martedì 29 marzo 2016

forse che non ce la fai



Sarebbe bello potersi crogiolare in quella specie di autocommiserazione, quando c'è il cambio di stagione e tutto intorno vorrebbe coinvolgerti nelle pulizie di primavera.
Basta correre, ti sembra di sentire, come un suggerimento che volteggia nell'aria.
Non è più tempo di correre, le gambe non rispondono, si rifiutano di fare un passo più lungo di un passo da pedone.
Gambe pesanti, piedi di piombo.
Proprio nel momento più tosto, quando il gioco dovrebbe entrare nel finale strepitoso, ecco che scende quella cappa di stanchezza che ti avvolge.
Ci hai dato dentro, è vero. E anche con troppa ambizione forse.
Sarebbe anche bello poter dire, bè, è arrivata la primavera, siediti ad aspettare le rondini, le foglie che rinascono, i fiori che sbocciano, ora sta per iniziare lo spettacolo, siediti al tuo posto, ti regalo una poltrona in prima fila.
Ma non è così che dev'essere, neanche quest'anno.
Dovrai buttarti dentro anche tu, entrare a far parte di tutto questo teatro itinerante.
Come ogni anno, dovrai correre più forte che puoi, non ti fermerai neanche questa volta.
A costo di perderti buona parte dello spettacolo, come talvolta capita agli attori, dovrai provare, come sempre, a farne parte.

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