sabato 13 agosto 2016

ruderi

Un po' di difficoltà superate, una serie di gare corse con un'attenzione particolare alle prestazioni.
Le ferie se ne sono andate accompagnando numeri: in genere si tratta di secondi al chilometro, si tratta di secondi persi rispetto all'anno precedente, un pugno di secondi che peraltro rivelano uno stato di forma che si può definire abbastanza buono, perché no.
Mica male. Ovvio che un leggero calo è fisiologico, se ci metti nel calderone un anno in più d'età, pochi allenamenti mirati alla velocità, e poi.
Una serie di altre imprese che i tuoi nebulosi processi cerebrali hanno voluto intraprendere nel frattempo.
Ti spiego.
Cosa sarà quella cosa che durante un tedioso giro in macchina ti obbliga a fermarti e fotografare scorci di mondo.
Che siano esempi di reliquati, immobili di proprietà ex F.S., dismessi da decenni.


O rustici in attesa di un tocco di restauro





Una serie di edifici in stato di abbandono, più o meno grave, si manifesta quotidianamente davanti ai tuoi occhi, e qualcosa ti obbliga a fare tue queste immagini, catturarle in una macchina fotografica del XXI secolo. Un telefono.
Catturarle per poi, chissà, trasformarle in un disegno che sia completamente opera tua.
Rappresentare il loro stato di abbandono come un tesoro da preservare.
Come se il crollo fosse talmente imminente da minare questa forma di bellezza dovuta alla precarietà della situazione in cui versano.
Una bellezza che è legata all'istante, alcuni fra gli ultimi esempi in cui la natura riesce a lavorare indisturbata per riprendere i suoi spazi.
Un po' così ti senti, troppo deconcentrato per correre tre ripetute da duemila.
Ma ci proverai lo stesso, vengano come vengano.

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