venerdì 29 gennaio 2016

the truman show



La corsa del venerdì a mezzogiorno, in genere è la più bella.
Semplicemente è quella che accompagna la fine della settimana lavorativa, scontato a dirsi. Un pò fantozziana come ragione, ma è quella.
Poi c'è la sera del venerdì, e si parla  di un venerdì di quelli che chiudono una settimana psicologicamente piuttosto pesante, come ce ne sono tante, molto fantozziane pure quelle, e te le tieni.
Che solo a parlarne ti viene in mente la sigla finale, quella che han tutti nelle orecchie.

Sveglia e caffè
barba e bidé
presto che perdo il tram
Se il cartellino non timbrerò…

Ma tu hai grandi progetti.
Peccato che alle 22,10 del tuo mega venerdì sera, dopo che hai vissuto il tuo venerdì lavorativo, corsetta inclusa, commissioni serali incluse, hai come l'impressione di aver dato tutto ciò che era nelle tue fibre.
Un pò come se vivessi in quel mondo preconfezionato di "the truman show": e qui arrivi al dunque.
Il dunque è che se questa settimana non avessi detto la tua, se non fossi uscito a correre tutti i giorni forzando al massimo i minuti delle pause pranzo, se non ti fossi addentrato nei tuoi boschi, se non avessi condiviso con la giusta compagnia le favorevoli condizioni climatiche di questo strano inverno in stupefacenti escursioni...
Col cavolo, adesso, in un super fugace venerdì sera, accetteresti di buon grado di avere sonno.
Fra un soffio sarai di nuovo a lunedì mattina, un altro ancora.
Stasera avresti dovuto dedicarti ad un certo numero di attività, quelle scritte in quel pezzo di carta immaginario, quello che contiene una lista crescente di impegni, patti con te stesso.
Ammetti di non potercela fare, stasera, ti rassegni di buon grado perché sei un assente giustificato.
Hai già dato, non varrà un gran ché ma hai lavorato bene nei tempi regolamentari.
Ora arriva il week end, un altro ancora. Sei felice che i tuoi grandi progetti non si limitino a quello.

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