domenica 13 marzo 2016

la corsa del diavolo



Alla fine di un lunghissimo la tua testa è annebbiata, con tutte le attenuanti del caso, ma una cosa ormai è chiara.
La tua gara in fondo l'hai già fatta, sono anni che l'avevi capito che mettere alla prova il tuo fisico in situazioni disagevoli poteva essere molto educativo anche per lo spirito.
L'hai portata alla fine la tua gara, c'erano un sacco di paure da affrontare, mica ti sei tirato indietro, hai fatto il tuo.
Sei stato bravino.
Ti sei messo in gioco, partendo non alla pari, diciamo da meno 10 punti in classifica. 
Tenendo conto del fatto che c'è chi parte da meno cento, chi da più cento, diciamo che eri a meno dieci.
E oggi, dopo anni da quella prima corsa di 1 km, finita a stento, sei partito solo soletto per un lunghissimo da 36 a ritmo medio, la corsa del diavolo.
Hai cercato di riempire per bene lo stomaco un'ora prima, sei partito in macchina e hai piazzato una bottiglia d'acqua a metà strada, ti sei organizzato.
Ti sei coperto a strati, presumendo che in 2 ore e mezza le temperature sarebbero salite di parecchio.
Ti sei organizzato, tu col tuo diavolo di doloretti addosso, con quell'altro diavoletto di freno che ancora abita la tua anima, che ancora non desiste.
Sei partito con l'esperienza di chi ne ha macinati parecchi, di passi, al freddo, al caldo.
Esperienza vuol dire negare la paura del dolore fisico, annullare il timore della fatica, ignorare la paura della solitudine e della monotonia, allontanare il senso angoscioso dell'isolamento.
Hai corso veloce perché non hai avuto paura di farlo, anche per quel certo tipo di incoscienza che spesso prende il sopravvento.
Sul diavoletto di freno.
Non puoi certo dire di saper affrontare qualunque cosa, oggi, ma di certo qualcosa più di ieri.


4 commenti:

  1. Grande prova di spirito, l'allenamento su quelle distanze. All'ultimo chilometro ci si ritrova parecchio diversi da come si era alla fine del primo chilometro. La cosa positiva è che nel 99% dei casi si diventa uomini migliori. Quell'1% mi preoccupa quando penso a certi campi di addestramento... :-)

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    1. eh hai ragione Mariano. Se poi penso che i tuoi lunghi ultimamente si svolgono anche in forte acclivio...immagino che alla fine la trasformazione sia totale...ma sicuramente, sempre in meglio, niente campi di addestramento per quanto ci riguarda :-)

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  2. Bellissimo Alain.
    I lunghi, a tavola con il diavolo, in tutto e per tutto.

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