lunedì 16 maggio 2016

specchietti



La volta che decidessi di smettere di parlarti in seconda persona, quella volta lì ci sarebbe da pensare.
È una specie di accordo che hai con te stesso, a domanda rispondi, ti poni le questioni vitali davanti al muso e le affronti, come quando ci si specchia sporgendosi sulla riva del laghetto, o meno poeticamente, nello specchio del bagno.
Hai corso anche oggi, sei partito da casa nel pomeriggio e hai preso una strada da percorrere.
Lo specchio, o il laghetto, intanto ti chiedeva: cosa c'è in programma?
Da che parte vai? Cosa c'è in programma?
Rispondevi infastidito, non so, cerco qualcuno da incontrare, cerco di incrociare qualcuno.
Non ho voglia di correre da solo, oggi non voglio stare solo.
Ma sei partito senza un programma. Anche oggi, e sai bene che senza un programma non puoi scegliere la strada adatta. Qua ci sono le pendenze, i fondi, il riscaldamento e poi qualcosa, quello che viene dopo. C'è una gara da preparare.
C'è sempre un gara da preparare. sai quale vero?
Ora ti spiego.
Oggi corro per muovermi, perché al ritorno dalla corsa potrò sentire l'acqua calda della doccia che mi scorre sulla schiena.
Mi stapperò una birra e penserò a come la realtà possa essere smussata dalle sue spigolosità melodrammatiche, dopo solo un paio di sorsi.
Accenderò un braciere sul terrazzo e intanto cercherò di guardare a che punto è la luna, se c'è.
Che se c'è, di solito spunta dalle colline verso Briaglia.
Guarderò con attenzione i colori delle colline verso Briaglia, alle sette della sera, in maggio, e cercherò di decifrare come farebbe Monet a preparare la sua tavolozza.
Cercherò anche di decifrare i pensieri delle persone che incontro di tanto in tanto sul lavoro, in particolare quelle che ancora si ostinano a mettere i soldi e il potere davanti ai colori delle colline.
Proverò a immaginare quale potrebbe essere un rock adatto al tipo di luce che ho davanti agli occhi, e probabilmente farò resuscitare Tommy Bolin.
Capisci, non è ora per preparare un'altra gara, ho solo bisogno di incrociare una persona a cui raccontare queste cose.
Così facendo, rischi di indispettire l'immagine del laghetto, palude o specchietto.
Ma tornerò, lo prometto, con nuove gare da preparare, ma certo, sono un podista, lo so bene.
Non subito, al momento sono rimasto da solo e parlerò in prima persona, finché devo.

2 commenti:

  1. Alain sei un mito
    me la lasci condividere su fb e sul mio blog?
    è veramente troppo troppo bella

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    1. grazie, troppo gentile Andrea...fai pure ci mancherebbe ;-)

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