lunedì 18 luglio 2016

boschi, autotreni


Sei così isolato e concentrato che l'ultima delle paure sarebbe quella di un autotreno che ti arrivi addosso, qua non può succedere.
E gli eventi della natura non fanno paura, hai paura solo di te stesso.
In condizioni normali correre in un bosco come questo, certo, potrebbe darti da pensare. Da queste parti ci sono i lupi, e se è vero che a memoria d'uomo nessun lupo del Piemonte ha mai attaccato un essere umano, c'è anche da dire che c'è sempre una prima volta.
Ma questa è una gara e prima di te, chissà quando, è passato un altro podista. Poco dietro di te ce ne sarà un altro. I lupi sono animali che rispettano le regole, non amano la confusione.
Hai paura solo di te stesso, della tua voglia esagerata di andare forte in salita, in pianura e in discesa, sconnessa che sia.
La salita proprio non ti entra nelle corde quest'anno, e per quanto tu parta ad allenarti, in certe giornate, col pensiero fisso di scalare montagne, poi finisci inesorabilmente a dirottare gli allenamenti su ripetute asfaltate e pianeggianti. Forza d'inerzia.
Sali correndo e camminando, arrancando e soffiando, con la rabbia di chi non molla e che sa di non essere capace di fare quello che sta facendo.
L'ultimo degli scalatori ti supera, anche lui.
Poi c'è una lunga pianura, in questo sentiero di cappuccetto rosso, e qui riprendi con forza la tua posizione, superi di cento metri lo scalatore e ti compiaci di questa falcata da maratoneta che ancora consola le tue gambe con una forza d'inerzia che quasi assomiglia a una corsetta riposante.
Quando scendi, scopri un lato di te che proprio non ricordavi. 
Ti torna in mente quello che qualcuno ti ha raccontato, tempo fa: le corse si vincono in discesa. E quanto è vero.
Prendi un sentiero in forte discesa, sterrato e sconnesso e pietroso e imprevedibile.
E tu sparisci, proprio come quando dovevi accostare tre colori insieme su un foglio di carta.
Nel giro di un secondo ti trasformi nel nulla, avanzi con cautela con un piede davanti all'altro, impari che il vero scalatore è anche un ottimo discendente.
Anche quello che lo segue, e anche quello dopo, tutti ti superano mentre scopri il terrore di capitare nel posto sbagliato, di prendere una storta, una caduta accidentale, una pennellata di un colore che non c'entra nulla con questa natura. 
Un lupo famelico, anche un cinghiale. Uno scoiattolo.
Non sei più al tuo posto, non in un gara di trail in cui la tua posizione in classifica, tutto sommato più che dignitosa, te la sei guadagnata con le gambe di un podista da strada, dove ti era concesso recuperare metri.
La morale però è un'altra.
Il bosco è pieno di pace, lo sarà senz'altro anche in questo momento, quando anche l'ultimo degli escursionisti avrà smesso di far crepitare le sue scarpe, ora che magari qualche bestia selvatica sta passando indisturbata.
Ha le sue regole, e sono millenarie, neanche considera colpi di testa di cervelli insensati.
Questo ti può insegnare, se capisci la tecnica: puoi imparare a correre in salita, in pianura e anche in discesa.

2 commenti:

  1. Come avrai notato ci sono delle sostanziali differenze tra l'on the road e l'off road,molto,anzi moltissimo dipende dalla tipologia del tracciato....si le gare si decidono in discesa soprattutto,quelle tecniche ma bisogna saper e voler soffrire in salita,specialmente per chi come me poi sà di perdere diverso tempo in discesa,ma lo spirito trail và anche al di là della classifica

    RispondiElimina
  2. Grande verità Save! Anzi...tanto per non rischiare brutte storte potrei anche pensare di tralasciare del tutto la classifica e godermi il panorama ;-)

    RispondiElimina