martedì 20 dicembre 2016

per tacer degli astri


Ma quante volte ti sei trovato a proiettare il tuo te stesso in un futuro da pensionato, in qualche scena di vita quotidiana nella quale non si sa bene se ti ritrovi a vivere solo, in compagnia.
Quello che vedi sempre però, è un vecchio fotografato in un'istantanea solitaria, un rientro a casa.
Potrebbe essere raffigurato nell'atto di parcheggiare una bicicletta, o il rientro da una passeggiata o magari, visto il personaggio, anche da una corsa.
Qualche esercizio di ginnastica per sgranchire le articolazioni. 
Una doccia, una colazione, un giornale e una musica. Impugna una matita che, quasi senza la guida della mano, si mette a disegnare e improvvisa un' immagine che prende forma da sola.
Anzi, picchietta sulla tastiera un racconto, che vive quasi di vita propria.

Sbagliato. Sbagliato il concetto. Un'immagine va ragionata, trasformata dal cervello e dall'occhio ben prima di impugnare matita o pennello.
Una storia, per quanto fantasiosa, non uscirà neanche da un cervello esperto, navigato e sanissimo, con buona pace degli astri.
Non esiste un talento artistico talmente bravo da creare l'opera d'arte all'istante, nessuna esperienza ti verrà incontro a tal punto.
Proprio come non esiste il musicista che compone la melodia al primo tentativo, il colpo di genio riguarda solo lo spunto, le prime note o le prime tracce sul foglio, poi c'è bisogno di tempo ed energie.
Anche un futuro da vecchio, non va improvvisato, fermo restando il benestare delle congiunture del destino.
Se vorrai provare ad essere un giovane vecchio, dovrai continuare giorno per giorno a lavorarci su, a provarci, e anche questa è arte.

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