domenica 26 giugno 2016

cilindrata



Questo hai imparato, oggi.
Che puoi anche permetterti il lusso di vivere un po' di rendita, se hai decine di migliaia di chilometri nelle gambe, anche quando parti per una gara che hai allenato poco e male.
Forse perché il muscolo della gamba ha una base di memoria che viene governata da una piccola zona del cervello.
Il Reparto Archivio Gare. Un reparto specializzato nella lunga conservazione.
Hai anche imparato che se una lepre può essere un valido aiuto, due lepri sono un validissimo aiuto, e qui entra in ballo la teoria che riguarda il tre numero perfetto.
Nel senso che: se trovi una lepre in gara, hai una lepre. E va bene.
Se ne trovi due, allora sarete in tre e potrete darvi il cambio, con il risultato che tutti e tre potranno, a turno, usufruire di un trascinatore.
Ognuno di essi finirà la propria gara con la sensazione di aver corso un po' più veloce del solito.
Il triangolo però è frutto del caso, è una specie di combinazione astrale che non può essere ricercata artificialmente.
Il triangolo quindi non l'avevi considerato. Mai prima d'ora.
Hai anche imparato che se fra i tre, alla fine sarai il terzo al traguardo, non è necessariamente il caso di prenderla a male.
Ci sono valide attenuanti, la prima è che il Reparto Archivio Gare non fa miracoli. Per vincere la tua gara devi allenarti con impegno.
La seconda riguarda la categoria (età) dei podisti. La differenza di valore fra le prestazioni podistiche si misura in potenza o cilindrata, o chiamala come vuoi.
E si misura nel distinguo fra le fascia di età, come è normale che sia.
Oggi però, sulla fascia di età preferisci soprassedere, perché in fondo, in fondo non ti sei ancora allenato con impegno.

sabato 11 giugno 2016

temporali




L'automobilista che transita vedendoti correre così affannato, sotto quei nuvoloni neri in arrivo, probabilmente si farà una risata, lui, bello tranquillo, al riparo sotto il suo tettuccio.
Ma quel sogghigno denota una qual forma di superficialità nelle tue conclusioni, caro automobilista asciutto.
C'è chi un temporale lo cerca, mica per masochismo, magari solo perchè finalmente riesce a palesare nel mondo esterno tangibile quel centinaio di temporali che girano dentro, con tanto di cumulonembi che a volte solo minacciano tempesta, talvolta esplodono.
Magari la corsa accelerata del podista sotto il tuono non è così legata al timore di inzupparsi, alla fretta di cercare un riparo.
Sappilo, che potrebbe trattarsi di un accompagnamento, una danza a due.
Un clima molto mite è piacevole, certo, ma non potrà mai accompagnare un ritmo di quella musica che appartiene a chi freneticamente rincorre l'emozione, forte, di un momento vissuto.
C'è l'ultimo chilometro di una gara di corsa tremenda, che è riuscita perfettamente, dopo uno sforzo sovrumano di allenamenti.
C'è un attimo magico di una voce, inaspettata, ascoltata per caso in un momento in cui eri sovrappensiero.
C'è una linea, c'è una pennellata, tracciate su un foglio da una mano troppo abile per essere la tua, c'è lo stupore legato alla magia del caso, o dell'errore, che te l'hanno concessa.
C'è uno sguardo complice in un luogo magico.
Gli esempi saranno troppi per poterli contare, e non solo.
Non è tutto qui: avrai modo di scoprirne molti altri.
Il prezzo però è vivere in un temporale, per questo ti tocca correrci dentro.

venerdì 3 giugno 2016

Fazioni


Benigni che al referendum vota un pò sì e un pò no, caspita, ti fa cadere le braccia.
Un giorno pensi che la grande sfortuna sia aver perso le ideologie
Se pensi ai tuoi vecchi, a quelli che hanno 10, 30 anni più di te, pensi ai loro tempi con una certa tenerezza reverenziale.
Quando c'erano i buoni e i cattivi, la scelta era fra due, massimo tre fazioni.
E avevano le idee chiare, sapevano chi amare e chi odiare: certo è che si amava e si odiava con grande convinzione.
Ma ormai te ne sei fatto una ragione, pensi convintamente che ogni schieramento fosse una presa di posizione troppo radicale per essere realistica.
La fortuna, invece, è non dover più essere collocati in un binario, in questa epoca in cui si naviga a vista.
Tutto fa più o meno paura, e parimenti puoi essere libero di non dover per forza appartenere ad uno schieramento, perchè ciò che rimane della destra e della sinistra ormai è talmente finto che assomiglia giorno dopo giorno, più che altro, a un format americano.
La parte difficile, per un adolescente degli anni '85-90, è capire cosa sia successo, fra quelli che sono arrivati poco prima di te: quelli che si facevano bastonare dai celerini.
E quelli che sono arrivati dopo, quelli che si sono trovati senza lavoro e non sanno davvero a chi dare la colpa.
Le fazioni ad un certo punto si erano defilate, erano sparite tutto a un tratto, non sapresti dire il momento preciso, forse perchè in quel periodo c'era del benessere, vero o artificioso, che aveva rabbonito anche gli animi più accesi.
Fatto sta che da tempo gli schieramenti sono morti, va bene, ma con loro anche la voglia di ricercare un nemico.
O un amico.