Ti chiedi quante volte Monet avrà dovuto allontanarsi dalla tela per poi riavvicinarsi col pennello e sparare il colpo.
Per rendere l'idea della fine del'inverno sulla Senna, del ghiaccio che si spacca e tenta di sopravvivere a blocchi galleggianti.
Con la fretta del pittore che non deve perdere la luce dell'ora del giorno che cerca di fissare per sempre nel suo lavoro.
Disegni che emanano luce, la stessa che si trovava davanti ai suoi occhi centoquaranta anni fa.
Guardare il Disgelo è proprio come ringraziare un amico, per averti intrattenuto con una piacevole compagnia, con l'ammirazione per un talento inarrivabile.

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