venerdì 3 giugno 2016

Fazioni


Benigni che al referendum vota un pò sì e un pò no, caspita, ti fa cadere le braccia.
Un giorno pensi che la grande sfortuna sia aver perso le ideologie
Se pensi ai tuoi vecchi, a quelli che hanno 10, 30 anni più di te, pensi ai loro tempi con una certa tenerezza reverenziale.
Quando c'erano i buoni e i cattivi, la scelta era fra due, massimo tre fazioni.
E avevano le idee chiare, sapevano chi amare e chi odiare: certo è che si amava e si odiava con grande convinzione.
Ma ormai te ne sei fatto una ragione, pensi convintamente che ogni schieramento fosse una presa di posizione troppo radicale per essere realistica.
La fortuna, invece, è non dover più essere collocati in un binario, in questa epoca in cui si naviga a vista.
Tutto fa più o meno paura, e parimenti puoi essere libero di non dover per forza appartenere ad uno schieramento, perchè ciò che rimane della destra e della sinistra ormai è talmente finto che assomiglia giorno dopo giorno, più che altro, a un format americano.
La parte difficile, per un adolescente degli anni '85-90, è capire cosa sia successo, fra quelli che sono arrivati poco prima di te: quelli che si facevano bastonare dai celerini.
E quelli che sono arrivati dopo, quelli che si sono trovati senza lavoro e non sanno davvero a chi dare la colpa.
Le fazioni ad un certo punto si erano defilate, erano sparite tutto a un tratto, non sapresti dire il momento preciso, forse perchè in quel periodo c'era del benessere, vero o artificioso, che aveva rabbonito anche gli animi più accesi.
Fatto sta che da tempo gli schieramenti sono morti, va bene, ma con loro anche la voglia di ricercare un nemico.
O un amico.

Nessun commento:

Posta un commento