giovedì 21 gennaio 2016

trappole & scivoloni




Sei in piena corsa, ti guardi intorno e ti piace quello che vedi.
Non sai in effetti dove vuoi arrivare, tanto meno puoi prevederlo.
Una corsa non ha nulla di certo, in una corsa lunga, ancora di più, si annidano milioni di incognite.
E' così difficile vivere solo il presente, quando allo stato dei fatti ti viene impedito di fissare obiettivi precisi.
Gli ostacoli arrivano da fuori, arrivano da dentro. 
Trovi strade sconnesse e piene di buche, proprio nel giorno in cui hai indossato scarpe da asfalto, come peraltro fai quasi tutti i giorni.
Con gli anni sei diventato definitivamente un podista da strada asfaltata, uno di quelli che preparano gare medio lunghe. 
Tu sei quello che allena la falcata, che cerca di allungare il passo e si aspetta pendenze molto leggere. Questo fa chi cerca la velocità, nei limiti che il proprio corpo riesce a raggiungere.
Trovi strade sconnesse e a volte davvero ripide, e ti ci devi adattare.
Ti tuffi in un trail perchè ti piace tremendamente quello che vedi intorno a te.
Ti rendi conto solo ora che rassegnarti a correre perennemente su una strada piatta e asfaltata ti ha appiattito anche la mente.
D'ora in avanti dovrai far crescere le tue aspettative, devi farlo.
Gli ostacoli arrivano da dentro, ti tuffi in discese impervie su strade sconnesse e piene di buche, ti butti con la presunzione del trailer navigato.
La vuoi sentire tua, una strada così affascinante da dimenticarti che non ti sei mai preparato a questo tipo di gare, hai sempre voluto fare il podista da asfalto, con quelle poche regole facili e precise.
La presunzione è spesso causa di scivoloni, di storte, di infortuni.
Attento, frena. 
Allenati bene, hai tutto il tempo.
Puoi marciare a passo lento e accorto, nel frattempo puoi concederti il lusso di guardare intorno un paesaggio così tremendamente affascinante, in una giornata assolutamente silenziosa.
Talmente silenziosa che potrebbe anche illuderti di essere l'unico podista in questo mondo.

6 commenti:

  1. OOOhhhh finalmente Alain!!!
    Ora ti si aprirà un mondo che non smetterai mai più di scoprire.
    Il mix tra asfalto e offroad per me è vitale, sono due sistemi che devono coesistere in un runner.
    Poi ognuno amerà di più o uno o l'altro, se mi chiedi tra ripetute sul bosco su pendii sopra il 40%, e rip lunghe sui 2000mt in piano, attenditi già una risposta certa.....rip sul 40%.
    Ma non per questo non le faccio, soffro di più, o almeno in un modo che non è a me consono.
    Ti servirà per stare lontano dagli infortuni, e liberare la parte istintiva della tua anima!

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    1. Negli ultimi tempi mi sono dedicato abbastanza spesso a corse su sterrato, quasi sempre in allenamento... Devo dire che è un altro sport, un altro mondo. La regione per cui non ci vado più spesso è solo nel fatto che ho ancora intenzione di correre qualche buona gara su asfalto e devo curare il più possibile la velocità nelle gambe.
      Ma in effetti può essere un'alternativa più che valida per prevenire infortuni...ed è decisamente molto divertente!!

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  2. già...per noi mangiatori di asfalto la corsa è spesso a passo costante, con lievi variazioni a seconda della salitella che troviamo. e cerchiamo la velocità, ci concentriamo su quello e la respirazione. viviamo delle sensazioni che il nostro corpo ci invia. poi ti capita di andare a fare un giro per boschi e li cambia tutto. ma non era lo stesso sport? no, tutt'altro. ti concentri sul fiato, su dove metti i piedi, e senti soprattutto il dove stai correndo. è questo l'altro sport che spesso trascuri. prima o poi converrà provare qualcosa di diverso per non appiattirsi troppo.
    boby

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    1. Ma sì bisogna proprio cambiare angolazioni ogni tanto, in senso generale. Cambiare tracciati e anche cambiare sport, e non solo. Spesso fa bene allenare la mente e non solo il fisico...bisogna fare lo sforzo di aprirsi a esperienze diverse, è solo così che possiamo sentirci completi.
      E anche più forti, credo.

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  3. Ho letto con attenzione, Alain.
    Le illusioni trovano spazi enormi nelle corse ondulate. La fantasia si ingrossa e così il divertimento. Aspetto una tua conversione (al trail) prossima ventura.
    Come ha scritto Andrea, puoi "liberare la parte istintiva della tua anima" e tutto si trasforma in libertà.

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    1. La sensazione di libertà che ti regala un percorso naturale è unica, credo che sia una specie di ritorno alle origini, una scoperta, anzi una riscoperta. Non ho avuto molto tempo di praticarlo, finora. Ma è bello sapere che il giorno che mi stufassi di percorrere strade asfaltate, avrei questa stupenda alternativa...

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