venerdì 30 settembre 2016

Enjoy your life



Improvvisare è un verbo che ti affascina.
Non sei mai stato un seguace dell'arte dell'improvvisazione, hai passato una mezza vita ad improvvisare piu' che altro per arrabattarti, per risolvere le situazioni che ogni giorno ti capitano fra capo e collo, quelle che ti trovano impreparato.
Ma quando puoi, mica improvvisi, pianifichi al meglio, e quando pianifichi il risultato è sempre quello, bellino, fatto benino, discreto, senza sapore. Un sei piu' piu'.
Quando esci a correre, il massimo della bellezza è accorgersi che la giornata è troppo limpida e favolosa per costringerla in un collinare da 11 km, il bello è decidere, e poter decidere, che oggi hai il tempo per correre 22,6 km immergendoti in un paradiso di colline, orizzonti boschi e laghetti.
E all'ultimo parti e vai.
Improvvisi il percorso e improvvisi una regola nuova: oggi si corre da capo a fondo, vietato fare un passo che non sia un passo di corsa, alla faccia delle salite assassine, oggi non si cammina.
E ci riesci, riesci a tenere il passo ed esci vincente nella scelta dell'ultimo minuto.
Improvvisare è anche entrare in un negozio di dischi per scegliere un gruppo rock mai sentito.
E tornare a casa con un classicone. Anche quello è improvvisare.
E funziona.

2 commenti:

  1. Grande Alain... improvvisiamo una birretta (insieme) ai collinari autunnali... irrazionali e musicali movimenti che ci ricreano come vinili, più tondi e solcati, o più tonti e soldati? Una classica pizzata? ;-)

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  2. Certo, Mariano! Il Landande' del 30 ottobre é stato pensato proprio per un'occasione come questa. Se riesci, ti aspetto ;-))

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