lunedì 31 ottobre 2016

poi d'autunno


Autunno ben ben inoltrato per la verità, vedasi foto autoprodotta.
Poi d'autunno: arriva quella famosa gara di trail che aspettavi da tempo, che ti ha regalato un paio di soddisfazioni.
Primo. Perchè hai scoperto che per correre bene un trail non hai bisogno di rovinarti i tendini con quelle terribili ripetute di cui tanto hai parlato scritto e dissertato in questi ultimi anni.
Niente ripetute: basta correre faticando, cercare le salite, cercare le discese, e darci dentro con l'apparato muscolare.
Poi, finalmente arriva una gara di trail in cui hai potuto affrontare la paura delle pietre rotolanti e delle buche durante le discese.
Ovvero tutta quella componente di imprevisto ed imprevedibile che nessuna tabella di allenamento insegnerà mai ad affrontare, la impari piuttosto a suon di storte.
Cioè la pratica.
Quindi, secondo: perché sei riuscito finalmente ad essere competitivo contro i grandi esperti dello sterrato, quelli che salgono come stambecchi e scendono come caprette.
Il gioco sta nel vincere la paura, e la partita non è di certo finita, puoi al massimo affermare di aver fatto un buon passo in avanti.
E' proprio vero che hai giocato in casa, per imparare qualche trucco ti è toccato fare così, correre e ricorrere lo stesso sentiero fino a farlo diventare familiare, quasi come fosse il vialetto del giardino di casa tua.
Insomma, mica ci si può reinventare trailer in uno schiocco di dita.
Ti trovi in gara e hai degli obiettivi precisi, che incarni in due o tre podisti pressapoco al tuo livello. Non per una prova di forza nei loro diretti confronti, ma piuttosto perché hai bisogno di termini di paragone, li conosci da tempo e sai che sono all'incirca alla tua portata.
Tutto come previsto, sai che sei penalizzato dove iniziano le pendenze piu' marcate, salita e discesa che siano. E che la tua forza si esprime nei tratti in pianura, dove hai margini per recuperare nei loro confronti.
Come da copione, la gara del Landandé è un tira e molla, pendenze miste e tratti in pianura fanno sì che la vostra gara sia uno jojo do sorpassi e contro-sorpassi.
Divertente misurarsi in questo gioco, nel quale ci si conosce a vicenda e si favorisce il sorpasso altrui nei tratti critici, dove si è consapevoli di non poter mantenere la testa del gruppo.
Divertente e sportivo.
Come hai sempre sentito dire, la gara si vince in discesa, quando impari ad affrontare le tue paure. Sono discese che ormai conosci per bene, il vantaggio di giocare in casa è saper localizzare ogni singola insidia della discesa piu' terribile.
E stavolta ti butti, sei sempre un po' goffo e te ne dai conto.
Ma stavolta c'è che ti rendi conto che tutto ha origine da un certo istinto di sopravvivenza, è un senso ancestrale quello che ti permette di scendere per quel terribile dirupo mantenendo quasi inalterato il distacco dai veri trailer, che stavolta non riescono a recuperare il vantaggio che ti sei preso nell'ultima pianura.
Metti i piedi al posto giusto, uno davanti all'altro.
Sai che in centro strada rischieresti le caviglie, e cerchi il ciglio buono, mantenendo un passo abbastanza lungo. Mica una falcata, ma neanche un passetto da formica come in passato. Chiamiamolo un passo da trailer poco elegante, un po' elefantesco, ma sempre un trailer.
Ci sono rischi piu' grandi che attanagliano te, e anche i trailer piu' esperti.
Ci sono passi falsi in discesa che nessun abile istinto potrebbe schivare.
Ci sono troppe variabili che non si possono controllare, la vita di queste settimane ti sta insegnando che non basta essere sani, onesti, o scaltri per essere completamente al sicuro.
Questo devono aver pensato, i grandi corridori da sterrato, il giorno che hanno imparato a scendere con quello stile disinvolto per quei sentieri.
Far cadere il piede sempre su un terreno compatto è questione di tempismo, esercizio, tanta esperienza, e aiuta per lo meno a proteggerti da tutto ciò che è prevedibile. 
Grandi filosofi, mica faciloni da asfalto.
Mentre sei lì che scendi, facendoti forza per metà con uno stile ancora molto rudimentale, per l'altra metà con la forza di chi ha imparato la lezione a memoria, capisci che la posta in gioco qui è alta.
Quando c'è di mezzo il rischio di una storta a una caviglia, metti a repentaglio ben piu' che qualche posizione in classifica.
Solo a giochi fatti, a gara finita e magari anche nei giorni successivi ti rendi conto che hai affrontato i rischi a viso aperto, un po' come vorresti fare tutti i santi giorni.

sabato 29 ottobre 2016

spettacolo itinerante


Con una bella sorta di personcine hai avuto a che fare, negli ultimi tempi.
L'estrazione del miglior gruppo da Circo Itinerante, in una rara tourné. Che combinazione trovarsi tutta la formazione al completo, quanta fortuna. O no?
Che si tratti o meno di fortuna, chiamala come vuoi, di certo, che incredibile combinazione averceli tutti attorno, contemporaneamente orbitanti al tuo cospetto
Così, visto  che ti sei trovato in questa circostanza talmente fortuita da farti perdere talvolta il senso del sonno la notte, o anche la normale adrenalina che precede una gara importante, giusto giusto alla vigilia della gara decidi di celebrare questo avvenimento.
Santificare l'occasione di questi incontri come merita, per ricordarti in futuro di un avvenimento come questo, che difficilmente nella vita si potrà ripetere, come il transito di una stella cometa, o una coincidenza astrale.
Da maniaco catalogatore quale sei, decidi di provare a raggruppare i personaggi che ti si  sono presentati davanti, come per inserirli in macro gruppi, ciascuno per le proprie particolarità, ciascuno col proprio ruolo, dato che per la prima volta sei riuscito a percepire il filo sottile che li unisce e dà origine al Sistema.
C'e' il Mano Molle, un tipo piuttosto attempato, generalmente vestito di nero e con una straordinaria capacità di alternare espressioni cordiali e severe, un po' da professore. Poi scherzose e poi drammatiche. minacciose e accondiscendenti. Quest'uomo generalmente è un politico in declino per raggiunti limiti d'eta', al primo incontro lascia un'aura di rispetto, al secondo di timore. Da lì in poi capisci l'antifona e vedi un uomo agli ultimi colpi, uno che tenta di lasciare l'impronta e risulta un poco compassionevole, seppure lui non se ne dia conto.
C'e' il dirigente inviperito. E' una persona schietta, un giustiziere. Anzi, più che schietta, meglio dire nevrotica. pronta a combattere contro tutti e tutto. Non teme di trovarsi nei panni del davide contro golia, lui urla. Lui strilla. Lui urla molto più volentieri contro chi tiene un profilo basso. Quando alzi la voce, quel giorno lui diventa piccolo piccolo. Va a cercare qualcun altro con cui duellare, questo spadaccino pronto per il ricovero in un centro di igiene mentale.
Prima o poi arriveranno a prenderlo con una camicia di forza, in manicomio avrà tutto il suo da fare: il suo operato non ha confini.
C'e' l'Andreotti, quello che con la cortesia del democristiano del filone più al centro-destra-sinistra, con un colpo al cerchio e uno alla botte tende a sistemare tutto.
Lo fa per te. Forse. In realtà qualche dubbio ti viene. Infine capisci con una certa approssimazione che lo fa per se, fa tutto per se. Vecchia generazione di trafficoni sub-politicanti, ancora molto alla moda invero.
Poi c'e' il cordialone baffetto, la Volpe. Quello che ci ride su, perché è simpatico. Lui ride su un po' su tutto, sarcastico, perché tanto se non sdrammatizzi, che vita è.
Il suo lato drammatico in realtà esiste, ma ti arriva per sentito dire. Il suo lato drammatico corrisponde al suo cinico sarcasmo, vanno di pari passo. Quando viene meno la simpatia nei suoi confronti è il momento in cui, sempre per sentito dire, ti tocca conoscere molto bene questo suo aspetto più feroce, e te lo raffiguri, stupito, in questa nuova immagine, molto nitida, ora che hai fatto uno più uno.
E poi ci sei tu, quello che aspettava l'emozione di correre un'importante gara di trail e alla vigilia si trova a gestire tutte questi fantasmi davanti agli occhi, col massimo sforzo di elusione.
Imparare a minimizzare gli attori dello spettacolo itinerante che aimé, in queste settimane tocca ospitare nel tuo circo.

giovedì 27 ottobre 2016

dei limiti - parte enne


E va bene, devi ammetterlo che non è tutto così terribile quello che ti circonda.
Proprio per questo di tanto in tanto ti riesce bene, una fuga per una corsetta che ti fa emettere uno spontaneo sospiro di sollievo, ahhh.
Come buttare fuori brutti pensieri e partire verso la parte bella del tuo tempo.
O sederti al bancone della tua spina preferita e sospirare. Ahh...
Non è tutto cosi' tremendo. Certo, scopri che un giorno potrebbe toccare pure a te, insegnare il buon esempio a persone cattive cattive. I monelli, quelli che vorrebbero mettere le mani nella marmellata.
Sarà che in giro c'è ancora una corposa quantità di italiani inquinati, del rango di quelli che vorrebbero addirittura sporcare la nostra costituzione con delle strane porcherie, sarà per questo che in giro ci sono bambini settantenni che hanno perso solo il pelo.
Sta a te spiegare loro che una corsa in mezzo ai boschi, quest'autunno, sarebbe davvero uno spettacolo.
Potrebbe essere una delle loro ultime, dovrebbero approfittarne, visto che il paradiso cristiano sanno di esserselo già giocato, in cuor loro, pur avendo sempre frequentato ambienti di sana cattolica aristocrazia.
Quanti anni crederanno mai di poter vivere? O forse. Crederanno mica che accumulare soldi e "potere" serva a farli vivere piu' a lungo?
Vai a correre in un bosco anche tu, questo autunno, e scoprirai che tutta la terra che vedi intorno a te è pronta ad ospitarti, e non è certo un nemico da temere.
Bé come quando hai osato attaccare i podisti veri, un pò di tempo fa, anche ora capisci che potrebbe essere piacevole vestire i panni di Davide contro Golia, divertendoti a sparare pietruzze molto fastidiose.
I limiti sono quelli che ci creiamo da soli, e poi ci sono quelli che altri vorrebbero importi.
E ancora: esistono i limiti che istintivamente fanno piu' paura, quelli che segnano naturalmente l'inizio e la fine di una vita fisica.
La paura, pero', non è certo piu' rilevante di una vita fisica, inizia e finisce obbligatoriamente entro i suoi limiti.
Quindi non farla tua, la paura, sii coraggioso, corri nei tuoi boschi.
E piuttosto divertiti a lanciare pietruzze.

lunedì 17 ottobre 2016

notte



Poi a un certo punto posi il pennello e hai deciso, oggi sei stufo di tracciare pennellate.
Arriva un momento, durante la tua serata, in cui finalmente ti arrendi alla stanchezza, o rassegnazione che sia, e capisci che è meglio rifugiarsi sotto le lenzuola e tentare di chiudere gli occhi.
E' il momento in cui ti rendi conto che con le tue sole forze, per oggi hai dato tutto.
Che non ci sarebbe verso di cavarci nulla di piu', neanche dalle tue gambe, neanche se sotto una luna pressoché piena decidessi, proprio ora, di uscire a correre un progressivo.
Non hai piu' nulla da cavarci da questo giorno, e forse questo giorno non ti ha dato abbastanza, perché questa è la sensazione che talvolta si prova prima di chiudere gli occhi.
E ritrovi, con un po' di sforzo, quella capacita' di reagire alla rassegnazione, quella strana forza che hai allenato negli anni e che funge come ultima risorsa, in quelle serate sottotono, a convincerti che di certo si tratta solo di ricaricare le pile.
Ti è mancato qualcosa oggi, sai bene cosa, un attimo di magia che ti regalasse un passo invidiabile, una musica a tema, un colore perfetto, un raggio di sole.
Ma stai per chiudere gli occhi e lo sai, che non finisce qui. Hai un libro lasciato lì a metà che ha di certo una trama sorprendente, piena di colpi di scena. Non uno svolgimento di un nastro già visto cento volte.
Oggi non hai corso, bé hai davanti un'inverno da correre, magari al buio in strade gelate, ma da dentro i tuoi giacconi potrai sentire il tuo respiro in tutta la sua forza, come solo d'inverno.
Avrai da giocartelo, il tuo tempo.

mercoledì 12 ottobre 2016

del rock


Che importa diventare adulto, se invecchi da (partendo da sinistra) rocker, o se di mestiere diffondi la tua voce all'Italia intera da dietro un microfono, oppure se sei uno di quelli che non invecchiano mai, per contratto con il tuo dna?
L'anima rockettara te la puoi portare dietro anche tu e finché vuoi, nessuno te lo impedisce.
Ma tieni a mente una regola, una sola e semplice: non smettere mai di crescere, così si fa.

domenica 9 ottobre 2016

alla ricerca della salita



Oggi sei alla ricerca della salita, e la salita interminabile ti ricorda che la fatica è una componente che insegui, con quella forma (masochistica?) che accompagna tutta una serie di podisti.
La corsa in salita non è certo un percorso domenicale che qualcuno ti ha imposto.
La corsa solitaria, alla ricerca di salite, che più lunghe e cattive sono meglio è, te la sei voluta.
Potresti anche pensare che davvero, il tutto sia riconducibile alla preparazione di un trail collinare molto impegnativo.
Ma più ci pensi, e meno ci credi, ne avevi il dubbio già dal primo mattino, in partenza, accendendo il gps e uscendo di casa in una di quelle mattinate ottobrine freddine freddine, quelle mattine in cui devi ricominciare a valutare con attenzione l'abbigliamento adatto, prima di partire.
Bene, chiamalo masochismo, se vuoi, quell'istinto che ti porta a cercare il fiatone e lo sfinimento muscolare, stretto parente delle ripetute, specie quelle lunghe.
Ma in fondo potrebbe esserci un'altra chiave di lettura, quella in cui credi ora, ora che è sera e tutto quanto si è placato.
Avevi bisogno di sciogliere pensieri, addormentati nel loro profondo. Dovevi risvegliare la fantasia, rimasta cementata da una settimana lavorativa deprimente, narcotizzata nel fondo dell'anima.
Avevi bisogno di urlare, e così hai fatto.
Hai lasciato urlare ogni centimetro della tua anima, partendo dal corpo, e poi dal cuore, dal fiato e così via, a scavare sempre più nel profondo.
Ora ci sei, ti senti bene. 
Non sei sicuro che tutto questo benessere possa durare molto, ma lo prenderai per le ali e ci farai un voletto.
E quando vorrai, saprai come fare per ritrovarlo. Per ritrovarti.