venerdì 8 aprile 2016

Rock e Renoir



Per fare un esempio efficace, ti serve un quadro famoso.
Un quadro famoso pieno di luce, dipinto da un artista che con la luce ci sapeva fare.
E quello qui sopra è il "Ponte ferroviario a Chatou" di Renoir. 1881. Accidenti che bello.
Se cerchi un impressionista contemporaneo a Monet, altrettanto bravo con la luce, con Renoir vai a nozze.
Ti sembra proprio di calpestare quell'erba, anzi. Senti anche il fruscio delle foglie e lo scrosciare dell'acqua nel torrente.
Potrebbe essere un sabato mattina a primavera inoltrata, e tu potresti essere lì di passaggio, durante una corsetta, potresti esserti fermato a contemplare questo scorcio, e decidere di infilarti fra quelle due piante per raggiungere la riva del ruscello.
Ora che hai trovato il quadro, hai un valido aiuto per fare l'esempio.

Quello che cerchi è una corsa che ti faccia sentire su di giri: mentre corri hai l'anima che viaggia in giostra a ritmo rock, prendiamone uno...gli Angel Witch che suonano:

"Nobody else can see you
the same way as myself
Fly high and touch the sky,
you’re the angel I adore
If only you could feel for me
that I feel for you
Why do you ignore me, angel,
why can’ t I go with you?
You’ re an angel witch, you’ re an angel witch
You’ re an angel witch, you’ re an angel witch"
(da "Angel Witch" - 1980)

Poi però ti fermi e fermi la musica artificiale.
Con la stessa bramosia con cui prima hai rincorso la tua corsetta rock, poi hai cercato e trovato un luogo meraviglioso e decidi di fermarti lì, a contemplare la natura e a ritrovare una dimensione intima ed essenziale.
La pace.

Il periodo attuale, invece, lascia trapelare poco di tutto questo.
Si corre troppo, con piani prestabiliti, con troppi chilometri, troppe incognite e troppi inconvenienti che minano un risultato finale.
La musica stona, stride, spesso eviti di cercarla.
La corsa è un impegno, un dovere, un compito a casa.
Devi mettere una pezza su un dolore a un muscolo, devi fare un esercizio per allenarne un altro, devi impacchettare di ghiaccio una caviglia e far riposare la pianta di un piede.

L'aria è ancora elettrica, non c'è una pace vera e propria, trovi angoli di natura in cui vorresti trascorrere più tempo.
Vorresti poterti fermare ancora un pò, per riuscire a far tacere del tutto i rumori stonati e raccogliere l'essenza degli elementi naturali, dentro di te.
Ma non c'è tempo, bisogna rientrare. Hai corso troppo, o non hai avuto comunque la possibilità, o la capacità, di trovare il sentiero per il ruscello.

Non è ancora il momento per tutto questo, manca ancora un pò di tempo.
Passata la gara, scaricata l'adrenalina, avrai esaurito le energie, avrai esultato, o forse avrai subito una terribile sconfitta. 
Comunque vada, è una pagina che dovrà lasciare il migliore dei ricordi, e dovrà permetterti di riprendere la tua vita normale, R&R, rock e Renoir.

Nessun commento:

Posta un commento