mercoledì 14 settembre 2016

ancora otto per mille



Otto ripetute da mille, ricordi quante volte le hai corse?
Sei alla sesta, hai quasi finito di soffrire: ricordi che tempo fa celebravi quei brevi recuperi quasi come una salvezza dalla rovina, il modo per ritrovare quel certo equilibrio mentale, insieme alla necessità vitale di reperire sufficienti forze fisiche con cui affrontare lo sforzo successivo.
La forbice fra quello che sei e quello che vorresti essere dipende dal tempo che ti viene concesso per dedicarti a quello che ti fa stare bene. E' in quel lasso di tempo che cerchi la possibilità di esprimere te stesso.
La strada più facile sarebbe farsi piacere il tempo che ti viene obbligato.
Sarebbe bello poter vivere la ripetuta, la parte più lunga e difficile, con la soddisfazione che qualcuno vorrebbe convincerti essere quella che vale.
Dovresti imparare ad apprezzare la parte più impegnativa della corsa, come dire, metti da parte la fatica e guarda com'è divertente la velocità che raggiungi, proprio nel momento in cui sei lì, a far girare le gambe contro il vento, contro il tempo.
No, quella è la parte difficile e complicata, nonostante tutti insistano a ripeterti che più fatichi e più ottieni dal tuo fisico.
Il tempo, sulla carta, sul tuo certificato di nascita, sarebbe di tua proprietà, sarebbe troppo prezioso per spenderlo nel confronto con altri.
La corsa è affascinante perché ti permette di cavalcare il tuo tempo, è una sorta di gioco a due fra il podista e il suo tempo, certo, per questo la corsa ti piace.
Domare il tuo tempo nel modo più spontaneo è la vera chiave per sentirti libero, la tua sfida ora è quella, non più una maratona, e neanche una medaglia premio da venditore del mese.

1 commento: